Roma 2026 – Conflitti interetnici e religiosi che si intrecciano con disastri naturali sempre più frequenti, in un mondo dove nessuna crisi resta più confinata a una singola regione: è lo scenario da cui muove il Prof. Massimo Maria Caneva, Presidente di AESI (Associazione Europea di Studi Internazionali), nel presentare il programma dei Seminari 2027, in partenza con trenta posti disponibili.
“Viviamo tempi particolarmente drammatici sulla scena internazionale”, scrive Caneva nel messaggio agli studenti. Per questo, sostiene, non basta più insegnare l’analisi: occorre preparare nuove generazioni capaci di comprendere in profondità e di pensare con creatività per affrontare quelle che l’Associazione definisce “crisi complesse”.
L’impegno di AESI per la pace e la cooperazione nell’UE e nei Balcani
Dalle nuove sfide che l’Europa deve affrontare in est Europa e in Medio Oriente, al periodo successivo agli accordi di Dayton fino a oggi, la cooperazione universitaria si è confermata uno strumento fondamentale di diplomazia informale e dialogo. In questo contesto, l’AESI e il Professor Massimo Maria Caneva, hanno svolto un ruolo primario nel promuovere interventi di pace e solidarietà attraverso il coinvolgimento del mondo accademico e delle istituzioni. Ne sono sintesi gli incontri che si terranno il 13 ottobre e il 17 novembre 2026 presso Esperienza Europa a Roma.
L’azione promossa dal Professor Caneva ha puntato a costruire un ponte di dialogo strategico tra la diplomazia, le forze di pace e le università, favorendo direttamente la collaborazione tra atenei, anche quelli storicamente segnati dai conflitti della regione, come l’Università di Sarajevo e l’Università di Belgrado.
L’impatto di questo lavoro e la prima storica missione dell’AESI a Sarajevo vengono celebrati e approfonditi in occasione degli incontri promossi dall’associazione a Roma presso le sedi istituzionali europee, a testimonianza di come la sinergia tra mondo accademico, istituzioni diplomatiche e missioni internazionali continui a rappresentare un modello di solidarietà e costruzione della pace.
Tre pilastri per una nuova diplomazia
Il programma AESI 2027 punta a rafforzare una strategia già avviata, fondata su tre elementi che l’Associazione rivendica come propria intuizione originale: la diplomazia, “elemento centrale della politica estera”; la cooperazione universitaria, intesa non solo come scambio di ricercatori e studenti ma come presenza attiva delle università sul terreno, nelle aree di crisi, a fianco della diplomazia e delle organizzazioni internazionali; e infine le Nazioni Unite, le forze di peacekeeping e l’Unione Europea.
Una strategia che, spiega ancora Caneva, richiede relazioni consolidate con il Ministero degli Affari Esteri, la Santa Sede, le organizzazioni internazionali, l’ONU e l’UE, costruite sulla fiducia reciproca maturata in anni di attività sul campo.
Il monito di Papa Leone XIV
A fare da sfondo culturale al programma è anche un passaggio della recente riflessione di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, dedicato a quella che il Pontefice definisce “cultura del potere”: una mentalità in cui la disponibilità di risorse e la capacità di dominio finiscono per dettare l’agenda internazionale, relegando in secondo piano il bene comune dell’umanità. Tre le dinamiche denunciate: la crescita di un complesso militare-industriale sempre più centrale nelle economie nazionali, la perdita di memoria storica e “falso realismo” che presenta la guerra come dato ineliminabile della natura umana.
Come iscriversi
Sono disponibili 30 posti per i Seminari AESI 2027. Per accedere alle selezioni occorre inviare CV, foto e lettera motivazionale a info@aesieuropa.eu. Solo dopo l’ammissione sarà possibile perfezionare l’iscrizione con il versamento di una quota di partecipazione di 200 euro, a titolo di rimborso spese. I posti saranno assegnati fino a esaurimento.
SITO AESI: https://aesieuropa.eu/

