"Insegnare i Diritti Umani"

a cura di Flavio Lotti e Nicola Giandomenico

(Edizioni Gruppo Abele)


Il Decennio delle Nazioni Unite per l’educazione ai diritti umani (1995-2004)

di Elena Ippoliti *

[* Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.]

Con la proclamazione di un Decennio delle Nazioni Unite per l’educazione ai diritti umani (1995-2004), nel dicembre del 1994, l’Assemblea generale ha esortato i governi, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni non-governative, le associazioni professionali e tutti gli altri settori della società civile a costruire un’alleanza e concentrare gli sforzi per promuovere una cultura universale dei diritti umani. La proclamazione del Decennio non ha rappresentato l’inizio bensì la maturazione di un impegno globale per l’educazione ai diritti umani; coerentemente con le norme dell’articolo 1 dello Statuto, le attività delle Nazioni Unite nel campo dei diritti umani sono state per quasi cinquant’anni rivolte ad incoraggiare e promuovere il rispetto per i diritti umani e per le libertà fondamentali.

Sono stati incorporati nei principali strumenti giuridici per i diritti umani delle Nazioni Unite obblighi specifici all’educazione ai diritti umani (1), garantendo così una solida base giuridica al diritto all’educazione ai diritti umani. Gli stati si sono quindi assunti, nel quadro dei trattati internazionali, l’obbligo giuridico a garantire non solo l’istruzione in generale, ma l’educazione ai e per i diritti umani in particolare.

(1) Incluso l’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani e, per quanto riguarda il diritto internazionale dei trattati, l’articolo 13 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, l’articolo 29 della Convenzione sui diritti dell’infanzia, l’articolo 10 della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, l’articolo 7 della Convenzione sull’eliminazione di tutta le forme di discriminazione razziale.

Inoltre le Nazioni Unite hanno intrapreso importanti iniziative per la promozione dei diritti umani, come la creazione del Programma di cooperazione tecnica delle Nazioni Unite nel campo dei diritti umani (1995)—precedentemente definito Programma di consulenza delle Nazioni Unite — ed il relativo Fondo volontario (1987), mirati a consolidare le risorse nazionali e locali sul terreno dei diritti umani; il lancio della Campagna mondiale di informazione sui diritti umani (1988) ; e la convocazione della Conferenza mondiale sui diritti umani (1993). La conferenza mondiale, che ha dedicato una parte specifica del suo programma di azione all’educazione ai diritti umani (2), ha definito «l’educazione, la formazione e l’informazione sui diritti umani essenziali per la promozione ed il raggiungimento di stabili ed armoniose relazioni tra comunità e per favorire la comprensione reciproca, la tolleranza e la pace» e ha proposto la proclamazione di un Decennio delle Nazioni Unite per l’educazione ai diritti umani come utile percorso da intraprendere allo scopo di promuovere, incoraggiare e sviluppare le attività educative per i diritti umani.

(2) Vedi la Dichiarazione e Programma di azione di Vienna, parte 1, par. 33 e 34 e parte 2, par. 78 a 82.

In seguito a queste iniziative, azioni di prevenzione e promozione si sono aggiunte ai meccanismi di tutela dei diritti umani che erano stati elaborati nei primi anni del Programma delle Nazioni Unite sui diritti umani.Queste azioni rappresentano dei passi importanti per il riconoscimento della necessità fondamentale di sensibilizzazione e formazione come elementi integranti del programma di attività delle Nazioni Unite nel campo dei diritti umani ed hanno costituito un contributo innegabile alla proclamazione del Decennio dell’ONU per l’educazione ai diritti umani.

Il Decennio copre il periodo che va dal 1 gennaio 1995 al 31 dicembre 2004; è ora in via di realizzazione (3) un relativo Piano d’azione (4), finalizzato a stimolare e sostenere attività e iniziative locali e nazionali. Gli obiettivi del Piano di azione sono:

a) Valutazione dei bisogni e formulazione di strategie efficaci per promuovere l’educazione ai diritti umani a livello internazionale, regionale, nazionale e locale;

b) Costruzione e rafforzamento di programmi e strumenti per l’educazione ai diritti umani a livello internazionale, regionale, nazionale e locale;

c) Sviluppo coordinato di materiale efficace per l’educazione ai diritti umani;

d) Rafforzamento del ruolo e delle capacità dei mass media per diffondere l’educazione ai diritti umani;

e) Diffusione globale della Dichiarazione universale dei diritti umani.

