UN CASE-STUDY DI PARTNERSHIP PUBBLICO-PRIVATA
PER IL TURISMO SOSTENIBILE E PER LA RIDUZIONE DELLA POVERTA’ NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO:
IL PROGETTO DEL TOUR OPERATOR
“ TROPIC ECOLOGICAL ADVENTURES” PER LE COMUNITA’ INDIGENE HUAORANI E COFAN IN ECUADOR*
* Fonte: www.propoortourism.org.uk, Oversesas Development Institute (ODI), Londra.
   
 

di Andrea Gianvenuti

Volontario UNIC

  INTRODUZIONE
Nell’ambito delle strategie di riduzione della povertà tramite il turismo, un ruolo determinante è rivestito dalla cooperazione tra gli attori pubblici (governi regionali, autorità locali) e l’industria turistica, il cui contributo alla progettazione, alla gestione e al marketing del prodotto turistico è spesso decisivo per il successo di ogni iniziativa.
E’ il caso dei progetti del Tour Operator Tropic Ecological Adventures, indirizzati alle popolazioni degli Huaorani e Cofan che, insieme ad altre sei comunità indigene, abitano il territorio dell’Amazzonia ecuadoregna. Questa vasta area, comprendente quasi la metà del territorio nazionale, riveste da alcuni anni un ruolo strategicamente rilevante per l’Ecuador, a causa del petrolio presente nel sottosuolo. L’economia locale è sempre più dipendente dalla presenza delle compagnie petrolifere, con le popolazioni indigene occupate nell’indotto o nei lavori meno qualificati all’interno del settore. Lo sfruttamento delle risorse petrolifere, tuttavia, produce dei noti e pesanti impatti ambientali sul territorio di cui le popolazioni indigene hanno progressivamente preso coscienza; rispetto al quasi-monopolio dell’industria del petrolio, o allo sviluppo di altri settori industriali nocivi per l’ambiente come quello del legname, il turismo rappresenta così una delle poche (se non l’unica) valide alternative in grado di produrre contemporaneamente benefici economici e ambientali alle popolazioni interessate.

Lo sviluppo di progetti ecoturistici autonomamente gestiti dalle comunità locali è un fenomeno presente già da vari anni in Ecuador, tuttavia la mancanza degli adeguati strumenti di marketing e di accordi con privati per la promozione del prodotto costituisce spesso un ostacolo decisivo per la profittabilità e, di conseguenza, la sostenibilità nel lungo periodo di tali iniziative.

Il progetto di Tropic rappresenta una novità importante in questo contesto. Tropic ha promosso e sostenuto due diverse iniziative, con lo scopo comune di contribuire, tramite il turismo, ad apportare benefici economici alle popolazioni interessate, ma con linee di azione diverse: nel primo caso, cooperando direttamente alla realizzazione e alla gestione di un pacchetto ecoturistico nel territorio degli Huaorani; nel secondo, invece, limitandosi alla commercializzazione di un pacchetto turistico autonomamente organizzato e gestito dalla comunità indigena dei Cofan. In entrambi i progetti, tuttavia, la presenza di Tropic è stata cruciale per la promozione del prodotto sul mercato turistico internazionale.


IL PROGETTO DEGLI HUAORANI CO-GESTITO DA TROPIC

La partnership tra Tropic e gli Huaorani è nata nel 1996, in seguito alla volontà del naturalista gallese Andy Drumm, fondatore del Tour Operator, di promuovere un turismo ecologicamente e socialmente responsabile nell’area, in contrapposizione al modello turistico sino allora sviluppatosi, che sfruttava le popolazioni locali come attrazione turistica, senza coinvolgerle nella gestione dell’offerta e senza così apportare loro alcun beneficio socio-economico reale.

L’idea di Drumm era di realizzare un modello di ecoturismo su micro-scala, offrendo un pacchetto a potenziali viaggiatori interessati non solo alle attrazioni ambientali della foresta amazzonica, ma anche alle risorse culturali, ossia i villaggi locali con le loro genti, tradizioni e costumi. Il focus del progetto era la cogestione dell’offerta turistica da parte dei membri della comunità e per far ciò Tropic ha lavorato per nove mesi con la popolazione locale fornendo la necessaria preparazione e assistenza tecnica per l’accoglienza dei turisti. Nell’ambito della progettazione, Tropic ha finanziato l’acquisto delle attrezzature, come le canoe, ed ha incoraggiato la comunità a costruire un’abitazione nello stile tradizionale e con materiale locale lungo le rive del fiume Shiripuno, a 30 minuti di distanza a piedi dal villaggio (allo scopo di limitare gli impatti sociali negativi provocati dal contatto costante tra i visitatori e i locali). Il pacchetto turistico commercializzato da Tropic varia a seconda delle esigenze dei turisti, ma prevede generalmente escursioni guidate nella foresta pluviale, gite in canoa ed incontri con la comunità locale. Il costo del pacchetto è abbastanza elevato (dai 125 ai 200 dollari Usa al giorno, in base al numero dei partecipanti, la durata del soggiorno e il tipo di trasporto), essendo rivolto a turisti di livello culturale medio-alto, disposti a pagare un prezzo superiore alla media per un prodotto di nicchia ed ecologicamente e socialmente sostenibile.

