Venerdì 25 luglio, si celebrerà la prima Giornata internazionale del benessere giudiziario, un momento dedicato a chi ogni giorno porta sulle spalle il peso della giustizia. La Giornata è un’occasione per riflettere sull’importanza della salute mentale, emotiva e fisica di magistrati, avvocati, personale amministrativo e chiunque operi nel sistema giudiziario, richiamando l’attenzione sulla necessità di adottare politiche e programmi efficaci di prevenzione del burnout e di supporto al benessere individuale.
Il messaggio che questa Giornata intende rafforzare è chiaro e potente, come affermato dal giudice Rangajeeva Wimalasena: “Il benessere dei giudici non è una questione puramente individuale, ma richiede un cambiamento istituzionale. Deve essere riconosciuto come una condizione essenziale per garantire una giustizia di qualità.”
In una indagine condotta dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine (UNODC), i giudici più frequentemente hanno segnalato quanto segue:
• Prestazioni complessivamente scarse
• Errori procedurali ed errori in giudizio
• Ridotta capacità di rimanere aperti ed essere ricettivi alle proposte
• Indifferenza per i diritti delle parti
• Tendenza ad essere di parte o ricorso agli stereotipi
• Impazienza, irritabilità e rabbia
I risultati mettono in evidenza il legame diretto tra il benessere psico-fisico dei giudici e i buon funzionamento della giustizia nel suo complesso.
Carly Schrever, psicologa, avvocato, direttrice di Human Ethos e autrice dell’articolo “Judicial Well Being: from an ‘unmentionable topic’ to a global conversation”, ha affermato di aver personalmente condotto una ricerca sullo stato di salute psicofisica dei giudici australiani che ha prodotto i seguenti dati:
- Uno sconcertante 30,4% dei giudici e magistrati australiani dichiara di soffrire di Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS)
- Il 30,6% dei giudici australiani ha riferito livelli “problematici” di consumo alcolico, secondo le linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità. In Australia, la media generale è del 18,8%
I sopracitati risultati rivelano quanto, una Giornata internazionale apparentemente marginale possa invece contribuire a rafforzare il sistema giudiziario, la fiducia pubblica e più in generale lo sviluppo sociale.
Background
La risoluzione iniziale per la Giornata è stata redatta dal giudice Rangajeeva Wimalasena con il sostegno dell’UNODC, dei membri del comitato di redazione della Dichiarazione di Nauru e della Missione permanente di Nauru presso le Nazioni Unite a New York. Il progetto di risoluzione è stato formalmente sottoposto all’attenzione degli Stati membri dell’ONU il 31 ottobre 2024 e dopo diversi cicli di negoziati, il testo finale è stato presentato il 18 dicembre 2024.
Il 4 marzo 2025, nella 58a sessione plenaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, gli Stati membri hanno adottato la risoluzione A/RES/79/266, proclamando ufficialmente il 25 luglio come Giornata internazionale per il benessere giudiziario. Una risoluzione storica che riconosce la portata globale del tema e sottolinea la sua connessione diretta con l’integrità del sistema giudiziario.
La data scelta per la ricorrenza della Giornata è volta a commemorare l’adozione della Dichiarazione di Nauru sul Benessere Giudiziario del 25 luglio 2024, il primo documento riconosciuto a livello ONU dedicato interamente alla salute mentale e al benessere del personale giudiziario.
FONTE: International Day for Judicial Well-being, DaysPedia, “Judicial Well Being: from an ‘unmentionable topic’ to a global conversation”

