15. La Vita Sulla Terra

 

Visione d’insieme – Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica. Sfruttare al massimo le cooperazioni per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) in un ambiente circoscritto

di Mahmoud Mohieldin[1] e Paula Caballero[2]

I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) proposti sono il risultato di trattative esaurienti, intraprese dagli Stati membri delle Nazioni Unite al fine di decidere insieme come sarà il mondo che vogliamo entro il 2030. I 17 obiettivi riguardano vari aspetti economici, sociali e ambientali.

Per realizzarli sarà richiesto un livello di cooperazione senza precedenti, indispensabile per far leva finanziaria sulle risorse di finanziamento e di conoscenza disponibili, e così anche le modalità di attuazione. C’è la necessità, all’interno e attraverso gli obiettivi stessi, di un approccio integrato e multidisciplinare.

Un caso esemplificativo è l’obiettivo di sviluppo sostenibile 15 che mira a “proteggere, ripristinare e incentivare l’uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica”. L’obiettivo è accompagnato da 10 scopi, comprensivi di un’integrazione dei valori dell’ecosistema e della biodiversità nei piani nazionali e locali, processi di sviluppo, rapporti e strategie sulla diminuzione della povertà. È presente anche uno scopo per mobilizzare e incrementare in modo significativo le risorse finanziarie da tutte le fonti, per conservare e usare in modo sostenibile la biodiversità e l’ecosistema.

La lotta alla deforestazione, al degrado del suolo, alla desertificazione e la protezione della biodiversità non possono essere affrontate separatamente: degli ecosistemi sani fanno da fondamento agli sforzi per ridurre la povertà, a un’agricoltura resistente e produttiva e a dei sistemi idrici che sostengono lo sviluppo e la crescita. Molti esperti in materia di agricoltura, salute e acqua sono consci del fatto che la deforestazione e un uso non ottimale del suolo possono compromettere seriamente i piani per assicurare una vita sana (obiettivo di sviluppo sostenibile 3), per porre fine alla fame (obiettivo di sviluppo sostenibile 2) e per l’approvvigionamento idrico (obiettivo di sviluppo sostenibile 6). Se gli approcci settoriali limitati rimangono nella norma, e se gli effetti negativi degli eccessi restano incontrollati, lo spazio per uno sviluppo a lungo termine diventerà sempre più circoscritto. D’altra parte, strategie multisettoriali possono aiutare, in maniera più lungimirante ed efficace, a mantenere gli obiettivi multipli.

I governi si impegneranno a presentare gli obiettivi di sviluppo sostenibile in un momento in cui, in tutto il mondo, le risorse saranno gravemente limitate, minacciando la loro abilità nella fornitura di opportunità economiche e sociali. È stato stimato che circa il 50 per cento di tutti i lavori globali sono connessi all’agricoltura, all’industria ittica e alle foreste. Tre quarti delle 115 coltivazioni mondiali principali dipendono dall’impollinazione da parte degli animali, e più del 50% di tutti i farmaci è a base di piante medicinali. Anche la biodiversità animale e vegetale si sta velocemente diradando sulla scia della deforestazione e della frammentazione delle foreste. Il pesce è la risorsa primaria di proteine animali di 1 miliardo di persone circa e persino importanti stock ittici sono in declino. Le mangrovie stanno scomparendo alla percentuale annua allarmante del 2 al 7 per cento, e con loro anche i principali habitat per la pesca e di protezione contro le tempeste.

In tale contesto, l’agenda post-2015 ha anche importanti implicazioni per il Gruppo della Banca Mondiale. I suoi scopi, da ottenere in modo sostenibile e che consistono nel porre fine alla povertà estrema entro il 2030 e promuovere una prosperità comune per la parte più bassa della popolazione, ossia il 40 per cento, sono ben allineati con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Dato che l’obiettivo di sviluppo sostenibile 15 propone di proteggere, ripristinare e migliorare l’ecosistema naturale, è fondamentale per il lavoro della Banca nelle zone rurali dove vive il 78 per cento dei più poveri al mondo, e per le prospettive della crescita economica a lungo termine per conto delle generazioni future. Propone nientemeno di tutelare il pianeta per il domani.

