Conferenza delle Nazioni Unite per  l'istituzione di un Tribunale Penale Internazionale





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Atti della conferenza

Le Nazioni Unite istituiscono una Corte Penale Internazionale

(Maggio 1998) I capi di Governo si incontreranno il mese prossimo a Roma per istituire la prima corte penale internazionale permanente della storia mondiale. Questa storica riunione, che si svolgerà dal 15 Giugno al 17 Luglio, fa seguito a 50 anni durante i quali speranza e disperazione si sono alternate nel tentativo di creare una corte che giudicasse i criminali di guerra e quanti si fossero macchiati di genocidio.
"Nella prospettiva di una corte penale internazionale risiede la promessa della giustizia universale", afferma il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. "È questa la semplice e ambiziosa speranza della nostra intuizione". In mancanza di una simile corte, sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, i Governi hanno istituito dei meccanismi temporanei per perseguire i crimini contro l'umanità, quali ad esempio i tribunali sui crimini di guerra di Norimberga e Tokyo e, più di recente, i due tribunali ad hoc delle Nazioni Unite per la ex Iugoslavia e il Ruanda.
In occasione dell'incontro di Roma, ci si attende che i delegati completino e adottino una bozza di statuto - elaborata negli ultimi due anni - la quale, una volta ratificata, istituirà ufficialmente la Corte. Si prevede che il Trattato venga portato alla firma nell'ultimo giorno della Conferenza. Il numero di firme necessarie alla ratifica sarà stabilito durante la Conferenza stessa.
"D'ora in poi, tutti i potenziali signori della guerra debbono sapere che, a seconda di come un conflitto si sviluppa, potrebbe essere istituito un tribunale internazionale davanti al quale verrebbero giudicati coloro i quali violino le leggi di guerra e la legge umanitaria..." avverte Hans Corell, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Legali e le Consulenze Legali.
Prima dell'inaugurazione della Conferenza, nel pomeriggio di Domenica 14 Giugno, Hans Corell, Rappresentante presso la Conferenza del Segretario Generale, terrà una conferenza stampa per tutti i giornalisti che partecipano alla conferenza di Roma, per illustrare i temi chiave dell'incontro. La conferenza stampa si svolgerà presso l'Iran Room, nella sede che ospiterà la conferenza, gli uffici della FAO a Roma.
La conferenza di Roma consentirà alle delegazioni di prendere in esame numerose importanti questioni che sono tuttora irrisolte, quali ad esempio:

Crimini che rientrano nella Giurisdizione della Corte
Esiste un generale consenso sul fatto che la Corte dovrebbe esercitare la propria giurisdizione solo nei confronti dei più gravi crimini che interessano la comunità internazionale, quali genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. C'è invece disaccordo sull'inclusione nell'ambito giurisdizionale della corte del crimine di aggressione, dal momento che tale questione è legata al ruolo del Consiglio di Sicurezza in rapporto alla Corte. Tra gli altri delitti che vengono esaminati, rientrano gli attacchi perpetrati contro il personale delle Nazioni Unite o ad esse collegato, gli atti di terrorismo internazionale e il traffico di droga.

Meccanismi di Attivazione
Ci sono tre modi possibili con cui i casi possano essere sottoposti all'attenzione della Corte. Una nazione partecipante potrebbe sporgere denuncia presso il Pubblico Accusatore della Corte per richiedere un'indagine sulla situazione. Il Consiglio di Sicurezza potrebbe deferire alla Corte una "questione" o una "situazione" - non un caso specifico - e la Corte potrebbe di conseguenza indagare ed eventualmente perseguire i crimini derivanti da tale "situazione". Un terzo possibile meccanismo di attivazione dovrebbe consentire direttamente al Pubblico Accusatore di chiedere alla Corte di pronunciarsi in merito a una determinata questione.

Accettazione della giurisdizione della Corte
Le discussioni sul fatto che una nazione che aderisca allo statuto accetti al tempo stesso la giurisdizione della Corte sono tuttora in corso di svolgimento. Alcune delegazioni ritengono che dovrebbe essere consentito agli Stati di ratificare il trattato che istituisce la Corte e mantenere comunque il diritto di scegliere i crimini per i quali esso riconoscerebbe la giurisdizione della Corte. Ci si riferisce a tale posizione con il termine di "opting in", ovvero scelta partecipatoria. Le nazioni potrebbero anche dissociarsi dalla decisione di accettare la giurisdizione per dei crimini specifici, ovvero avvalersi della opzione detta "opt out": Inoltre, le nazioni potrebbero decidere di aderire per un determinato periodo di tempo, oppure, avendo a suo tempo optato per la scelta partecipatoria potrebbero decidere di dissociarsene in un momento successivo. È anche possibile che la giurisdizione sui "crimini fondamentali" (genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità), venga considerata "intrinseca", vale a dire che l'accettazione della giurisdizione da parte degli Stati per tali crimini sarà automatica.

Il ruolo del Consiglio di Sicurezza
Alcune delegazioni ritengono che la Corte non dovrebbe occuparsi di situazioni che vengano considerate dal Consiglio di Sicurezza come rientranti sotto il Capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite, che tratta delle azioni intese a mantenere o a ristabilire la pace. Altre sono dell'opinione che la corte dovrebbe essere in grado di prendere in esame qualunque situazione per la quale ci si sia appellati ad essa. Tuttavia, nel caso in cui il Consiglio di Sicurezza reputi che l'esame di una situazione possa interferire con il suo ruolo primario volto al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, è tuttora oggetto di discussione come e in quali casi esso possa evitare l'intervento della Corte.

Complementarità
Esiste un accordo unanime sul fatto che la Corte Penale Internazionale non sostituirà le corti nazionali, ma eserciterà piuttosto un ruolo complementare ad esse. Si è visto, infatti, che la necessità di una corte penale internazionale si manifesta nel momento in cui le istituzioni nazionali non sono in grado di agire , come in quelle situazioni nelle quali le istituzioni sono crollate a causa di una guerra civile; oppure in situazioni nelle quali esse potrebbero non voler agire, come nel caso in cui uno Stato non desideri giudicare i suoi cittadini o quando i suoi funzionari possano essere implicati nel crimine in esame.

Finanziamento della Corte
L'incontro esaminerà numerose proposte relative al finanziamento delle attività della Corte. Alcune delegazioni ritengono che i fondi non dovrebbero provenire dal bilancio ordinario delle Nazioni Unite - una decisione che sarebbe soggetta all'approvazione dell'Assemblea Generale. Altre delegazioni preferirebbero invece che la Corte si finanzi mediante i contributi dei Governi che abbiano sottoscritto il trattato, e grazie alle contribuzioni volontarie di altri Governi, organizzazioni internazionali, persone fisiche, imprese ed altri. Altre delegazioni ancora, spingono infine per una combinazione di queste due proposte.

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DPI/1960/F - Preparato dal Dipartimento per la Pubblica Informazione delle Nazioni Unite
Maggio 1998

Versione italiana a cura del Centro di Informazione delle Nazioni Unite, Giugno 1998

http://www.un.org/icc/mediaadv.htm