(3) L’alto commissario dell’ONU per i diritti umani, che è stato incaricato dall’Assemblea generale di coordinare la messa in atto del Piano di azione per il Decennio, ha riferito sulle iniziative prese in questo ambito sia all’Assemblea generale (vedi UN.Doc. A/50/698 e A/51/506 e il suo Add. I) sia alla Commissione per i diritti umani (vedi, in particolare, UN Doc. A/51/506 e E/CN.4/1997/46 e vedi UN.Doc.E/CN.4/1996/51 e E/CN.4/1997/46).
(4) Il testo finale del Piano di azione è contenuto nel documento ONU A/51/506/Add.1, Appendice.

A livello nazionale il Piano prevede la costituzione di un comitato nazionale per l’educazione ai diritti umani, su iniziativa dei governi o di altre istituzioni interessate, che dovrebbe coinvolgere un’ampia coalizione di soggetti governativi e non-governativi e dovrebbe occuparsi di sviluppare e mettere in atto un piano nazionale di azione per l’educazione ai diritti umani, coordinandosi con organizzazioni regionali e internazionali, che sia ad ampio spettro (in termini di diffusione), efficace (in termini di strategie educative) e sostenibile (nel lungo periodo). In sostegno al lavoro del comitato nazionale è inoltre da considerarsi prioritaria la costituzione ( o il rafforzamento, se già esiste) di un centro nazionale di documentazione e formazione per l’educazione ai diritti umani aperto alla consultazione pubblica.

In alcuni paesi questo processo è già ad uno stadio avanzato. Le Filippine sono un esempio: in seguito alla proclamazione del Decennio un Piano nazionale di azione per l’educazione ai diritti umani è stato messo a punto dalla Commissione delle Filippine per i diritti umani. Il Piano include obiettivi chiari, gruppi bersaglio (costituiti da elementi organizzati e non organizzati della società), strategie (formazione formatori, organizzazione di network, inserimento dei diritti umani in tutti i curricola educativi, utilizzo dei funzionari a livello locale come tramite per entrare in contatto con le comunità, campagne promozionali con attività culturali e artistiche, sviluppo di sistemi di monitoraggio e valutazione, ecc.), ed infine programmi, che includono la creazione di un centro di formazione, documentazione e ricerca e sui diritti umani (l’Accademia dei diritti umani) (5). Il governo del Giappone ha informato l’Ufficio dell’alto commissario per i diritti umani (UACDU) della costituzione nel dicembre del 1995 dell’Ufficio centrale per la promozione dell’educazione ai diritti umani, presieduto dal primo ministro. Una bozza del piano nazionale di azione per l’educazione ai diritti umani è stata presentata nel dicembre 1996 ed è attualmente in fase di revisione, al fine di vagliare le proposte delle organizzazioni non-governative e di altri soggetti interessati. In Francia, la Commissione nazionale per l’UNESCO e la Commissione nazionale di consulto per l’educazione ai diritti umani hanno congiuntamente costituito un Comitato nazionale per l’educazione ai diritti umani, in cui sono coinvolti rappresentanti di 11 ministeri interessati, in particolare quelli di giustizia, educazione, difesa, affari esteri, affari sociali, interno, cultura, gioventù e azione umanitaria. Nel novembre 1996 è stato inoltre inaugurato un centro nazionale per l’informazione e la formazione sui diritti umani, aperto al pubblico e dotato di un’ampia documentazione sui diritti umani.

(5) Nell’elaborazione del Piano, ed in vista della sua attuazione, la Commissione filippina ha preso una serie di accordi formali con altri partner nazionali per l’educazione ai diritti umani, per definire in dettaglio specifici ambiti di responsabiltà. Tra questi partner ci sono: il Dipartimento di governo interno e locale, la Liga NG MGA Barangay (un’organizzazione di capitani Barangay o capi- villaggio ), il Dipartimento di giustizia, il Dipartimento di difesa nazionale, Il Dipartimento di educazione,cultura e sport, la Commissione per l’istruzione superiore e Amnesty International/Sezione delle Filippine.

