“La migrazione è un potente motore di progresso: stimola le economie, collega le culture e porta benefici sia ai paesi di origine che a quelli di destinazione. Tuttavia, quando la migrazione è gestita in modo inadeguato o rappresentata in modo errato, può alimentare l’odio e la divisione, mettendo in pericolo la vita delle persone in cerca di sicurezza e opportunità.”
António Guterres, Segretario generale
Sin dall’antichità, l’umanità è stata in movimento. Alcune persone si spostano in cerca di lavoro o di opportunità economiche, per ricongiungersi con la propria famiglia o per motivi di studio. Altre sono costrette a migrare per sfuggire a conflitti, persecuzioni o gravi violazioni dei diritti umani. Altre ancora si muovono in risposta agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, delle catastrofi naturali o di altri fattori ambientali.
Oggi, più persone che mai vivono in un Paese diverso da quello in cui sono nate.
La Giornata internazionale dei migranti, celebrata ogni anno il 18 dicembre, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide e sulle difficoltà legate alla migrazione internazionale, nonché a valorizzare il contributo che le persone migranti apportano alle società di tutto il mondo.
Il tema del 2025 – My Great Story: Cultures and Development
Il tema della campagna 2025 pone al centro il ruolo fondamentale della mobilità umana nel connettere le persone, arricchire le culture e promuovere lo sviluppo sostenibile. Attraverso le storie, i contributi e la resilienza delle persone migranti, viene evidenziato come una governance inclusiva della mobilità possa favorire innovazione, comprensione reciproca e progresso condiviso, ponendo al cuore di questa visione la tutela dei diritti umani e della dignità di tutti, indipendentemente dallo status giuridico.
Come ribadito dal Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, la protezione dei diritti umani rappresenta il fondamento di una governance equa e responsabile in materia migratoria. Le evidenze dimostrano che, quando gestita in modo sicuro e strategico, la mobilità internazionale può diventare una potente forza positiva: l’espansione dei percorsi regolari amplia le opportunità, rafforza la tutela dei diritti e contribuisce alla prosperità sia nei Paesi di origine sia in quelli di destinazione, contrastando al contempo il traffico di esseri umani.
In questo quadro, le dinamiche migratorie si confermano un motore essenziale dello sviluppo umano. Le persone migranti contribuiscono in modo significativo all’innovazione e alla competitività economica, svolgendo un ruolo rilevante nella ricerca, nei brevetti e nella creazione di nuove imprese, e rafforzano i mercati del lavoro colmando carenze strutturali di manodopera.
Il loro contributo risulta particolarmente rilevante nei Paesi ad alto reddito, dove l’invecchiamento demografico è sempre più marcato: entro il 2050, circa il 40% della popolazione in Paesi come Italia e Spagna avrà più di 65 anni.
La ricerca mostra inoltre che la migrazione internazionale è in larga misura skill-selective e che, nella maggior parte dei contesti nazionali, l’emigrazione qualificata produce un effetto di brain gain, incentivando l’investimento in istruzione e competenze e generando benefici netti per i Paesi di origine.
A ciò si aggiunge il ruolo cruciale delle rimesse internazionali, cresciute da 128 miliardi di dollari nel 2000 a 831 miliardi nel 2022, con impatti significativi sullo sviluppo economico e umano dei Paesi a basso e medio reddito.
Nel complesso, una gestione efficace della mobilità umana rappresenta una risorsa strategica: rafforza la resilienza, alimenta la prosperità e sostiene la coesione sociale. Dalla documentazione al riconoscimento delle competenze, dall’integrazione al ritorno dignitoso, sistemi ben strutturati consentono alle persone migranti di costruire stabilità e futuro, aiutando al contempo le comunità ad adattarsi e prosperare.
Background
Le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata internazionale dei migranti nel 2000, proclamando il 18 dicembre come data ufficiale in concomitanza con l’anniversario dell’adozione, nel 1990, della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie (A/RES/45/158). Questo passaggio ha segnato il riconoscimento formale della centralità dei diritti umani nella governance della migrazione a livello globale.