I risultati ottenuti dagli impegni di riforestazione locale e dalle strategie completamente sviluppate di crescita verde mostrano che sono possibili dei risultati vantaggiosi e alla portata di tutti. Ad esempio, l’esperienza vissuta dalla Repubblica Coreana, a seguito della crisi finanziaria del 2008, dimostra che è possibile promuovere il lavoro e il prodotto interno lordo (PIL), riducendo nel frattempo l’inquinamento e le emissioni di carbonio. Tutto questo è stato ottenuto passando da industrie ad alta intensità di carbonio a tecnologie innovative a bassa intensità di carbonio.

Interventi semplici, come una migliore gestione del bestiame per permettere una rigenerazione naturale di piante e alberi, hanno permesso alle comunità rurali in difficoltà di riprendersi, aumentare i loro raccolti e di godere di migliori standard di vita, ovunque, a partire dall’Albania alla Colombia, dalla Cina all’Etiopia. Condividere queste esperienze da un paese all’altro sarà decisivo per assicurare che le nazioni non inizino da zero e che si aiutino l’un l’altra per portare a termine questa idea ambiziosa.

I fondi di finanziamento per il clima sono stati determinanti negli sforzi per portare a termine le soluzioni verso settori multipli. I finanziamenti da parte del BioCarbon Fund, ossia il fondo del biocarbonio, il Forest Investment Program, cioè il programma di investimento sulle foreste,  e dalla Forest Carbon Partnership Facility, un ente di cooperazione per il carbonio forestale, ad esempio, sono stati utilizzati per guidare i cambiamenti politici riguardo alla gestione dell’agricoltura e del bestiame, per lottare contro la deforestazione e l’isolamento di più carbonio. Gestiti insieme, questi fondi forestali forniranno una linea continua di supporto per i nostri stati clienti. Un’arte dell’approccio complessivo è quella di costruire partenariati pubblici privati (PPP) con grandi compagnie nazionali per supportare le filiere anti-deforestazione per i prodotti principali, come l’olio di palma, la soia, manzo e altro. Queste PPP offrono grandissime opportunità per aumentare gli investimenti e l’assistenza tecnica agli agricoltori, in somme molto più grandi rispetto a quello che potrebbero altrimenti ricevere dai soli investimenti pubblici.

Infine, l’avvicinarsi alla contabilità del capitale naturale esorta i governi e le imprese a prendere in considerazione, nel loro piano, la condizione e la sostenibilità delle loro risorse naturali. Iniziative come la partnership della Wealth Accounting and Valuation of Ecosystem Services, ossia l’amministrazione del benessere e dell’apprezzamento dei servizi dell’ecosistema, e altri programmi, stanno aiutando un numero crescente di paesi a vedere oltre il PIL e a inserire “l’importanza dell’ecosistema e della biodiversità nel programma nazionale e locale, processi di sviluppo, strategie e rapporti per la lotta alla povertà” (obiettivo 15.9). La contabilità del capitale naturale può aiutare i paesi a focalizzarsi su un quadro operativo di indicatori, col fine di controllare le risorse di cui i paesi hanno bisogno per la crescita a lungo termine e assicurarsi che il miglioramento di un PIL non avvenga alle spese di un altro. Su questo fronte si può fare ancora molto. Gravi lacune e i loro conseguenti rimedi avranno sicuramente una parte significativa nei mesi antecedenti alla condivisione, da parte delle Nazioni Unite, di un piano d’azione rivelatore degli indicatori per la consultazione.

Con l’imminente lancio dell’agenda degli obiettivi di sviluppo sostenibile, la Banca Mondiale si sta preparando attivamente ad appoggiare la sua attuazione, aiutando i paesi a dare le priorità e a identificare le azioni che rafforzano i collegamenti seri tra un ecosistema sano e lo sviluppo. Gli interventi nelle foreste, nei paesaggi rurali e oceani devono incontrare una moltitudine di bisogni del paese, dalla crescita economica alla sicurezza alimentare e nutrizionale, e gli obiettivi in materia di cambiamenti climatici. Investimenti nei lavori, nello spirito competitivo e in aria e acqua pulite sviluppano anche la capacità di ripresa e riducono le emissioni. Siamo pronti a lavorare a fianco dei partner nelle soluzioni avanzate integrate e multisettoriali che saranno necessarie per raggiungere l’obiettivo 15 – e tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile – in un mondo sempre più interconnesso, limitato e impegnato.

 

[1] Segretario Aziendale e Inviato Speciale del Presidente sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e del processo post-2015 presso il Gruppo della Banca Mondiale.

[2] Consigliere, Pratica Globale per le Risorse Ambientali e Naturali presso il Gruppo della Banca Mondiale.

 

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