L’ UACDU è stato anche informato di una vasta gamma di attività intraprese da altri paesi nella cornice del Decennio , tra i quali Algeria, Argentina, Croazia (il cui governo ha inoltrato richiesta di assistenza tecnica all’UACDU per la stesura del Piano nazionale per l’educazione ai diritti umani), Danimarca, India, Italia, Norvegia, Romania e Tunisia. Ciononostante per quanto riguarda la comunità internazionale la maggior parte dei paesi non ha ancora risposto all’appello. L’UACDU si augura che l’avvicinarsi del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani sia una spinta per nuove iniziative in questo ambito, poiché gli sforzi nazionali e locali, incoraggiati e sostenuti dalle organizzazioni internazionali, sono cruciali per il successo del Decennio.

L’UACDU ha messo in campo diverse iniziative (6)  per contribuire a questi sforzi. Ad esempio nel gennaio del 1997 si è tenuta a Ginevra una riunione di esperti, con la cooperazione dell’UNESCO, per sviluppare alcune linee-guida per i piani nazionali di azione per l’educazione ai diritti umani. Le linee guida contengono un set di principi per un’efficace educazione ai diritti umani ed elencano sei fasi successive: costituire un comitato nazionale; condurre uno studio preliminare; stabilire priorità ed identificare i gruppi ai quali rivolgersi; sviluppare il piano; mettere in atto il piano; rivedere e revisionare il piano. Queste linee guida saranno presto a disposizione dei governi e delle altre istituzioni ed organizzazioni interessate.

(6) Per essere in grado di portare avanti le attività previste del Piano di azione in sostegno delle risorse nazionali per l’educazione ai diritti umani, l’UACDU ha sviluppato un progetto di due anni finanziato da contributi dei governi al Fondo volontario per la cooperazione tecnica nel campo dei diritti umani, amministrato dall’UACDU.

L’UACDU sta inoltre rafforzando il suo Programma di cooperazione tecnica nel campo dei diritti umani ed in quest’ambito sta sviluppando materiale di formazione per gruppi specifici, come il personale penitenziario, gli insegnanti della scuola primaria e secondaria, giudici e avvocati, organizzazioni non-governative nazionali e locali, giornalisti, osservatori per i diritti umani e parlamentari. Infine l’UACDU sta sviluppando un database sui programmi, i materiali e le organizzazioni già esistenti per l’educazione ai diritti umani a livello nazionale, internazionale e regionale. Altri progetti specifici vengono intrapresi nel quadro delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU) e comprendono un progetto congiunto con l’UNESCO per la distribuzione nelle scuole della DUDU, la compilazione di una «lista della spesa» di idee per celebrare l’anniversario, e la diffusione della DUDU nelle circa 200 traduzioni disponibili.

Questi sono solo pochi esempi concreti del contributo dell’UACDU per il conseguimento degli obiettivi del Decennio. Il lavoro è stato portato avanti sviluppando diverse collaborazioni, a seconda dei determinati progetti, con le istituzioni impegnate nell’area dei diritti umani: agenzie e programmi specializzati dell’ONU (in particolare l’UNESCO), organizzazioni regionali intergovernative, istituti per i diritti umani e organizzazioni non-governative. Questo spirito di collaborazione ha permesso all’UACDU di superare in parte le difficoltà nel confrontarsi con una impresa monumentale avendo a disposizione risorse umane e finanziarie estremamente limitate per affrontarla.

Tutte le organizzazioni e tutti gli individui hanno un ruolo da svolgere nel Decennio per l’educazione ai diritti umani : per esempio, organizzando e partecipando ai programmi formali e non-formali di educazione ai diritti umani o richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sull’importanza della lavoro comune svolto nell’ambito del Decennio. L’UACDU gradirà ogni informazione sui programmi e il materiale prodotto per l’educazione ai diritti umani, e stabilirà volentieri un dialogo diretto con tutte le organizzazioni interessate (rifornendole, ad esempio, di pubblicazioni e documentazioni specializzate sui diritti umani) al fine di espandere la rete dei partner del Decennio.

Il successo del Decennio richiederà certamente un più forte impegno da parte della comunità internazionale ed il rafforzamento della collaborazione tra soggetti governativi e non-governativi. Deve essere chiaro a tutti che una difesa vigile e di lunga durata dei diritti umani può derivare esclusivamente da una rivendicazione consapevole e costante dei diritti umani da parte dalle popolazioni- il vero e proprio soggetto di questi diritti. L’educazione ai diritti umani può quindi fornire, grazie alla sua funzione di empowerment, il contributo più cruciale, resistente e di lunga durata per la prevenzione alle violazioni dei diritti umani e costituisce perciò il migliore investimento per conquistare una società giusta, umana e pacifica.