Giornata internazionale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi – 9 settembre 

“La penna, il libro e l’aula sono più potenti della spada. Preserviamo questo dono e proteggiamo il diritto fondamentale di ogni bambino di imparare, in sicurezza e in pace.” 

– António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite 

Nel 2025, sei anni dopo la prima celebrazione della Giornata internazionale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi, la violenza contro l’istruzione continua a intensificarsi. Tra il 2022 e il 2023 si sono verificati oltre 6.000 attacchi contro studenti, insegnanti e istituzioni scolastiche. L’uso delle scuole per scopi militari è aumentato del 20% e oltre 10.000 studenti sono stati uccisi, rapiti, arrestati o feriti. 

Nessun bambino dovrebbe rischiare la vita per imparare 

Gli attacchi all’istruzione nelle zone di conflitto hanno raggiunto livelli allarmanti: nell’ultimo anno la Coalizione globale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi ha segnalato un aumento del 44% degli episodi contro le scuole. Queste violazioni non colpiscono solo le singole persone, ma minacciano il futuro dell’intera comunità.  

I dati più recenti 

L’ONU continua a sostenere l’accesso sicuro all’istruzione, esortando i Paesi a investire in sistemi educativi resilienti e ad attuare la Safe Schools Declaration

Il rapporto annuale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati per il 2024 descrive un quadro drammatico: 

  • 41.370 casi documentati di violazioni contro bambini, il numero più alto dall’inizio del mandato, quasi 30 anni fa. 
  • I Paesi con i livelli più elevati di violazioni nel 2024 sono stati Israele e i territori palestinesi occupati – in particolare la Striscia di Gaza -, la Repubblica Democratica del Congo (RDC), la Somalia, la Nigeria e Haiti. 
  • Le violazioni più frequenti hanno riguardato attacchi alle scuole (44%), violenze sessuali (34%), oltre a rapimenti, reclutamento e sfruttamento. 
  • Circa 3.000 bambini sono stati arrestati per presunto coinvolgimento con gruppi armati. La Rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati, Virginia Gamba, sottolinea che questi bambini dovrebbero essere considerati vittime e non essere criminalizzati. 
  • Le mine antiuomo e gli ordigni inesplosi continuano a mietere vittime: sono responsabili di circa il 25% dei bambini uccisi nei conflitti armati. 

Tutela dei bambini: progressi tra le sfide 

Mentre il 2024 ha segnato il 35° anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia, il 2025 commemora i 25 anni del Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia (OPAC) e i 20 anni della risoluzione 1612 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha creato i meccanismi di monitoraggio delle violazioni. 

Nonostante il peggioramento delle condizioni in paesi come Libano, Mozambico e Haiti, nel 2024 quasi 16.500 bambini precedentemente associati a gruppi armati hanno ricevuto protezione o sostegno per il reinserimento, in aumento rispetto all’anno precedente. Dal 2005, oltre 200.000 bambini sono stati liberati dalle zone di guerra. Sviluppi positivi si sono registrati anche in Iraq, Pakistan e Filippine, dove le misure preventive hanno portato alla loro imminente rimozione dall’agenda sui bambini e i conflitti armati. 

40 nuovi impegni assunti dalle parti in conflitto, tra cui piani d’azione, iniziative di formazione e dialoghi bilaterali, come l’accordo firmato con l’Esercito nazionale siriano nel giugno 2024, hanno permesso di compiere nuovi passi avanti, verso un futuro più sicuro. 

Background 

La Giornata, istituita con una decisione unanime dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e presentata da una coalizione di 62 Paesi guidati dal Qatar, invita l’UNESCO, l’UNICEF e tutte le altre entità dell’Organizzazione a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione di milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti.  

La risoluzione sottolinea la responsabilità primaria dei governi nel proteggere studenti, scuole e personale educativo, garantendo un’istruzione inclusiva, equa, e di qualità per tutti. Richiama inoltre la necessità di intensificare gli sforzi e aumentare i finanziamenti per promuovere ambienti scolastici sicuri anche in situazioni di emergenza umanitaria. 

FONTE: UN, UN Meetings Coverage and Press Releases 

FOTO: UN/Mark Garten