"Insegnare i Diritti Umani"

a cura di Flavio Lotti e Nicola Giandomenico

(Edizioni Gruppo Abele)


ATTIVITà PER LA SCUOLA MEDIA E SUPERIORE

Una cultura dei diritti umani deve cercare di definire alcuni principi per indirizzare positivamente i comportamenti umani. La realizzazione di questi principi comporta alcune questioni fondamentali descritte nelle prossime pagine. La discussione dei vari argomenti comprende la descrizione di alcune attività, utilizzabili come punto di partenza di un lavoro. È importante ricordare che alcune delle tematiche affrontate potrebbero rivelarsi controverse: si raccomanda per questo ad ogni insegnante di regolarsi secondo il proprio giudizio.

Anche se l’insegnante preferisce concentrarsi su uno o due argomenti — per esempio, la pace e il disarmo, lo sviluppo mondiale, i detenuti per reati d’opinione, le minoranze, l’anti-razzismo, o l’anti-sessismo — può comunque essere utile discuterli nel più generale contesto dei diritti umani. In questo modo, gli studenti si renderanno conto che gli argomenti affrontati sono parte di un approccio generale, che include molti altri diritti. La comprensione generale darà ampio respiro alla discussione, mentre lo studio del tema specifico fornirà il giusto grado di approfondimento. Gli insegnanti che concentrano il proprio lavoro su aspetti specifici dei diritti umani stanno in realtà svolgendo un lavoro comune, finalizzato al raggiungimento di una comprensione più profonda.

La tutela della vita: l’individuo nella società

Per far comprendere a fondo che l’umanità è composta da diversi individui, l’insegnante può discutere con gli studenti il significato della parola «umano». Questa attività rappresenta uno sviluppo più sofisticato delle proposte precedenti sulla fiducia e sul rispetto. Gli individui sono degli esseri sociali, che hanno una personalità ma che imparano «tutto il resto» vivendo con gli altri. Per questo, lavorare sugli individui vuol dire lavorare anche sulla società.

1. Essere «esseri umani»

Posizionate un oggetto adatto (per esempio, un cestino dei rifiuti capovolto) davanti alla classe. Suggerite che si tratta di un visitatore proveniente da un’altra parte dell’Universo. Questo visitatore è curioso di conoscere gli esseri che si definiscono «umani». Raccogliete i suggerimenti che possono aiutare il visitatore ad identificarci come tali.

2. Messaggio nella bottiglia

Chiedete agli studenti di decidere cosa racchiudere in una capsula da lanciare nello spazio per descrivere l’umanità. Gli studenti possono forse immaginare di vivere in un’epoca a 10 anni da adesso e di avere ricevuto dei segnali dallo spazio. In risposta a questi segnali, le Nazioni Unite stanno per inviare informazioni in un’astronave speciale. Compito degli studenti è quello di scegliere cosa mandare: musica, esemplari umani, vestiti, letteratura, ecc. La discussione può svolgersi attraverso un brainstorming dell’intera classe, o può essere organizzata come progetto di gruppo o individuale.

«Cosa sono?», «Chi siamo?»: queste sono le domande profonde poste da quest’attività, che può rappresentare per gli studenti un’occasione per riflettere su se stessi come esseri umani. Questa consapevolezza è fondamentale per riuscire un giorno a considerarsi dei rappresentanti dell’umanità, con una responsabilità verso di essa in tutte le sue molte e variate forme. La definizione generale di che cosa è umano può contribuire alla percezione di che cosa potrebbe essere disumano.

Poiché la definizione di cosa sia giusto in generale ci permette di capire cosa potrebbe essere sbagliato, i prossimi esercizi saranno concentrati su quest’aspetto.

3. Dove comincia e dove finisce

Le questioni riguardanti la vita umana all’interno delle società sono estremamente complesse. A discrezione dell’insegnante, gli studenti potranno riflettere sul diritto alla vita, considerato nei due momenti fondamentali dell’esistenza di un individuo.

Dove comincia la «vita»?

Può essere portata via?

4. «Maria è scomparsa!»

