GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE DONNE E LE RAGAZZE NELLA SCIENZA

“Dobbiamo garantire che ogni ragazza possa immaginare un futuro nel campo STEM e che ogni donna possa prosperare nella propria carriera scientifica.”

António Guterres – Segretario Generale ONU

In un contesto globale profondamente segnato dalla trasformazione tecnologico-digitale, le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) rappresentano una leva fondamentale per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Garantire un accesso equo a questi ambiti di conoscenza è essenziale non solo per sostenere l’innovazione e la competitività, ma anche per costruire società più inclusive, resilienti e orientate al futuro.

Nonostante i progressi compiuti nell’accesso all’istruzione superiore, un significativo divario di genere continua a caratterizzare i percorsi STEM a livello globale. Secondo il rapporto OCSE Education at a Glance 2025, in Italia solo il 21% degli studenti universitari consegue un titolo di primo livello in ambito STEM. All’interno di questa percentuale, la partecipazione femminile resta limitata: come evidenziato dal Focus sulle carriere femminili MUR-USTAT 2025, con riferimento al 2023, le donne rappresentano appena il 32,2% degli iscritti e dei laureati STEM, nonostante costituiscano il 55,1% della popolazione universitaria complessiva.

La Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza, celebrata ogni anno l’11 febbraio, richiama l’attenzione sull’urgenza di rafforzare l’uguaglianza di genere come condizione imprescindibile per lo sviluppo sostenibile e per affrontare le sfide globali del presente e del futuro.

DONNE, TECNOLOGIA E FUTURO: PERCHÉ L’INCLUSIONE NELLE DISCIPLINE STEM È UNA LEVA STRATEGICA

Il tema 2026, Synergizing AI, Social Science, STEM and Finance: Building Inclusive Futures for Women and Girls, evidenzia la necessità di un approccio coordinato per affrontare disuguaglianze profonde e strutturali. In un contesto in cui intelligenza artificiale e tecnologie emergenti stanno trasformando economie, sistemi di governance e modelli sociali, la loro capacità di generare uno sviluppo inclusivo e sostenibile dipende dalla sinergia tra intelligenza artificiale (AI), scienze sociali, discipline STEM e finanza.

L’AI offre strumenti sempre più potenti per l’analisi dei dati, la diagnostica sanitaria e la modellizzazione climatica; tuttavia, senza interventi mirati, i suoi benefici rischiano di non raggiungere donne e ragazze. È proprio l’integrazione tra competenze tecnologiche, analisi sociale e strumenti finanziari a rendere possibile uno sviluppo realmente inclusivo, capace di orientare politiche più eque, sostenere l’innovazione e finanziare in modo sostenibile istruzione, ricerca e sviluppo.

L’urgenza di questo approccio emerge con chiarezza dai dati. A livello mondiale, sebbene le giovani donne siano oggi più propense degli uomini a intraprendere percorsi di istruzione superiore, esse rappresentano solo circa il 35% dei laureati in ambito scientifico e poco più del 31% dei ricercatori. Il divario risulta particolarmente evidente nei settori tecnologici più avanzati: nelle professioni legate all’intelligenza artificialesolo una persona su cinque è una donna.

Rafforzare la presenza femminile nelle discipline STEM non è solo una questione di equilibrio numerico: la sottorappresentazione femminile nei settori scientifici e tecnologici ha effetti diretti sulle traiettorie del progresso tecnologico. Ampliare la partecipazione femminile rafforza la pluralità di competenze, esperienze e punti di vista che orientano ricerca, sviluppo e processi decisionali.

Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, a livello globale le donne rappresentano poco più del 30% della forza lavoro nei settori STEM, una quota che si riduce ulteriormente con l’avanzare delle carriere. Questo squilibrio tende a concentrare il potere progettuale in gruppi omogenei, con effetti concreti sugli esiti dell’innovazione: tecnologie sviluppate in contesti poco diversificati rischiano di riflettere un insieme limitato di esperienze e priorità, risultando meno inclusive e meno efficaci nel rispondere a bisogni sociali complessi.

Questa dinamica si riflette anche nella produzione della conoscenza scientifica, incidendo su quali domande di ricerca vengono considerate rilevanti, su come vengono interpretati i dati e su quali innovazioni vengono promosse e finanziate. Promuovere una partecipazione più equilibrata delle donne nella ricerca significa, quindi, migliorare la qualità e la pertinenza delle conoscenze prodotte.

Anche nel contesto europeo, la piena valorizzazione del talento femminile nelle STEM assume una valenza strategica per la crescita e la competitività. Il divario di genere, infatti, si concentra proprio nei settori a più alto valore aggiunto. Come sottolinea Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte«un continente che non riesce ad attivare pienamente il proprio potenziale femminile nelle aree tecnologiche riduce ulteriormente la propria capacità di crescita».

Integrare le donne nelle discipline STEM significa, in definitiva, rafforzare la capacità collettiva di governare la trasformazione tecnologica e promuovere modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili. In un’epoca in cui la tecnologia incide su opportunità economiche, relazioni sociali e diritti, la partecipazione femminile rappresenta una leva strategica per costruire futuri più equi e resilienti.

