Il 22 agosto 2026 ricorre la Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime di Atti di Violenza basati sul Credo Religioso, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/73/296 nel maggio 2019. La giornata riafferma la condanna incondizionata di ogni atto di violenza, discriminazione e persecuzione nei confronti di individui o comunità a causa della loro appartenenza religiosa o di pensiero.
1. Il Quadro Globale: Libertà di Religione e Contrasto all’Integrità Violata
La ricorrenza sottolinea che la libertà di religione o di credo costituisce un diritto umano fondamentale sancito dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Gli organismi internazionali richiamano la responsabilità primaria degli Stati nel garantire la tutela di tutte le minoranze religiose e la protezione dei luoghi di culto da attacchi o profanazioni.
2. La Dimensione Italiana: Costituzione, Libertà Religiosa e Diplomazia Culturale
- L’ordinamento italiano promuove il pluralismo religioso e il dialogo interconfessionale come fondamenti della convivenza pacifica e della sicurezza democratica. Sostegno al Fondo delle Nazioni Unite per le Civiltà (UNAOC): L’Italia figura tra i Paesi sostenitori e finanziatori dell’Alliance of Civilizations delle Nazioni Unite, un’organizzazione multilaterale dedicata espressamente a costruire ponti tra culture e religioni diverse e a prevenire la polarizzazione. I dettagli sulle attività e sui programmi sostenuti sono consultabili sul portale ufficiale dell’United Nations Alliance of Civilizations (UNAOC).
- Progetti di cooperazione allo sviluppo per la coesistenza pacifica: Attraverso i bandi e i finanziamenti dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il governo italiano stanzia fondi per progetti promossi da enti del Terzo Settore e ONG in aree di crisi (come il Medio Oriente e l’Africa subsahariana). Tali interventi sono mirati alla ricostruzione di spazi comunitari inclusivi, alla protezione delle minoranze religiose e al sostegno di scuole o centri giovanili interconfessionali. Le iniziative e i relativi bandi sono documentati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
- Investimenti del Fondo Lire Unire / UNAR per la coesione sociale: A livello interno, il Ministero dell’Interno e l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) erogano contributi e finanziamenti a enti locali e associazioni della società civile per la realizzazione di percorsi formativi, tavoli di confronto interreligioso e campagne di sensibilizzazione contro l’intolleranza religiosa nelle scuole e nei territori. Maggiori informazioni sui progetti attivati sono disponibili sul sito dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR).
3. Il Contributo dell’UNICRI
L’UNICRI interviene attivamente nel contrasto ai crimini d’odio (hate crimes) e all’incitamento alla violenza (hate speech) su base religiosa. Attraverso progetti operativi e analisi applicate, l’Istituto fornisce formazione alle forze dell’ordine e agli operatori giudiziari per identificare e perseguire i reati motivati da intolleranza religiosa. L’UNICRI promuove inoltre strategie integrate di prevenzione che coinvolgono le comunità locali per rafforzare la resilienza contro le dinamiche discriminatorie.
Fonti Principali
- FOTO. UN Photo/Manuel Elias
- UN. International Day Commemorating the Victims of Acts of Violence Based on Religion or Belief. (2026).
- UN Digital Library. Resolution A/RES/73/296. (2019).
- UNICRI. Countering Radicalization and Violent Extremism in the Regions of Sahel and Maghreb, UNICRI and UNODC Launch the Second Edition of the Crime, Justice and Security Training Programme for Police Advisors and Diplomatic Personnel (2026).

