GIORNATA MONDIALE DELLA NATURA

“In tutto il mondo, la flora è alla base delle economie, sostiene la salute umana e alimenta quasi tutte le altre forme di vita. Ciò è particolarmente vero per le piante medicinali e aromatiche, tema della Giornata mondiale della Natura di quest’anno. 
[…] Ma oggi questo patrimonio vivente è minacciato. La crisi climatica, la distruzione degli habitat, lo sfruttamento eccessivo e il commercio illegale stanno accelerando il declino di migliaia di piante, mettendo a rischio i redditi e l’ecologia”.

António Guterres, Segretario Generale ONU

La fauna e la flora selvatiche rappresentano un patrimonio di valore incalcolabile. Milioni di persone nel mondo dipendono ogni giorno dalla biodiversità per il cibo, le medicine, l’energia e i mezzi di sussistenza. La salute degli ecosistemi non è soltanto una questione ambientale: è una condizione fondamentale per lo sviluppo sostenibile, la sicurezza alimentare e il benessere umano.

Il 3 marzo le Nazioni Unite celebrano la Giornata Mondiale della Natura, istituita dall’Assemblea Generale nel 2013 in coincidenza con l’anniversario della firma della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES). La ricorrenza rappresenta un momento globale per valorizzare la biodiversità e richiamare l’attenzione sulle minacce che ne mettono a rischio la sopravvivenza.

Il tema scelto per il 2026, “Medicinal and Aromatic Plants: Safeguarding Health, Heritage and Livelihoods”, accende i riflettori su una dimensione strategica della biodiversità: la sua funzione sanitaria, culturale ed economica.

PIANTE MEDICINALI: TRA SALUTE, ECONOMIA E GOVERNANCE GLOBALE

L’uso terapeutico delle piante accompagna l’umanità da millenni. Ancora oggi, il 70-95% della popolazione dei Paesi in via di sviluppo ricorre alla medicina tradizionale per le cure primarie, mentre circa la metà dei farmaci approvati a livello globale deriva direttamente o indirettamente da prodotti naturali.

Nel mondo si stima che tra le 50.000 e le 70.000 specie vegetali siano utilizzate a fini medicinali. Tuttavia, su oltre 350.000–390.000 specie vegetali conosciute, solo una frazione limitata è stata studiata in modo approfondito: circa il 15% è stato oggetto di indagini fitochimiche e appena il 6% di studi farmacologici; altre analisi indicano che solo il 7% delle specie vegetali identificate è stato documentato per uso medicinale. Una parte enorme del potenziale terapeutico della biodiversità resta quindi inesplorata.

Le piante medicinali rappresentano anche una risorsa economica sostanziale: il commercio globale supera i 3 miliardi di dollari l’anno e tra il 60% e l’80% delle specie commercializzate viene raccolto direttamente in natura. Una pressione che espone molte specie a un rischio crescente di sovrasfruttamento.  

Per molte comunità rurali e indigene, la raccolta e la coltivazione di piante medicinali costituiscono una fonte essenziale di reddito. Circa una persona su cinque nel mondo dipende da piante selvatiche, alghe e funghi per il proprio sostentamento. Proteggere queste risorse significa quindi tutelare anche economie locali e saperi tradizionali.

La tutela delle piante medicinali si colloca così al crocevia tra sviluppo sostenibile, giustizia sociale e governance globale. Richiama l’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (Life on Land), dedicato alla protezione e al ripristino degli ecosistemi terrestri, e il Target 13 del Kunming – Montreal Global Biodiversity Framework, che promuove la condivisione equa dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e delle conoscenze tradizionali. 

Garantire raccolta sostenibile, accesso regolamentato e benefit-sharing significa trasformare la conservazione in uno strumento concreto di sviluppo inclusivo.

BIODIVERSITÀ IN CRISI, CLIMA E SICUREZZA SANITARIA GLOBALE

La crisi che investe le piante medicinali si inserisce in un declino più ampio della biodiversità globale. Secondo il Living Planet Report 2022le popolazioni di specie selvatiche sono diminuite in media del 60% negli ultimi quarant’anniLe evidenze mostrano che oggi le specie si estinguono a un ritmo molto più rapido rispetto al passato: in alcuni casi, la velocità è decine o addirittura centinaia di volte superiore a quella che si registrerebbe in condizioni naturali.