Per lo svolgimento di questo gioco di ruolo, si consiglia all’insegnante di regolarsi secondo il proprio giudizio.

Presentate alla classe la seguente situazione:

Il tuo nome è Maria. Sei una giornalista. Hai scritto un articolo per il tuo giornale che ha fatto arrabbiare qualcuno molto in alto. Il giorno dopo degli sconosciuti fanno irruzione in casa tua e ti portano via. Vieni picchiata e messa in isolamento in una stanza. Nessuno sa dove ti trovi. Nessuno si offre di fare qualcosa. Rimani lì per mesi.

Maria è stata privata di molti dei suoi diritti fondamentali. Usando la Dichiarazione universale chiedete alla classe di individuarli uno per uno (articoli 3 e 5; probabilmente articolo 8; a seconda delle leggi locali, articoli 9, 11 (1) e 12).

Chiedete ad ognuno degli studenti di scrivere la bozza di una lettera per il ministro della giustizia, o una lettera aperta indirizzata alla stessa Maria.

Le classi più avanzate possono analizzare le leggi locali per scoprire cosa può essere fatto in casi simili, e quale può essere il contributo delle sedi locali delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, o ancora della stessa Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite. In quest’ultimo caso, le relazioni possono essere inviate (anche per fax) a: Segreteria del Gruppo di lavoro sulle persone scomparse contro la loro volontà o tramite costrizione, Centro per i diritti umani, Palazzo delle Nazioni, CH-1211 Ginevra 10, Svizzera (fax 289696; telefono 346011). Questi organismi prendono nota del nome intero della persona rapita, della data della scomparsa, del luogo e delle circostanze del caso (chi si ritiene responsabile, cosa è stato fatto a livello locale per trovare una soluzione, ecc.).

La pace e il diritto alla vita

La Dichiarazione universale dei diritti umani è stata scritta in risposta agli eventi devastanti della seconda guerra mondiale. A questo riguardo, l’articolo 3 stabilisce chiaramente che: «Tutti hanno il diritto alla vita…».

La conoscenza universale dei valori che questo testo cerca di promuovere dovrebbe rendere più difficile lo scoppio di una guerra e impedire il verificarsi di genocidi come quello avvenuto durante la seconda guerra mondiale. Il genocidio non è una cosa nuova, ma la tecnologia disponibile nella nostra era nucleare lo ha reso possibile in una dimensione impensabile nel passato. Siamo tutti minacciati dalla Nemesi — il pericolo quotidiano della guerra nucleare, dato che sulla Terra sono oggi presenti l’equivalente di tre tonnellate di esplosivo convenzionale per uomo, donna o bambino. Per questo, l’idea del «diritto alla vita» si è ora riempita di significati che non aveva mai avuto prima.

La pace, il disarmo, lo sviluppo e i diritti umani sono argomenti strettamente connessi. Un approccio completo all’educazione ai diritti umani deve comprendere sia l’educazione alla pace e al disarmo, che l’educazione allo sviluppo e alla consapevolezza ambientale.

A questo proposito, può essere utile fornire informazioni sulla corsa agli armamenti e sui tentativi di arginarla. A seconda del livello della classe, uno studio in materia di politica ed economia internazionale permetterà di approfondire la comprensione da parte degli studenti dei motivi per cui è così difficile mantenere la pace. Ci sono state più di 150 guerre dalla fine della seconda guerra mondiale, il che dimostra che si continua a fare uso della violenza armata. Anche gli squilibri dovuti allo sviluppo e i problemi ecologici sono endemici, e, oltre ad essere violenti in se stessi, possono contribuire a gettare i semi della guerra. Un grande scambio nucleare può avere come effetto una catastrofe ambientale.

Gli studi sulla pace, sullo sviluppo e sull’ambiente sono numerosi, anche se spesso molti insegnanti hanno difficoltà a reperirli. Questi studi rispondono a una domanda comprensibile e anche estremamente urgente. Nei casi in cui non siano a portata di mano, si possono utilizzare le attività seguenti per discutere su alcuni dei problemi che attualmente minacciano la pace nel mondo.

