Giornata Internazionale delle Donne

Garantire l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze è uno degli obiettivi centrali dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni,  persistono tuttavia disuguaglianze significative: discriminazioni legali, norme sociali e barriere strutturali continuano a limitare diritti, opportunità e partecipazione delle donne nella vita economica, sociale e politica.

La Giornata Internazionale delle Donne, celebrata ogni anno l’8 marzo, rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione su queste sfide e promuovere azioni concrete per superarle. Il tema 2026, “Rights. Justice. Action. For ALL Women and Girls”, invita governi, istituzioni e società civile a rafforzare diritti e tutele,  garantire pari accesso alla giustizia e superare leggi e pratiche discriminatorie che continuano a ostacolare la piena partecipazione delle donne nella società.

RIGHTS. JUSTICE. ACTION.: LE SFIDE GLOBALI PER L’UGUAGLIANZA DI GENERE

Nel 2026, mentre la comunità internazionale rinnova l’impegno per l’uguaglianza di genere sotto il tema Rights. Justice. Action. For ALL Women and Girls, i dati globali mostrano quanto questo obiettivo resti ancora incompiuto. 

A livello mondiale, le donne dispongono in media di solo il 64% dei diritti legali riconosciuti agli uomini, con lacune normative che riguardano ambiti essenziali della vita sociale ed economica, tra cui il lavoro, la sicurezza personale e l’accesso alle risorse economiche. 

In oltre la metà dei Paesi del mondo, ad esempio, la legislazione sullo stupro non si basa ancora esplicitamente sul principio del consenso. In molti contesti la legge continua inoltre a consentire il matrimonio minorile, limitando diritti fondamentali e opportunità di sviluppo per milioni di ragazze.

Anche dove esistono norme che garantiscono formalmente l’uguaglianza, la loro applicazione rimane spesso limitata. In quasi il 70% dei Paesi analizzati le donne incontrano più ostacoli degli uomini nell’accesso alla giustizia, a causa di barriere legali, costi elevati, distanza geografica dai servizi e persistenti norme sociali discriminatorie.

Istruzione, lavoro e autonomia economica

L’istruzione rappresenta un elemento fondamentale per l’esercizio dei diritti e per l’autonomia economica delle donne. Negli ultimi decenni si sono registrati progressi importanti: in molti Paesi le donne hanno ormai superato gli uomini nei livelli di istruzione terziaria.

Tuttavia, persistono disuguaglianze significative nei percorsi formativi e nelle opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Le donne rimangono fortemente sottorappresentate nei settori scientifici e tecnologici, con implicazioni dirette per l’accesso alle professioni più innovative e meglio retribuite. 

Le responsabilità familiari continuano a limitare la partecipazione femminile alla formazione continua. Tra gli adulti che non partecipano ad attività di istruzione o aggiornamento professionale, il 27% delle donne con figli indica gli impegni familiari come principale ostacolo, rispetto ad appena il 4% degli uomini con figli.

Il rapporto Women, Business and the Law 2026 evidenzia inoltre come in numerosi Paesi, le donne continuino a incontrare restrizioni nell’accesso al lavoro, alla proprietà e all’imprenditorialità. Queste disparità si traducono in divari persistenti nei redditi e nelle condizioni di lavoro. 

Anche nelle economie più avanzate, il divario retributivo di genere rimane significativo: nell’Unione Europea il gender pay gap medio è pari al 13%, il che significa che le donne guadagnano in media 0,87 euro per ogni euro percepito dagli uomini.

Un fattore strutturale alla base delle disuguaglianze nel mercato del lavoro è rappresentato dalla distribuzione del lavoro domestico e di cura non retribuito.

Ogni giorno nel mondo vengono svolte oltre 16 miliardi di ore di lavoro domestico e di cura non pagato, attività indispensabili per il funzionamento delle economie ma spesso invisibili nelle statistiche e nelle politiche pubbliche. 

Le donne ne svolgono circa tre quarti, dedicando in media più del triplo del tempo degli uomini a queste attività. 

Violenza di genere e accesso alla giustizia

Le disuguaglianze emergono con  particolare evidenza anche nelle dimensioni della sicurezza e dell’accesso alla giustizia. 