Negli anni successivi, il dibattito internazionale si è progressivamente ampliato, in particolare con il Dialogo ad alto livello su migrazione e sviluppo, che ha riaffermato il potenziale contributo della migrazione allo sviluppo dei Paesi di origine e di destinazione, a condizione che fosse sostenuta da politiche adeguate, dal rispetto dei diritti fondamentali e da una cooperazione internazionale rafforzata. Allo stesso tempo, è stato chiarito che la migrazione non può sostituire lo sviluppo e che deve essere integrata nelle strategie di sviluppo nazionale, affinché la mobilità avvenga per scelta e non per necessità.
Questo percorso ha favorito una cooperazione sempre più strutturata tra gli Stati, portando alla creazione del Global Forum on Migration and Development come spazio di dialogo volontario e informale, e culminando nel Vertice ONU del 2016 sui grandi movimenti di rifugiati e migranti. Quest’ultimo ha rappresentato un punto di svolta verso un approccio più umano, coordinato e prevedibile, aprendo la strada all’adozione, nel 2018, del Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, il primo quadro globale condiviso per una gestione della migrazione basata sui diritti umani, sulla cooperazione internazionale e sulla responsabilità condivisa.
Alcuni dati sulla migrazione
Secondo la Divisione Popolazione del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UNDESA), nel 2024 il numero globale di migranti internazionali era pari a 304 milioni, una cifra che è quasi raddoppiata dal 1990, quando si stimavano 154 milioni di migranti internazionali in tutto il mondo. I migranti internazionali rappresentano il 3,7% della popolazione mondiale, con un aumento solo modesto rispetto al 2,9% del 1990. Le donne costituiscono il 48% dei migranti internazionali.
Come evidenziato dalla Fondazione ISMU ETS, In Italia risiedono oltre 5 milioni di cittadini stranieri (circa il 9% della popolazione). Tra i 3,8 milioni di non comunitari, oltre 2 milioni (il 53%) sono titolari di permesso di lungo soggiorno, a conferma di un forte radicamento. Le comunità più numerose provengono da Ucraina (392mila), Marocco (377mila) e Albania (361mila), con una forte concentrazione nel Nord-Ovest, dove vive il 35,7% dei residenti stranieri. Negli ultimi dieci anni, oltre 1,6 milioni di persone hanno acquisito la cittadinanza italiana.
Eventi in occasione della giornata
- Il 18 dicembre, alle ore 15:30, a Roma, presso la Sala Plenaria Marco Biagi, si terrà la presentazione del Rapporto CNEL sull’immigrazione 2025, “Conoscere per includere”, curato dall’Organismo Nazionale di Coordinamento delle Politiche di integrazione degli stranieri. Il Rapporto pone l’accento sulla necessità di comprendere i fenomeni migratori per favorire percorsi di inclusione, con particolare attenzione ai giovani di origine straniera e alle sfide della loro integrazione nella società italiana. Per maggiori informazioni, si prega di cliccare qui.
- Il 18 dicembre a Torino, presso Flashback Habitat (Corso Giovanni Lanza), dalle 11:00 alle 13:00, l’associazione Carta di Roma presenterà il suo XIII Rapporto Annuale, “Notizie Senza Volto”, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia e con il sostegno di numerosi enti e istituzioni nazionali e internazionali. Il Rapporto analizza la copertura mediatica delle migrazioni nel panorama dell’informazione italiana, ponendo l’attenzione sul ruolo del linguaggio e delle narrazioni nella tutela dei diritti umani. La presentazione sarà accompagnata dalla mostra fotografica “Out of Frame – Ripensare le narrazioni visive delle migrazioni in Europa”. Per maggiori informazioni, si prega di cliccare qui.
FONTI: UN, UNDESA, OIM, FONDAZIONE ISMU, WORLD ECONOMIC FORUM, COMMISSIONE EUROPEA,UNHCR, GLOBAL FORUM ON MIGRATION AND DEVELOPMENT
FOTO: UN Department of Global Communications/IOM

