Festa della Lingua Madre scuola primaria IV Novembre

Una giornata all’insegna del multilinguismo e del multiculturalismo: è la Festa della Lingua Madre che si è svolta il 22 aprile presso la scuola primaria IV Novembre, parte dell’Istituto Comprensivo Elsa Morante di Testaccio in collaborazione con la biblioteca Enzo Tortora. Un evento che fa parte di una serie di attività gratuite extrascolastiche nell’ambito del progetto Scuola Aperta del Comune di Roma con cui la scuola ha aperto le sue porte al territorio.

Il discorso di apertura e il saluto iniziale della Dirigente scolastica, la dott.ssa Atala Grattarola, hanno dato formalmente il via a una giornata straordinaria, tracciando con chiarezza la rotta di una scuola che non si limita a trasmettere nozioni, ma si fa motore di accoglienza e cittadinanza. Accogliendo calorosamente le famiglie, i docenti e i partner del territorio, la Dirigente ha sottolineato come l’inclusione, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva siano i pilastri portanti del piano educativo dell’Istituto. Insomma una scuola che smette di essere un edificio chiuso e diventa un punto di riferimento per il territorio, uno spazio condiviso dove famiglie, insegnanti e realtà locali collaborano attivamente per il bene comune.

L’iniziativa è in perfetta armonia con la Giornata Internazionale della Lingua Madre che si svolge il 21 Febbraio dove viene sottolineato che i giovani svolgono un ruolo fondamentale nel supportare il multilinguismo, difendendo e rivitalizzando le lingue, utilizzando la tecnologia per rendere la diversità linguistica più visibile e apprezzata; questi sforzi rafforzano il profondo legame tra lingua, identità, apprendimento, benessere e partecipazione alla società.

Nelle classi della primaria IV Novembre sono presenti ben 22 nazionalità diverse, dalla Lettonia al Pakistan, passando per Ecuador, India e Bangladesh: un patrimonio prezioso che merita di essere riconosciuto e valorizzato. Proprio da questa ricchezza è nata l’idea di un pomeriggio capace di unire culture, storie e tradizioni differenti, grazie alla collaborazione di tutto il personale scolastico guidato dalle docenti Antonella Calandriello, Melissa Barberini, Olga Ronchini.

La scuola si è trasformata in uno spazio vivo e condiviso, dove inclusione e partecipazione sono state protagoniste. Tra le attività proposte: l’esposizione delle bandiere dei Paesi rappresentati, un gazebo dedicato ai cibi del mondo accompagnato da un laboratorio di pasta di sale, una scatola a misura di bambino contenente oggetti provenienti da diversi Paesi cui gli stessi alunni hanno contribuito con i loro oggetti personali, il gioco dell’oca interculturale, gli alberi delle lingue, un laboratorio di henné, canti e filastrocche.

Il pomeriggio si è aperto con i bambini che mostravano cartelli con la parola “ciao” scritta in tante lingue, un gesto semplice ma potente, simbolo di accoglienza e dialogo. Sono seguiti spettacoli preparati dalle classi, dedicati ai diversi gruppi linguistici e spesso recitati nelle lingue di origine degli alunni. Non sono mancati momenti di sorpresa e festa, come balli e maschere ispirati a Ecuador e Bangladesh eseguiti dai bambini ma che ha coinvolto tutti i presenti e le letture di poesie in lingua originale offerte dai genitori.

Tante le realtà che hanno voluto contribuire come la Scuola Popolare di Musica di Testaccio ha partecipato con un duetto di clarinetti di Paolo Montin e Irene Cafiero, Andrea Satta, pediatra e voce dei Tête de Bois, con il suo spettacolo “Madri narranti”, la Bottega di Spiritree che ha donato la sua installazione “Il muro” dentro i cui buchi si celano immagini di artisti diversi, una riflessione sui confini e il desiderio di superarli, Atiat Skena e il suo laboratorio di lettura tratto dalle opere del poeta palestinese Mahmoud Darwish. Una vera e propria maratona di attività, proseguita fino a sera, all’insegna della condivisione e del divertimento.

Più di una semplice festa, un’esperienza concreta di scuola aperta: uno spazio di incontro tra culture, famiglie e territorio, in cui le differenze diventano occasione di crescita comune. Un modo per riconoscere e celebrare la diversità come valore, favorendo l’inclusione attraverso il gioco, la cultura e la partecipazione.