Nonostante il numero limitato di turisti programmato da Tropic (non più di 8 per gruppo e non più di un gruppo a mese), i benefici per la popolazione locale sono stati considerevoli. Oltre alla creazione di occupazione diretta (durante ogni tour, dai 4 ai 7 membri della comunità hanno lavorato come guide, aiutanti e assistenti di cucina), i benefici economici più consistenti sono stati determinati dal forte sviluppo dell’artigianato locale che ha consentito alle famiglie della comunità di vendere prodotti come collane, borse di tela, aste, cerbottane ed amache a prezzi sensibilmente superiori alla media e di ottenere profitti medi di 150 dollari USA per gruppo,una cifra considerevole per l’economia di un Paese in via di sviluppo come l’Ecuador. Si sono così sviluppate forme di micro-imprenditoria che, se da un lato non vanno a sconvolgere il tessuto economico locale ancora largamente dipendente dalle risorse naturali, costituiscono una valida alternativa ai lavori collegati all’industria petrolifera, fornendo inoltre fondi importanti per le spese sanitarie ed educative della comunità. Va poi ricordato che il progetto di Tropic ha fornito attrezzature necessarie per l’offerta turistica, ma utilizzabili anche dalla popolazione per altri fini e in altri periodi dell’anno. Il modello ecoturistico implementato da Tropic, inoltre, ha avuto un impatto positivo sia a livello socio-culturale che ambientale: da una parte,infatti, lo scambio interculturale tra visitatori e comunità locali ha incoraggiato queste ultime al mantenimento delle usanze e dei costumi tradizionali (danze, abbigliamento, ecc.), dall’altra gli indigeni sono stati stimolati alla preservazione del loro habitat naturale, essendo questo un’attrazione fondamentale per i turisti.


LA PARTNERSHIP COMMERCIALE TRA TROPIC E LA COMUNITA’ COFAN DI ZABALO


Nel secondo esempio, Tropic non ha partecipato alla progettazione e gestione del pacchetto turistico, ma si è limitato alla sua commercializzazione, facendo da trait d’union tra la comunità dei Cofan e la potenziale domanda turistica. Tropic vende da alcuni anni numerosi pacchetti ecoturistici gestiti autonomamente da comunità indigene nell’Amazzonia ecuadoregna, e tra questi il progetto dei Cofan è risultato finora quello di maggiore successo.

I Cofan gestiscono sul loro territorio due diverse modalità di offerta turistica: la prima consiste in una partnership con il primo tour operator ecuadoregno, Metropolitan Tourism, che prevede brevi visite nel loro villaggio da parte di gruppi di turisti da crociera. Questa partnership costituisce la principale fonte di introito di tipo turistico per la comunità la quale, grazie alla tassa di 3 dollari concordata con il Tour Operator per ogni turista e alla vendita dei prodotti artigianali da parte delle famiglie locali, ha ricevuto negli ultimi anni introiti annuali di 12000-15000 dollari Usa.
Il secondo tipo di offerta consiste invece in una vacanza all’interno del villaggio in cui i turisti, oltre a venire ospitati nelle tradizionali abitazioni locali, hanno la possibilità di visitare con le guide locali la foresta pluviale e le sue attrazioni, oltre che vivere per alcuni giorni a diretto contatto con gli indigeni e con le loro usanze e costumi. La commercializzazione del pacchetto turistico da parte della comunità avviene sia autonomamente, ma anche e soprattutto attraverso contatti con vari tour operators, tra cui Tropic. Nella fattispecie in questione, di conseguenza, la partecipazione di Tropic alla realizzazione del prodotto è limitata alla fornitura di guide naturalistiche bilingui, ad indagini di marketing sul grado di soddisfazione dei turisti e, quando necessario, all’assistenza al miglioramento della qualità del prodotto.