5. Crisi

Scrivete la sceneggiatura di una crisi internazionale. Se decidete di non coinvolgere gli studenti nell’elaborazione della sceneggiatura, fornite loro i dettagli e poi divideteli in gruppi, che rappresenteranno i paesi coinvolti e i loro principali soggetti politici. Date modo agli studenti di fare alcune ricerche sulle modalità delle reazioni del «loro» paese a livello internazionale. Cominciate l’attività a partire da un momento difficile della crisi. Gli studenti saranno impegnati nello svolgimento di negoziazioni diplomatiche finalizzate alla gestione degli eventi in modo da evitare il conflitto. Attraverso questa simulazione, la classe potrà imparare molto in fretta quanto è difficile raggiungere un accordo in situazioni del genere, in un clima carico di tensione e preoccupazione.

L’insegnante dovrà tenere l’orologio sott’occhio, fornendo nuovi notiziari al momento opportuno. Confrontate i risultati dell’attività con una qualunque delle grandi crisi avvenute negli ultimi due o tre decenni e con gli sforzi della comunità internazionale per trovare una soluzione.

6. Pace

Gli insegnanti potranno servirsi delle fonti delle Nazioni Unite, per affrontare le tematiche relative alla pace e adattarne i contenuti e i messaggi ai bisogni della classe. A questo scopo, potete contattare gli uffici delle Nazioni Unite e i centri di informazione in tutto il mondo, richiedendo le necessarie informazioni e/o materiali audiovisivi.

Scegliete se possibile una giornata di bel tempo. Ponete la domanda: «In un mondo pieno di conflitti locali e minacciato dalle guerre — sia grandi che piccole — perché pensate che la pace sia importante?».

Portate la classe fuori, se possibile in un posto piacevole. Tutti dovranno chiudere gli occhi per circa tre minuti e sdraiarsi supini senza parlare.

Riprendete la classe e discutete sul valore fondamentale della pace.

7. Summit

Fate un gioco di ruolo che consiste in un incontro al vertice tra i leader di due o tre superpotenze, per esempio su come ottenere un migliore controllo delle armi e una riduzione del livello degli armamenti nucleari. Organizzate un dibattito in classe su questo argomento, dividendo gli studenti in gruppi a seconda di quanti sono i paesi coinvolti. Il loro compito sarà quello di trovare una strategia più efficiente per la limitazione delle armi.

Ove possibile, confrontate questa attività, con le discussioni che hanno portato al Trattato per la messa al bando parziale dei test nucleari (1963) o al Trattato di non proliferazione degli armamenti nucleari (1970). Sottolineate con forza che paesi e popoli diversi possono lavorare insieme, permettendo a tutti di convivere pacificamente.

Lo sviluppo e l’ambiente

Dove vivete? In linea di principio, il tema dello sviluppo e delle sue implicazioni ambientali è lo stesso in tutti i luoghi del mondo, ma nella pratica i problemi con cui si confrontano gli studenti delle aree sottosviluppate o in via di sviluppo sono diversi rispetto a quelli delle aree già sviluppate.

Gli insegnanti che lavorano con studenti che vivono quotidianamente in condizioni di privazione materiale preferiranno basare le loro attività sulla realtà «a portata di mano», mettendola in relazione il più possibile con quella del sistema-mondo. Una strada può essere quella di analizzare quali sono le prospettive per uno sviluppo progressivo e quali i passi necessari per conseguirlo.

Gli insegnanti che lavorano con studenti in condizioni di privilegio materiale potranno incoraggiare una maggiore comprensione delle rivendicazioni per lo sviluppo e l’autodeterminazione, fornendo esempi pratici su come queste rivendicazioni possano essere sostenute. La cooperazione internazionale e le azioni volte allo sviluppo e all’ambiente possono essere spiegate per esempio aiutandosi con materiali forniti dall’UNDP, dall’UNEP, ecc.

8. Alimentazione

Potreste chiedere agli studenti di registrare tutto quello che mangiano e bevono in un giorno. Analizzate il loro apprendimento rispetto a cosa i loro corpi necessitano per sopravvivere e per crescere (per esempio, carboidrati, grassi, proteine, minerali, vitamine e acqua).