OLTRE IL GENERE: PERCHÉ LE POLITICHE STEM DEVONO AFFRONTARE DISUGUAGLIANZE MULTIPLE

Il divario di genere nelle STEM non è il risultato di una mancanza di capacità, ma di una selezione progressiva che si attiva molto prima dell’università. Le evidenze mostrano che, nei primi anni di scuola, le ragazze ottengono risultati pari o superiori ai coetanei maschi nelle materie scientifiche, ma iniziano ad allontanarsene quando le scelte diventano vincolanti. Poiché le carriere STEM rientrano tra le più remunerative, questa dinamica contribuisce direttamente al divario salariale di genere.

Gli studi indicano che molte ragazze, pur eccellendo nelle discipline scientifiche, rinunciano ai percorsi STEM quando percepiscono ambienti ostili o fortemente maschili, o temono discriminazioni retributive. Un dato particolarmente significativo mostra che un feedback esterno e autorevole sulle competenze matematiche può ridurre il divario di genere nelle scelte STEM di oltre il 20%, confermando il peso decisivo delle aspettative e delle convinzioni sulle proprie capacità.

Questi ostacoli, tuttavia, non colpiscono tutte le donne allo stesso modo. L’analisi di EdTrust Why STEM Equity Must Address the Experiences of Women of Color evidenzia come genere, etnia e background socioeconomico si combinino nel creare barriere aggiuntive per le donne di colore. I dati mostrano che, sebbene le donne superino gli uomini nel conseguimento dei titoli universitari complessivi, nei percorsi STEM gli uomini prevalgono in tutti i gruppi etnici: 14,3% uomini neri contro 9,2% donne nere e 26,3% uomini latini contro 13,9% donne latine. Il nodo critico, quindi, non è l’istruzione in generale, ma l’accesso selettivo ai percorsi scientifici e tecnologici.

In questo scenario, le istituzioni svolgono un ruolo determinante. Secondo EdTrust, una maggiore diversità del corpo docente è associata a risultati migliori e a una maggiore permanenza degli studenti nei percorsi STEM. Non a caso, le Historically Black Colleges and Universities (HBCUs) producono circa il 25% dei laureati STEM neri, pur rappresentando una quota limitata del sistema universitario. Dove esistono role model, mentoring e ambienti inclusivi, le aspirazioni si traducono più facilmente in scelte formative e carriere.

Il tema assume un’ulteriore rilevanza alla luce della domanda di competenze. Secondo il U.S. Bureau of Labor Statistics, l’occupazione nelle professioni STEM è destinata a crescere dell’8,1% tra il 2024 e il 2034, a fronte di un aumento del 2,7% nelle professioni non STEM. Nel 2024, inoltre, il salario mediano annuo nelle professioni STEM ha superato i 103.000 dollari, più del doppio rispetto a quello delle professioni non STEM (circa 48.000 dollari). Eppure, donne — e in particolare donne di colore — restano sottorappresentate proprio nei settori a più alto valore aggiunto, come ingegneria e informatica.

Affrontare il divario nelle STEM richiede quindi un approccio esplicitamente intersezionale. Senza politiche che tengano insieme orientamento precoce, istituzioni inclusive, governance e investimenti mirati, il rischio è che le iniziative STEM finiscano per rafforzare disuguaglianze già esistenti. Adottare questa prospettiva non è solo una scelta di equità, ma una condizione necessaria per costruire ecosistemi scientifici e tecnologici più innovativi e resilienti, in linea con l’Agenda 2030 e con il principio ONU del leaving no one behind.

EVENTI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA

Di seguito, si riportano gli eventi in occasione della Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza:

  • Mercoledì 11 febbraio 2026, dalle ore 9:50 alle 17:00, si terrà a Parigi, presso la sede dell’UNESCO, l’evento globale dedicato alla Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, dal titolo From Vision to Impact: Redefining STEM by Closing the Gender Gap. L’iniziativa si concentra sul superamento del divario di genere nelle discipline STEM, valorizzando buone pratiche e soluzioni concrete per promuovere ecosistemi scientifici più inclusivi, con particolare attenzione alle nuove tecnologie, tra cui intelligenza artificiale e cybersecurity. Per maggiori informazioni, si prega di cliccare qui.
  • Mercoledì 11 febbraio 2026, si terrà a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, l’11ª International Day of Women & Girls in Science Assembly, dal titolo “Synergizing AI, Social Science, STEM and Finance: Building Inclusive Futures for Women and Girls”. L’Assemblea riunisce scienziate, esperti internazionali, rappresentanti governativi e del settore privato per discutere il contributo congiunto di intelligenza artificiale, scienze sociali, STEM e finanza alla costruzione di futuri più inclusivi per donne e ragazze. L’evento si inserisce nel quadro delle priorità ONU per l’Agenda 2030 e approfondisce il ruolo dell’uguaglianza di genere nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Per maggiori informazioni, si prega di cliccare qui.

Fonti: ONU, OCSEUNESCOMURDeloitteEdTrustWorld Economic ForumU.S. Bureau of Labor Statistics,EIT CampusEcomondo

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