Il nostro futuro comune dipende dalla nostra capacità di agire insieme.La solidarietà è individuata nella Dichiarazione del Millennio come uno dei valori fondamentali delle relazioni internazionali nel XXI secolo, secondo il principio per cui coloro che soffrono maggiormente o beneficiano meno meritano l’aiuto di coloro che beneficiano di più.
Ogni anno, il 20 dicembre, la comunità internazionale celebra la Giornata internazionale della solidarietà umana, riaffermando l’importanza di lavorare insieme per affrontare le sfide globali e promuovere il benessere di tutte le persone. La Giornata ha l’obiettivo di ricordare l’unità nella diversità, rafforzare la consapevolezza sull’importanza della solidarietà e stimolare nuove iniziative per lo sradicamento della povertà.
A differenza di molte altre Giornate internazionali, non è associata a un tema annuale specifico, proprio per sottolineare il carattere trasversale e permanente della solidarietà come principio fondante dell’azione collettiva.
Solidarietà e Agenda 2030: un approccio trasversale allo sviluppo sostenibile
La solidarietà è un principio che attraversa l’intera Agenda 2030 delle Nazioni Unite e ne costituisce uno dei fondamenti concettuali. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile riconoscono infatti che sfide globali come la povertà (SDG1), la fame (SDG 2), la salute (SDG 3), l’istruzione (SDG 4), la parità di genere (SDG 5) e l’accesso ai servizi essenziali quali acqua (SDG 6) ed energia (SDG 7) non possono essere affrontate in modo isolato, ma richiedono risposte collettive basate sulla cooperazione, sulla responsabilità condivisa e sul principio del non lasciare indietro nessuno.
La solidarietà è centrale anche nella promozione di una crescita economica inclusiva e di lavoro dignitoso (SDG 8), nella riduzione delle disuguaglianze (SDG 10), nella costruzione di città sostenibili (SDG 11), nella tutela dell’ambiente e del clima (SDG 12, 13, 14 e 15), nonché nel rafforzamento della pace, della giustizia e delle istituzioni inclusive (SDG 16) e nello sviluppo di partnership globali efficaci (SDG 17).
In questo quadro si inserisce l’economia sociale e solidale, riconosciuta a livello internazionale come un modello capace di tradurre il principio di solidarietà in pratiche economiche concrete. Basata su cooperazione volontaria, governance democratica e partecipativa e sul primato delle persone e della finalità sociale rispetto al capitale, include cooperative, associazioni, imprese sociali, fondazioni e altre forme organizzative attive in tutti i settori dell’economia.
A che punto siamo: lo stato di avanzamento dell’Agenda 2030
A cinque anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, il quadro complessivo dei progressi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, che emerge dal Report 2025, resta critico e disomogeneo. La povertà estrema continua a colpire circa una persona su dieci, mentre nel 2024 oltre 600 milioni di persone hanno sofferto la fame e quasi 2,3 miliardi hanno vissuto condizioni di insicurezza alimentare. Dopo decenni di miglioramenti, i progressi in ambito sanitario ed educativo hanno rallentato: i sistemi di salute sono sotto pressione e oltre 270 milioni di bambini e giovani restano esclusi dall’istruzione. La parità di genere rimane una sfida strutturale, nonostante importanti riforme normative, e persistono profonde disuguaglianze nell’accesso ai diritti, alle risorse e alle opportunità.
L’accesso ai servizi essenziali mostra segnali contrastanti: nel 2024 2,2 miliardi di persone non disponevano di acqua potabile gestita in modo sicuro, 3,4 miliardi erano prive di servizi igienico-sanitari adeguati e 1,7 miliardi non avevano accesso a servizi igienici di base. Senza un’accelerazione degli investimenti, centinaia di milioni di persone rischiano inoltre di restare senza elettricità entro il 2030. Le città affrontano crisi crescenti legate all’alloggio, alla resilienza climatica e alla governance inclusiva, con oltre un miliardo di persone che vivono in insediamenti informali.