A livello globale, oltre 5.400 piante medicinali risultano già incluse nella Lista Rossa della IUCN, e più del 20% delle specie impiegate a fini medicinali è considerato minacciato.

Cambiamento climatico, frammentazione degli habitat, intensificazione dell’uso del suolo e commercio illegale stanno accelerando questo declino.

Un esempio emblematico proviene dalle aree montane dei Balcani, dove diverse specie di Sideritis – note come “mountain tea” – sono tradizionalmente utilizzate per le loro proprietà antinfiammatorie e digestive. L’aumento delle temperature e i periodi di siccità prolungata stanno riducendo la capacità riproduttiva di queste piante, mentre la progressiva risalita di vegetazione più competitiva verso quote più elevate ne restringe l’habitat naturale. A queste pressioni climatiche si aggiunge la raccolta eccessiva a fini commerciali, che accelera il declino delle popolazioni spontanee. 

La questione assume una portata ancora più ampia se osservata nella prospettiva della planetary health, che evidenzial’interdipendenza tra salute umana ed ecosistemi. Le piante producono composti bioattivi come risultato di equilibri ecologici complessi: alterare questi equilibri significa mettere a rischio non solo le specie, ma anche la capacità del pianeta di continuare a generare molecole di rilevanza terapeutica.

Questa crisi ecologica si intreccia con una delle più grandi sfide sanitarie contemporanee: la resistenza antimicrobica (AMR). Oggi l’AMR è responsabile di oltre 700.000 decessi ogni anno e potrebbe arrivare a 10 milioni entro il 2050

Le piante medicinali rappresentano una riserva strategica di composti bioattivi potenzialmente utili nello sviluppo di nuovi antimicrobici; tuttavia, solo una piccola frazione delle specie vegetali mondiali è stata finora studiata per le sue proprietà terapeutiche.La perdita di biodiversità non significa, dunque, soltanto estinzione di specie. Significa anche perdere risorse genetiche e molecole ancora sconosciute, che potrebbero rivelarsi decisive per affrontare le sfide sanitarie del futuro.

EVENTI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA

Di seguito, si riportano gli eventi in occasione della Giornata mondiale della Natura.

  • Martedì 3 marzo, dalle ore 13:30 alle 15:30, si terrà online la celebrazione virtuale dello United Nations World Wildlife Day 2026. L’evento presenterà testimonianze e contributi dedicati alla conservazione e all’uso sostenibile delle piante medicinali e aromatiche, con la partecipazione di esperti degli Stati membri, rappresentanti di organizzazioni internazionali, stakeholder del settore, leader delle comunità locali e reti giovanili. 
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  • A Ginevra si terrà la tradizionale celebrazione organizzata dal Segretariato della CITES e dal Geneva Environment Network, in linea con l’evento ufficiale delle Nazioni Unite. L’iniziativa metterà in luce il ruolo di Ginevra nel promuovere la conservazione e l’uso sostenibile delle piante medicinali e aromatiche (MAPs), evidenziandone l’importanza per la salute umana, il patrimonio culturale e i mezzi di sussistenza locali. Una World Wildlife Day Exhibition offrirà a organizzazioni di Ginevra e internazionali l’opportunità di presentare progetti e competenze nei settori della sanità, della sicurezza alimentare, del commercio responsabile e della tutela ambientale. 
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Fonti: UNCITESKunming – Montreal GLOBAL BIODIVERSITY FRAMEWORKLIVING PLANET REPORTHorizon Europe;

BORCĂ, M. A., ONA, A. D., BORCĂ, A. M. and Muntean, L. (2024) “Preserving Medicinal Plant Biodiversity: Climate Change Impacts, IUCN Red List Insights and Conservation Strategies”, Hop and Medicinal Plants, 32(1-2);

Ceballos et al.,Accelerated modern human–induced species losses: Entering the sixth mass extinction.Sci. Adv.1,e1400253(2015);

Evaluating natural medicinal resources and their exposure to global change (Theodoridis, Spyros et al.; The Lancet Planetary Health, Volume 7, Issue 2, e155 – e163)

Oladunjoye, I.O.; Tajudeen, Y.A.; Oladipo, H.J.; El-Sherbini, M.S. Planetary Health and Traditional Medicine: A Potential Synergistic Approach to Tackle Antimicrobial Resistance. Challenges 2022, 13, 24

Foto: © UN