GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE GIUDICI

L’accesso equo alla giustizia e la piena partecipazione ai sistemi giudiziari sono elementi fondamentali per la tutela dei diritti e il rafforzamento dello stato di diritto. In questo contesto, la presenza delle donne nelle istituzioni giudiziarie assume un ruolo centrale per garantire che i sistemi di giustizia siano realmente rappresentativi delle società che servono.

Il 10 marzo si celebra la Giornata Internazionale delle Donne Giudici, istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere il contributo delle donne alla magistratura e promuovere una maggiore partecipazione femminile nei sistemi giudiziari di tutto il mondo. 

L’edizione 2026, che segna il quinto anniversario della ricorrenza, rappresenta un’occasione per fare il punto sui progressi compiuti nella rappresentanza delle donne nella magistratura e per richiamare l’attenzione sulle sfide ancora aperte nel raggiungimento di una reale uguaglianza nel sistema della giustizia.

IL TEMA 2026: LA LEADERSHIP DELLE DONNE NELLA GIUSTIZIA

Il tema di quest’anno, “Donne in magistratura, dentro e oltre l’aula di tribunale”, pone al centro la leadership delle donne giudici non solo nell’esercizio delle loro funzioni, ma anche nel ruolo che svolgono all’interno delle istituzioni, nelle comunità e nei processi di riforma della giustizia. Attraverso il loro lavoro, le donne giudici contribuiscono a rafforzare la fiducia nelle istituzioni giudiziarie, promuovere lo stato di diritto e ampliare l’accesso alla giustizia, in particolare per le persone e i gruppi più vulnerabili.

La Giornata Internazionale delle Donne Giudici 2026 pone l’attenzione sul ruolo delle donne nella magistratura non solo in termini di rappresentanza, ma anche di leadership e capacità di trasformazione dei sistemi giudiziari. Rafforzare la presenza femminile nelle istituzioni della giustizia significa infatti migliorarne la qualità, l’integrità e la legittimità. Un sistema giudiziario che riflette la diversità della società è infatti meglio attrezzato per tutelare i diritti fondamentali, garantire decisioni imparziali e consolidare la fiducia dei cittadini nello stato di diritto.

Negli ultimi decenni si sono registrati progressi significativi nella presenza delle donne nella magistratura. In alcune regioni del mondo le donne rappresentano ormai una quota rilevante dei giudiciin Europa costituiscono in media il 54% della magistratura, mentre nelle Americhe raggiungono il 51%. La loro presenza rimane invece più limitata in altre aree del mondo, dove le donne rappresentano il 31% dei giudici in Oceania, il 30% in Africa e il 29% in Asia.

Tuttavia, questi progressi non si riflettono allo stesso modo nei livelli più alti della carriera giudiziaria. 

A livello globale, le donne rappresentano circa un terzo dei giudici delle corti supreme (33,6%). La loro presenza diminuisce ulteriormente nei ruoli di leadership: il 45,9% delle presidenze nei tribunali di primo gradoil 28% nelle corti d’appello e solo il 18,6% nelle corti supreme.

Anche nei sistemi giudiziari europei persistono squilibri significativi. Nel 2017, ad esempio, le donne rappresentavano il 42,2% dei membri delle corti supreme nei Paesi dell’Unione Europea, ma soltanto il 21,4% dei presidenti delle più alte corti nazionali, evidenziando una forte disparità nelle posizioni decisionali.

Questa dinamica, spesso definita segregazione verticale, riflette ostacoli strutturali che continuano a influenzare la progressione di carriera delle donne nella magistratura. Stereotipi di genere persistenti, minore accesso alle reti professionali e di leadership e difficoltà nel conciliare responsabilità professionali e familiari continuano infatti a limitare la presenza femminile nei ruoli di vertice.

Promuovere una maggiore rappresentanza femminile nei sistemi giustiziari non è soltanto una questione di equità. Numerosi studi evidenziano come istituzioni più inclusive e diversificate contribuiscano a migliorare la qualità delle decisioni giudiziarie, rafforzare la fiducia pubblica nelle istituzioni e ampliare l’accesso alla giustizia per i gruppi più vulnerabili.

