9. Industria, Innovazione e Infrastrutture

 

L’infrastruttura: un futuro sostenibile

di Grete Faremo[1]

L’UNOPS svolge un ruolo fondamentale nella costruzione di un’infrastruttura resiliente, nella promozione dell’innovazione e di una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

Investire nelle infrastrutture sostenibili di base è diventata ormai un’operazione essenziale per il miglioramento del tenore di vita delle comunità nel mondo. Con il termine “di base”, si intendono quelle fondamentali. Questi sono problemi che coinvolgono i bisogni comuni di tutti gli esseri umani del mondo. Tuttavia, il fatto che siano di base non implica che siano questioni facili da affrontare. Nel caso dell’infrastruttura, è necessario attuare una programmazione coordinata e a lungo termine che vada al di là dei confini geografici, politici e culturali.

Da troppo tempo l’infrastruttura viene concepita e valutata esclusivamente in base alla presenza di un edificio o di una strada. Tuttavia, è evidente che un ospedale non possa funzionare senza un sistema di trattamento dei rifiuti solidi, e che un sistema di trattamento dei rifiuti, a sua volta, non possa funzionare senza le conoscenze acquisite e applicate, le istituzioni e le risorse necessarie per il proprio utilizzo. Eppure, nel contesto dell’infrastruttura tale concezione, che va al di là del contesto in sé, viene ancora troppo spesso ignorata. Pertanto, è necessario un cambiamento su tale fronte.

Fondamentalmente, senza l’infrastruttura non potremmo avere una società sana. I servizi essenziali, come l’assistenza sanitaria e l’istruzione, necessitano di infrastrutture. Le comunità e le imprese rurali devono poter accedere a beni e a mercati per gestire le proprie attività e crescere. L’infrastruttura deve rispondere alle esigenze della società, tenendo conto anche del risultato a lungo termine e delle risorse necessarie affinché sia duratura.

Se vorranno essere raggiunti, molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile proposti richiederanno un’infrastruttura solida, funzionale e sostenibile. Le forme di energia affidabili, la possibilità di usufruire dell’acqua potabile, l’istruzione, la protezione e la sicurezza, i servizi economici e sociali: tutto questo è possibile grazie ad un’infrastruttura resiliente.

Tuttavia, fare grande affidamento a tale di tipo di infrastruttura comporta la necessità di affrontare sfide importanti. È fondamentale considerare il quadro generale, sia in termini di opportunità che in termini di rischi. È fondamentale anche sostenere lo sviluppo; ma come agire se qualcosa va storto? In quale contesto ci troviamo? Quali sono i problemi del mondo moderno? Per esempio, l’avvento del cambiamento climatico ha aumentato la frequenza delle calamità naturali. Pertanto le infrastrutture sostenibili non supportano solo lo sviluppo, ma sono fondamentali anche nel recupero post-catastrofe.

Grazie al nostro mandato, presente nel sistema ONU, che sostiene l’infrastruttura, e alla nostra esperienza ventennale nello sviluppo dei progetti infrastrutturali, il raggiungimento di qualsiasi obiettivo infrastrutturale deriva da quanto appreso dalle esperienze pratiche. Il tutto viene gestito dall’Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ed i progetti (UNOPS). La comunità internazionale e l’industria devono cooperare per garantire che l’investimento nell’infrastruttura consideri il rischio e si focalizzi sulla sicurezza e sulla resilienza.

All’UNOPS la nostra vasta esperienza si basa su rapporti di partenariato. Collaboriamo con il sistema ONU, con i governi, con le organizzazioni non governative e con il settore privato. Il nostro modello spinge gli investitori privati a dare priorità allo sviluppo sostenibile. Attualmente, sono necessari maggiori investimenti per migliorare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture critiche nei paesi in via di sviluppo.

L’effetto distruttivo causato dalle recenti calamità naturali nelle comunità del mondo sottolinea la necessità di ricorrere ad un approccio basato sul rischio per mantenere un’infrastruttura sostenibile. Il nostro lavoro riguarda tali aree. Per esempio, in seguito al terremoto di Haiti nel 2010, l’UNOPS ha sostenuto il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro in molte delle attività post-catastrofe, tra cui la costruzione di rifugi d’emergenza per le popolazioni colpite e la gestione delle elevate quantità di macerie. Abbiamo supportato anche il governo brasiliano nella costruzione di ospedali di comunità anti-sismici e resistenti ai cicloni, che comprendessero infrastrutture ecocompatibili come i lampioni solari esterni e i sistemi di raccolta delle acque piovane. Questi sono solo alcuni esempi.

Anche le infrastrutture esistenti meritano una considerazione importante. È necessario valutare attentamente se tali strutture debbano essere sottoposte a manutenzione. Come possono interagire i diversi tipi di sviluppo con gli impianti di trattamento delle acque, le strade, i ponti e le reti elettriche pubbliche già esistenti? Sembra facile, eppure in diversi casi e in diverse parti del mondo questo fattore viene spesso ignorato.

Nel caso in cui i rischi non possano essere eliminati, è necessario migliorarne la gestione e la mitigazione. La riduzione del rischio di catastrofi ha come obiettivo la diminuzione dei danni causati dai pericoli naturali mediante la prevenzione. La relazione tra rischio e resilienza è diretta: una riduzione dei rischi contribuisce alla crescita della resilienza. Di conseguenza, una gestione efficace del rischio nei nostri progetti contribuisce allo sviluppo di un’infrastruttura più sostenibile. È importante che anche tale relazione venga ben compresa.

Laddove la resilienza dell’infrastruttura viene intesa come la capacità di assorbire le pressioni causate dai pericoli naturali, per esempio la resistenza di un edificio ad un terremoto, la sostenibilità dell’infrastruttura considera l’impatto dell’edificio sull’ambiente.  La sostenibilità aiuta la riduzione dell’impatto di un determinato sviluppo, mentre la resilienza conferisce all’infrastruttura una maggiore resistenza all’impatto ambientale.

Tali problemi presentano diversi principi e diverse complessità. In conclusione, è evidente che i sistemi infrastrutturali debbano essere sviluppati in maniera tale che siano in grado di sostenere, indipendentemente dai cicli politici, i servizi essenziali nel lungo periodo.

Se non verranno presi in considerazione tali fattori, l’infrastruttura sostenibile sarà sempre e soltanto un’idea irraggiungibile. Pertanto, mentre l’agenda futura è in fase di elaborazione, diventa fondamentale non dimenticare che uno sviluppo sostenibile dipende dalle basi su cui esso si fonda, ovvero dall’infrastruttura sulla quale può essere costruito un risultato soddisfacente.

Prima pubblicazione su: UN Chronicle, Department of Public Information, United Nations.

 

Note

[1] Direttore Esecutivo dall’Ufficio delle Nazioni Unite per i Servizi ed i Progetti (UNOPS).

 

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