GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO SPORT PER LO SVILUPPO E LA PACE

Dai campi di periferia agli stadi internazionali, lo sport si esprime attraverso un linguaggio universale, capace di superare barriere culturali, sociali e politiche. È uno spazio di incontro in cui si costruiscono relazioni, si condividono esperienze e si trasmettono valori, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità più ampia e contribuendo, al tempo stesso, a promuovere inclusione, dialogo e coesione sociale.

Il 6 aprile si celebra la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, istituita dalle Nazioni Unite per il riconoscere il ruolo dello sport come strumento capace di promuovere diritti umani, uguaglianza e sviluppo sostenibile, contribuendo in modo concreto alla costruzione della pace.

L’edizione 2026, dal tema “Sport: Building Bridges, Breaking Barriers”, pone l’accento sulla capacità dello sport di creare connessioni, favorire l’inclusione e rafforzare il dialogo, abbattendo le barriere che ancora limitano la partecipazione di molte persone e comunità.

IL VALORE DELLO SPORT

Lo sport crea spazi concreti in cui persone che difficilmente entrerebbero in contatto possono collaborare, condividere esperienze e sviluppare relazioni fondate su fiducia e rispetto reciproco. Costituisce una forma di “attività sociale condensata”, capace di mobilitare individui verso obiettivi comuni e generare dinamiche di cooperazione e appartenenza condivisa . 

Secondo il rapporto UNESCO The Social Impact of Sportla partecipazione sportiva produca benefici misurabili anche sul piano educativo e sociale: i programmi sportivi sono associati a un aumento dell’11–20% della frequenza scolastica. Sul piano socio-economico, lo sport si conferma inoltre uno strumento ad alto rendimento: ogni investimento può generare un ritorno sociale fino a 3,28 volte superiore, grazie a benefici indiretti in termini di salute, istruzione, inclusione e riduzione dei costi sociali.

Questa funzione è riconosciuta anche a livello globale. Il Global Sport and SDG Impact Report identifica lo sport come fattore abilitante per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con impatti significativi su salute, istruzione, uguaglianza di genere e inclusione sociale. In modo analogo, la Dichiarazione Politica di Doha del 2025 ne richiama il ruolo nella promozione dell’integrazione sociale, sottolineando la necessità di rafforzare politiche inclusive e approcci multilivello per affrontare disuguaglianze persistenti. 

In questo quadro, lo sport non è soltanto uno strumento simbolico, ma uno spazio esperienziale in cui le differenze vengono affrontate e negoziate nella pratica. Attraverso obiettivi comuni e dinamiche di squadra, contribuisce a ridefinire la percezione dell’altro, promuovendo relazioni basate su cooperazione e responsabilità condivisa. La pratica sportiva favorisce inoltre l’interiorizzazione di principi universali – rispetto delle regole, fair play e merito – che riflettono valori di equità, non discriminazione e stato di diritto. 

Tuttavia, il pieno sviluppo di questo potenziale richiede di affrontare barriere ancora diffuse, tra cui ostacoli economici, stereotipi di genere e difficoltà linguistiche, che incidono in particolare sulla partecipazione dei giovani più vulnerabili.

Questa dimensione inclusiva non è infatti automatica. Come evidenziato dall’European Parliamentary Research Service, lo sport rappresenta al tempo stesso uno spazio di integrazione e di potenziale discriminazione. Se il 64% dei cittadini europei lo considera uno strumento efficace per contrastare le disuguaglianze, persistono fenomeni diffusi di esclusione e violenza. In particolare, il 90% degli intervistati percepisce l’omotransfobia come un problema nello sport, mentre episodi di abuso – verbale, fisico o online – risultano spesso sottostimati o non denunciati, incidendo concretamente sulla partecipazione, soprattutto tra i gruppi più vulnerabili. 

Lo sport non è quindi uno spazio neutro, ma riflette le tensioni della società. Proprio per questo rappresenta uno degli ambiti più efficaci in cui intervenire per trasformarle in inclusione, dialogo e cambiamento sociale, a condizione che sia sostenuto da politiche mirate, investimenti adeguati e approcci basati su evidenze. 

OLYMPISM E IL RUOLO DEL MOVIMENTO OLIMPICO 

Il ruolo del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) si fonda su una visione dello sport come strumento di sviluppo umano e sociale, sintetizzata nel concetto di Olympism, che interpreta la pratica sportiva come mezzo per promuovere valori condivisi e favorire la convivenza tra individui.

Questa visione si traduce oggi nella strategia Olympism365, attraverso cui il CIO promuove l’utilizzo dello sport come leva concreta per lo sviluppo sostenibile, ampliando l’accesso a pratiche sportive sicure, inclusive e sostenibili.