Le donne nel sistema giudiziario possono inoltre agire come agenti di cambiamento, contribuendo a rafforzare la responsabilità e la trasparenza delle istituzioni. In diversi contesti, la loro presenza è stata associata a risposte più efficaci e centrate sulle vittime nei sistemi di giustizia penale.

Negli ultimi vent’anni è cresciuta l’attenzione internazionale verso le diverse modalità con cui donne e ragazze entrano in contatto con il sistema giudiziario – come vittime, testimoni o persone detenute – evidenziando la necessità di istituzioni capaci di rispondere in modo adeguato alle diverse esperienze e vulnerabilità.

La presenza delle donne nella magistratura può anche contribuire ad aumentare la fiducia delle donne nel sistema giudiziario, incoraggiando un maggiore ricorso alla giustizia nei casi di discriminazione o violenza. Allo stesso tempo, le donne giudici svolgono un importante ruolo di modello per le nuove generazioni, dimostrando che la partecipazione femminile ai livelli più alti delle istituzioni giudiziarie è possibile e contribuendo a superare la percezione della magistratura come ambito tradizionalmente dominato dagli uomini.

Rafforzare la leadership femminile nella magistratura rappresenta quindi un elemento chiave per costruire sistemi di giustizia più efficaci e accessibili. Investire nella partecipazione delle donne nei ruoli decisionali della giustizia significa contribuire a istituzioni più rappresentative, capaci di garantire equità, responsabilità e fiducia pubblica nello stato di diritto.

IL CASO ITALIANO

Anche in Italia la presenza femminile nella magistratura è cresciuta significativamente negli ultimi decenni. Secondo i datidell’Ufficio statistico del Consiglio Superiore della Magistratura, al 3 marzo 2026 le donne rappresentano il 57,2% dei magistrati in servizio, pari a 5.778 su un totale di 10.100 magistrati.

Questo risultato è il frutto di un’evoluzione iniziata negli anni Sessanta, quando alle donne fu finalmente consentito l’accesso alla magistratura. Le prime 27 magistrate entrarono in servizio nel 1965 e rappresentavano appena il 6% dei vincitori di concorso.

Nel corso dei decenni successivi la loro presenza è cresciuta progressivamente: dal 1996 le donne hanno iniziato a superare stabilmente gli uomini tra i vincitori dei concorsi in magistratura e, dal 2015, il numero complessivo di magistrate ha superato quello dei magistrati uomini.

Nonostante questa forte presenza numerica, persistono squilibri nelle posizioni di vertice. In Italia solo circa il 34% degli incarichi direttivi della magistratura è ricoperto da donne, mentre gli uomini continuano a rappresentare circa due terzi delle posizioni di leadership nel sistema giudiziario.

Questi dati riflettono una tendenza osservabile anche a livello internazionale: sebbene la partecipazione femminile alla magistratura sia aumentata in molti Paesi, le donne restano ancora sottorappresentate nei ruoli decisionali e nelle posizioni di vertice. Promuovere una maggiore presenza femminile nella leadership giudiziaria rimane quindi una sfida cruciale per costruire sistemi di giustizia più equi, rappresentativi e inclusivi.

Eventi in occasione della giornata 

Di seguito, si riporta l’evento ufficiale in occasione della Giornata Internazionale delle Donne Giudici:

  • Giovedì 12 marzo 2026, alle ore 15:00 (CET), si terrà online l’evento “Women Judges Holding the Line”, organizzato dalla International Association of Women Judges, dal United Nations Development Programme e da UN Women.
    L’incontro riunirà giudici e esperti di uguaglianza di genere per discutere strategie volte a rafforzare la leadership femminile nei sistemi giudiziari a livello globale. Il dibattito approfondirà anche il ruolo della Gender Justice Platform, il quadro di cooperazione tra UNDP e UN Women che promuove riforme istituzionali, reti giudiziarie regionali e strumenti di monitoraggio basati sui dati per sostenere la leadership delle donne nella giustizia.
    Per maggiori informazioni, si prega di cliccare qui.

Fonti:

United Nations, Global Justice 50/50 Report (2026)

Council of Europe, European Judicial Systems – CEPEJ Evaluation Report

International Development Law Organization (IDLO)

Consiglio Superiore della Magistratura – Ufficio Statistico

Foto: UN