Sul fronte ambientale, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità stanno accelerando: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato e gli ecosistemi terrestri e marini continuano a degradarsi. Parallelamente, conflitti e violenza ostacolano il progresso verso società pacifiche e inclusive, con oltre 120 milioni di persone costrette allo sfollamento forzato. A ciò si aggiungono crescenti vincoli finanziari, l’onere del debito per molti Paesi in via di sviluppo e un rallentamento della cooperazione internazionale, che mettono a rischio il raggiungimento degli obiettivi.
Allo stesso tempo, esperienze nazionali e locali dimostrano che il cambiamento è possibile: dove politiche efficaci, investimenti mirati, partenariati solidi e istituzioni inclusive sono stati rafforzati, i progressi sono concreti. Rimettere l’Agenda 2030 su un percorso credibile richiede oggi un cambio di passo, fondato su una rinnovata solidarietà globale, su finanziamenti adeguati e su un’azione collettiva capace di affrontare in modo integrato crisi interconnesse e sfide comuni.
Background
La solidarietà è riconosciuta nella Dichiarazione del Millennio come uno dei valori fondamentali delle relazioni internazionali nel XXI secolo. Su questa base, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 60/209 del 22 dicembre 2005, ha identificato la solidarietà come valore universale e ha proclamato il 20 dicembre di ogni anno Giornata internazionale della solidarietà umana. Già in precedenza, con la risoluzione 57/265 del 20 dicembre 2002, l’Assemblea Generale aveva istituito il World Solidarity Fund, operativo dal febbraio 2003 come fondo fiduciario dell’UNDP, con l’obiettivo di eradicare la povertà e promuovere lo sviluppo umano e sociale nei Paesi in via di sviluppo, in particolare a beneficio delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il concetto di solidarietà ha inoltre guidato l’azione delle Nazioni Unite sin dalla loro fondazione, ispirando il principio di sicurezza collettiva e la cooperazione internazionale per affrontare sfide di natura economica, sociale, culturale e umanitaria, e affermandosi come elemento centrale dell’impegno multilaterale per la pace, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile.
La solidarietà in azione nel sistema delle Nazioni Unite
All’interno del sistema delle Nazioni Unite, la solidarietà si manifesta attraverso meccanismi e iniziative che rispondono ai bisogni più urgenti e promuovono soluzioni durature alle crisi globali, dimostrando come la solidarietà non sia solo un principio, ma una pratica concreta che guida l’azione collettiva delle Nazioni Unite.
Nel campo dell’assistenza umanitaria, il Central Emergency Response Fund (CERF), gestito da OCHA, consente di fornire aiuti salvavita in modo rapido e flessibile in caso di emergenze improvvise o crisi croniche gravemente sottofinanziate, rappresentando un esempio concreto di solidarietà multilaterale a favore delle popolazioni più vulnerabili.
La solidarietà internazionale è centrale anche nella protezione dei rifugiati e nel sostegno alle comunità ospitanti. Il Global Compact on Refugees, promosso da UNHCR, mira a rendere più equa e prevedibile la condivisione delle responsabilità, riconoscendo che soluzioni sostenibili ai flussi di rifugiati non sono possibili senza una cooperazione internazionale rafforzata.Un altro ambito fondamentale è la tutela dei diritti dell’infanzia. UNICEF, finanziato interamente da contributi volontari, opera grazie a risorse flessibili e pluriennali che permettono di garantire servizi essenziali per bambini e adolescenti, in particolare nei contesti di crisi e fragilità.
La solidarietà si esprime inoltre nella promozione dei diritti umani e della partecipazione civica. Attraverso il lavoro dell’OHCHR, le Nazioni Unite sostengono la protezione dello spazio civico e il diritto delle persone e della società civile di agire pacificamente per la giustizia, l’uguaglianza e i diritti umani.
Foto: UNDESA