Analogamente al progetto degli Huaorani, anche quello dei Cofan ha prodotto sensibili benefici economici per i membri della comunità, identificabili nella creazione di numerosi posti di lavoro per i locali, non solo di tipo manuale e non qualificato, ma anche per mansioni più specializzate (guide turistiche, cuochi, amministratori) grazie ad un apposito programma di apprendistato teorico e pratico per i giovani del posto. Queste nuove opportunità di lavoro hanno così consentito a molte famiglie locali di uscire dallo stato di povertà e permettersi condizioni di vita molto più dignitose. Anche in questo caso, poi, di grande rilievo è stato il forte impulso dato dalla presenza dei turisti all’artigianato locale, la cui vendita ha generato redditi mensili medi di 100 dollari Usa per ciascuna famiglia e prodotto la nascita di nuove piccole imprese del settore. I redditi derivanti dal turismo sono stati utilizzati per l’acquisto di beni come vestiti, radio, medicine, benzina per le barche a motore, ecc. che hanno contribuito sensibilmente al miglioramento della qualità della vita della popolazione locale.
La comunità dei Cofan ha inoltre promosso un programma di tutela delle tartarughe pluviali ed istituito aree di divieto di caccia, garantendo così la salvaguardia degli animali presenti nell’area come i pecari (suini selvatici) e le scimmie-ragno, che costituiscono non solo un fondamentale elemento di attrazione per i turisti, ma anche un importante patrimonio di biodiversità per il territorio dell’Amazzonia. Il progetto sostenuto da Tropic ha quindi costituito una valida alternativa non solo economica, ma anche di protezione ambientale rispetto agli impatti negativi sull’ecosistema generati dall’industria petrolifera.

CONCLUSIONI

L’impegno di Tropic a favore delle comunità amazzoniche per un turismo ecologicamente e socialmente responsabile ha valso al Tour Operator vari riconoscimenti internazionali, dal ToDo! 97 Award all’Ecotourism Showcase 2000 Award nell’ambito dell’annuale Conferenza Mondiale delle Organizzazioni No-Profit del Turismo, a testimonianza dell’importanza delle iniziative promosse e dei risultati raggiunti. Tropic ha dimostrato come anche un piccolo Tour Operator, attraverso modesti investimenti, possa contribuire alla promozione di forme di turismo sostenibile che producano impatti significativi sia sul piano socio-economico che ambientale per le destinazioni interessate. Si potrebbe contestare il fatto che i profitti netti per le popolazioni locali non abbiano raggiunto livelli considerevoli. Va ricordato, a questo proposito, che i volumi di turisti negli ultimi anni (il periodo preso in considerazione va dal 1997 al 2000) sono stati sensibilmente inferiori a quelli previsti a causa di eventi esterni (rapimenti di lavoratori del settore petrolifero, eruzioni vulcaniche, una prolungata crisi economica e una sempre maggiore instabilità politica) che hanno ricevuto una grande copertura mediatica nella stampa internazionale ed hanno influenzato negativamente l’immagine dell’Ecuador, considerato in precedenza una destinazione turistica sicura. Inoltre, riguardo al progetto degli Huaorani, Tropic e la comunità hanno deciso volontariamente di programmare gruppi numericamente limitati di turisti per minimizzare gli impatti socio-culturali della presenza dei turisti sugli indigeni, ma è chiaro come questa strategia abbia limitato le vendite e quindi i benefici economici per la comunità che potrebbero rivelarsi molto maggiori in caso di pacchetti aperti a gruppi più numerosi di turisti. Occorre, insomma, trovare un punto di incontro per massimizzare i profitti nell’interesse delle popolazioni locali, cercando al tempo stesso di preservare i costumi e le tradizioni delle comunità indigene.

Nel complesso, tuttavia, i progetti di Tropic hanno avuto impatti economici molto importanti: l’azione del Tour Operator è stata determinante nella promozione del prodotto e nell’afflusso dei turisti stranieri (tra i vari Tour Operators che collaborano con la comunità dei Cofan, Tropic è quello che ha fornito il maggior numero di clienti), permettendo così alle popolazioni locali di creare forme di micro-imprenditoria legate all’artigianato e di uscire dalla situazione di povertà in cui versavano grazie ai posti di lavoro generati dal turismo; l’iniziativa ha dato nuove speranze alla gioventù locale, costituendo un freno all’emigrazione verso le aree metropolitane e generando un nuovo interesse verso le proprie tradizioni culturali ed il proprio patrimonio ambientale. Il turismo si è insomma dimostrato come un’importante alternativa all’industria del petrolio, creando impatti economici positivi per le comunità indigene e dando consapevolezza sulle potenzialità del territorio e sulla necessità di tutela della fauna e della flora in esso presenti.


(febbraio 2003)

   
  Note
  1)Tale offerta, promossa allo scopo di produrre benefici economici per gli indigeni, e quindi di per sé no-profit, si inserisce nella vendita di un pacchetto turistico più ampio, comprendente anche visite ad altre attrazioni naturali dell’ Ecuador (come le Isole Galapagos)e i cui proventi complessivi si sono rilevati decisivi per finanziare i progetti in Amazzonia, di per sé non molto redditizi per il Tropic.