Alla base di questo approccio vi sono principi quali solidarietà, inclusione, sostenibilità e rispetto dei diritti umani, che orientano interventi mirati soprattutto nei contesti più vulnerabili.  In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, lo sport viene così integrato in strategie più ampie che collegano educazione, occupabilità, salute e coesione sociale. 

Questi principi trovano applicazione in programmi concreti. Dal 2022, oltre 640.000 giovani in Africa sono stati coinvolti in iniziative sostenute dal CIO. Nel contesto dei Giochi Olimpici Giovanili Dakar 2026, il programma Olympic Values Education Programme (OVEP) punta a raggiungere circa 900.000 studenti in oltre 11.000 scuole, integrando lo sport nei percorsi educativi e promuovendo competenze personali e sociali.

Parallelamente, iniziative come Sport, Education and Sustainable Livelihoods in Africa (SESLA) rafforzano il legame tra formazione e occupabilità, avendo già coinvolto oltre 40.000 giovani in 13 Paesi e formato più di 3.000 educatori. In questo modo, lo sport viene utilizzato non solo come strumento educativo, ma anche come leva per facilitare l’accesso al mercato del lavoro. 

Lo sport è inoltre sempre più impiegato anche come strumento di prevenzione della violenza e della criminalità giovanile. Il programma SC:ORE – Sport against Crime: Outreach, Resilience, Empowerment, sviluppato congiuntamente dal Comitato Olimpico Internazionale e dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), integra attività sportive e formazione per rafforzare competenze, ridurre i fattori di rischio e promuovere comunità più sicure.

​​Nel complesso, queste iniziative dimostrano come il potenziale dello sport possa essere tradotto in interventi concreti e scalabili, capaci di generare impatti misurabili su diverse dimensioni dello sviluppo. 

UNICRI e SPORT
Nel campo dello sport, UNICRI adotta un approccio integrato che combina sicurezza e prevenzione, riconoscendo che i grandi eventi sportivi rappresentano al tempo stesso opportunità globali e potenziali vulnerabilità. 

Se da un lato offrono visibilità internazionale e sviluppo economico e infrastrutturale, dall’altro sono sempre più esposti a rischi complessi – come terrorismo e attacchi informatici – che possono comprometterne lo svolgimento e l’eredità nel lungo periodo. 

In questo contesto, UNICRI contribuisce al Global Programme on Security of Major Sporting Events, and Promotion of Sport and its Values as a Tool to Prevent Violent Extremism, promosso insieme a UNOCT, UNAOC e ICSS, supportando gli Stati nello sviluppo di strategie avanzate di sicurezza, nel rafforzamento delle capacità e nella condivisione di buone pratiche a livello internazionale. 

La Guide on the Security of Major Sporting Events: Promoting Sustainable Security and Legacies (2021) evidenzia in particolare come la sicurezza rappresenti un elemento centrale per garantire una legacy positiva e duratura. Parallelamente, UNICRI promuove lo sport come strumento di prevenzione dell’estremismo violento: la Guide for Policymakers for the Use of Sport for the Prevention of Violent Extremism (2023) fornisce indicazioni operative per integrare programmi sportivi nelle strategie nazionali, valorizzandone il ruolo nel rafforzare coesione sociale, competenze relazionali e resilienza, soprattutto tra i giovani. 

In questo modo, lo sport viene interpretato non solo come ambito da proteggere, ma come leva strategica per la sicurezza, la prevenzione e lo sviluppo.

In occasione della Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, UNICRI in collaborazione con Rome City Institute (RCI) è lieto di annunciare l’imminente lancio della nuova Summer School on Sport Governance and Ethics: Integrity in Practice, che si terrà a Roma.

Foto: UN

Fonti: UNUNESCO

UNESCO (2024), Highlights: The social impact of sport, unlocking the potential of sport to drive social transformations

Katsarova, Ivana. Fighting Discrimination in Sport. European Parliamentary Research, 2021

Council of Europe / European Coalition of Cities against Racism (ECCAR), Sports for Social Inclusion and Integration: A Toolkit for Local Authorities, 2021

Commonwealth Secretariat and UNESCO, The Global Sport and Sustainable Development Goals Impact Report – Policy Brief, 2023

Intercultural Cities Unit, Council of Europe. YOUTH -SPORTS -INCLUSION Policy Brief.  Gennaio 2022.

International Olympic Committee, IDSDP 2026: Sport as a Catalyst for Education and Employment Across Africa., Aprile 2026

International Olympic Committee, Olympism365 Overview and Principles.

International Olympic Committee, What is Olympism?

International Olympic Committee, IOC emphasises power of sport in combatting youth violence and crime at special UNODC forum, 2022