La poesia è una delle forme più antiche e universali di espressione umana. Attraversa lingue, culture e generazioni, dando voce a esperienze individuali e collettive. Non è soltanto un genere letterario, ma uno spazio di elaborazione culturale e di dialogo, capace di trasformare la parola in uno strumento di comprensione reciproca.
Praticata nel corso della storia in ogni cultura e in ogni continente, la poesia esprime una comune umanità e contribuisce al dialogo tra le società.
Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO nel 1999 con l’obiettivo di promuovere la diversità linguistica attraverso l’espressione poetica e di sostenere le lingue meno diffuse o a rischio di scomparsa.
DIVERSITÀ LINGUISTICA: UNA PERDITA STRUTTURALE
La centralità della lingua, richiamata da questa Giornata, si confronta oggi con una tendenza opposta: la progressiva erosione della diversità linguistica. Ogni due settimane una lingua scompare, portando con sé un patrimonio culturale e intellettuale unico.
Secondo l’UNESCO, esistono circa 8.324 lingue, ma solo una parte limitata trova spazio nei sistemi educativi, nella sfera pubblica e nel mondo digitale. La maggioranza resta ai margini, esposta al rischio di estinzione.
Le lingue non sono semplici strumenti di comunicazione: sono veicoli di identità, memoria collettiva e conoscenza. La loro perdita comporta la scomparsa di sistemi complessi di pensiero e di interpretazione del mondo.
Questa dinamica non è neutrale. È il risultato di processi storici e politici – dalla colonizzazione alle politiche di assimilazione – e della crescente pressione esercitata da modelli linguistici dominanti. Le comunità indigene, che rappresentano meno del 6% della popolazione mondiale ma parlano oltre 4.000 lingue, sono tra le più colpite.
La scomparsa delle lingue implica anche la perdita di conoscenze tradizionali legate agli ecosistemi, alla biodiversità e alle pratiche di sostenibilità. Non si tratta quindi solo di una questione culturale, ma di una sfida che riguarda direttamente lo sviluppo sostenibile e la capacità delle comunità di trasmettere saperi nel tempo.
In questo contesto si inserisce l’impegno delle Nazioni Unite. L’Assemblea Generale ha proclamato il periodo 2022-2032 Decennio Internazionale delle Lingue Indigene, con l’obiettivo di mobilitare risorse e rafforzare le politiche di tutela e promozione linguistica.
Il Decennio segna un cambio di prospettiva, riconoscendo le lingue non solo come un’eredità del passato, ma come strumenti vivi e centrali per la partecipazione sociale, l’accesso ai diritti e la costruzione del futuro.
LA PAROLA COME DIRITTO
In questo quadro, la poesia assume una funzione che va oltre l’ambito artistico. Il suo legame con la lingua la rende uno strumento essenziale per preservare e valorizzare la diversità culturale, ma anche per interrogarsi su una questione fondamentale: chi ha realmente accesso alla parola.
La Giornata Mondiale della Poesia offre infatti l’occasione per riflettere sullo stato dell’alfabetizzazione nel mondo. Nonostante i progressi, nel 2024 circa 754 milioni di adulti non possiedono competenze di base di lettura e scrittura, e quasi due terzi sono donne. A questi si aggiungono oltre 250 milioni di bambini e giovani che, pur frequentando la scuola, non raggiungono livelli minimi di alfabetizzazione.
Questi dati evidenziano come l’accesso alla lingua non sia ancora una condizione universale, ma una linea di disuguaglianza che attraversa genere, età e contesti geografici. In molte aree del mondo, la parola resta un privilegio più che un diritto.
Promuovere la diversità linguistica significa quindi agire su più livelli: tutela culturale, accesso all’istruzione e inclusione sociale. In questo senso, l’educazione multilingue rappresenta uno strumento essenziale per ridurre le disuguaglianze e ampliare la partecipazione alla vita culturale e civile.
Anche la traduzione della poesia si inserisce in questa prospettiva. Pur nella difficoltà di trasferire pienamente ritmo, suono e significato, tradurre significa aprire spazi di comprensione, rendere accessibili mondi diversi e dare visibilità a voci spesso marginalizzate.
Foto: Freepik
Fonti:
United Nations, The Sustainable Development Goals Report 2025
UN DESA, Why Indigenous Languages Matter, Policy Brief No. 151, 2023
UNESCO, World Poetry Day