A livello globale, quasi una donna su tre ha subito nel corso della vita violenza fisica o sessuale. Nel solo 2024 circa 50.000 donne e ragazze sono state uccise da partner o familiari

Nonostante la gravità del fenomeno, molti casi non vengono denunciati: paura di ritorsioni, stigma sociale e scarsa fiducia nelle istituzioni continuano a scoraggiare molte donne dal ricorrere ai sistemi giudiziari, alimentando cicli di impunità.

Negli scenari di conflitto le disuguaglianze di genere tendono ad aggravarsi: nel 2024 oltre 676 milioni di donne – circa il 17% della popolazione femminile mondiale — vivevano entro 50 km da un conflitto armato, il numero più alto mai registrato e con un aumento del 74% rispetto al 2010. 

In questi contesti le donne affrontano livelli più elevati di violenza, minori possibilità di accesso alla giustizia e servizi sanitari più fragili, con tassi di mortalità materna superiori alla media globale.

Le disuguaglianze di genere persistono anche nella sfera della rappresentanza politica e del potere decisionale.

A livello globale, le donne occupano in media il 27,2% dei seggi nei parlamenti nazionali, con forti variazioni regionali: la quota raggiunge il 35,3% nelle Americhe e il 31,8% in Europa, ma scende al 18,1% nel Medio Oriente e Nord Africa

La presenza femminile nei vertici dello Stato rimane ancora più limitata. All’inizio del 2025 solo il 11,9% dei Paesi aveva una donna come capo di Stato e l’8,3% una donna come capo di governo.

Anche all’interno degli esecutivi la rappresentanza resta diseguale. Le donne ricoprono più frequentemente portafogli ministeriali legati alle politiche sociali, alla salute o all’uguaglianza di genere, mentre risultano fortemente sottorappresentate nei ministeri considerati strategici per il potere politico ed economico, come difesa, finanze o affari esteri.

Nel loro insieme, questi dati evidenziano come il raggiungimento dell’uguaglianza di genere non dipenda soltanto dal riconoscimento formale dei diritti, ma dalla capacità delle istituzioni di tradurli in giustizia effettiva e azioni concrete.

Illustrazione: ©CHENZO

 LA PARITÀ DI GENERE IN ITALIA: PROGRESSI E SFIDE STRUTTURALI

Anche in Italia i progressi verso la parità di genere convivono con persistenti squilibri strutturali. 

Secondo il Gender Equality Index dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, il Paese ottiene 69,2 punti su 100, un risultato inferiore alla media dell’Unione europea che colloca l’Italia a metà della classifica europea. 

Le difficoltà emergono in particolare nel mercato del lavoro: itasso di occupazione femminile si attesta attorno al 53–54%, contro oltre il 71% degli uomini, con un divario tra i più ampi in Europa e con differenze ancora più marcate nel Mezzogiorno.

Sul piano economico, secondo il Global Gender Gap Report 2025, l’Italia si colloca all’85° posto su 148 Paesi, con una partecipazione femminile ancora limitata e un reddito medio percepito dalle donne pari a circa il 56,7% di quello maschile

Un ulteriore elemento riguarda la distribuzione del lavoro di cura.. Secondo l’European Social Survey, in Italia il 70,8% del tempo dedicato alla cura è svolto dalle donne, contro il 29,2% dagli uomini.

La Giornata Internazionale della Donna 2026 richiama l’urgenza di trasformare l’impegno per la parità di genere in azioni concrete. 

Garantire diritti, promuovere giustizia sociale e rafforzare politiche efficaci significa intervenire sulle cause strutturali che ancora limitano la piena partecipazione delle donne alla vita economica, politica e sociale. 

Dall’accesso all’istruzione alle opportunità nel mercato del lavoro, dalla redistribuzione del lavoro di cura alla prevenzione della violenza di genere, la costruzione di società più inclusive richiede un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e società civile. 

Solo attraverso politiche coordinate e investimenti mirati sarà possibile accelerare il progresso verso una reale uguaglianza di genere e uno sviluppo sostenibile per tutte e tutti.

INIZIATIVE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2026, l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra (UNOG) ha organizzato un concorso di disegno aperto ai figli e alle figlie del personale, ispirato al tema dell’anno “Rights. Justice. Action. For ALL Women and Girls”.

Scorri la galleria per scoprire i disegni vincitori del concorso.

Fonti: UN, UN Women, OECD, World Bank, Commissione Europea, Parlamento Europeo, Women, Peace and Security Index, LavoroDirittiEuropa, Rapporto European Social Survey (Round 11)

Foto: UN Women