Scegliete un pasto e risalite dai suoi ingredienti alla loro provenienza.

Individuate un elemento presente nella dieta giornaliera (preferibilmente qualcosa di non troppo familiare) che possa crescere con facilità nella vostra zona; dividete la classe in coppie e fate coltivare agli studenti questo elemento in una lattina, in un vaso o nel giardino della scuola. Cercate di capire perché le piante di alcuni studenti crescono meglio di quelle di altri. Invitate qualcuno con esperienza di giardini o di coltivazioni a tenere una lezione su come si curano le piante. Avviate un giardino della classe a cui tutti gli studenti possono dare un contributo; dividete i prodotti del giardino. Fate dei brainstorming per discutere sui miglioramenti possibili. Per esempio: si sta utilizzando il metodo più adatto per la coltivazione? Ci sono altri modi per disinfestare le piante dai parassiti? Come rendere più efficienti i meccanismi di divisione del lavoro e di cooperazione?

Si possono anche fare dei confronti tra il lavoro svolto in classe e la situazione in altri parti del mondo. Può essere utile organizzare scambi di visite tra le scuole delle aree urbane e quelle delle aree rurali, allo scopo di condividere esperienze specifiche (in questo caso, le rispettive relazioni con la produzione e la distribuzione del cibo).

9. Alloggio

Le case sono influenzate in maniera diretta da elementi come il clima e la geografia locale, la struttura e le condizioni delle famiglie, le preferenze culturali e religiose e la reperibilità dei materiali da costruzione. Fate un brainstorming per individuare una lista di tutte le cose che una casa dovrebbe avere e poi invitate gli studenti a disegnare una casa rispondente al modello. Infine, fategli descrivere e spiegare le caratteristiche del «loro» edificio oppure invitateli a ragionare su come le strutture delle case locali potrebbero essere modificate per economizzare risorse come acqua ed elettricità e per ridurre l’inquinamento.

10. Acqua

L’acqua dolce nel mondo è molto scarsa e scarseggia sempre di più. Gli studenti che abitano in una zona arida saranno pienamente consapevoli di questa situazione. Fate calcolare agli studenti quanta acqua usano in un giorno, attraverso l’elaborazione di una tabella che indichi l’acqua bevuta, quella usata per lavare, ecc.

L’acqua trasporta rifiuti e organismi che causano malattie. Essenziale al benessere della collettività è una gestione corretta dell’acqua salubre (sia per quanto riguarda l’approvvigionamento che l’uso). Fate fare una ricerca agli studenti — singolarmente o in piccoli gruppi — sul sistema di approvvigionamento e utilizzo dell’acqua nella propria scuola, e sugli eventuali miglioramenti che potrebbero essere apportati. Questa ricerca può essere estesa anche all’intera comunità.

Tra le priorità principali dello sviluppo, troviamo un’adeguata alimentazione e un buon approvvigionamento d’acqua. La Dichiarazione universale si riferisce specificamente all’alimentazione come parte del diritto ad un livello di vita decoroso per quanto riguarda la salute e il benessere. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali stabilisce, in maniera più dettagliata, che la libertà dalla fame è fondamentale e che il modo per soddisfare questo bisogno umano è quello di assicurare il miglioramento dei mezzi di produzione, conservazione e distribuzione delle derrate alimentari. Questi obiettivi — preoccupazioni centrali di organismi come l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) — influiscono a loro volta sulla sicurezza nazionale, nonché sulla pace nel mondo.

11. Energia

Qualsiasi azione comporta un consumo di energia. Più agisci, più energia ti serve. Organizzate con la classe un brainstorming sulle possibili fonti di energia (per esempio: energia solare, alimenti, carbone, gas, elettricità, ecc.). Da dove provengono? Come arrivano a chi se ne serve. Si tratta di fonti «rinnovabili»? Discutete anche gli effetti sull’ambiente.

La stessa procedura può essere applicata alla propria casa, al proprio paese, alla propria regione, e al mondo intero.

Organizzate dei progetti di gruppo per pianificare — o addirittura per costruire — dei meccanismi che possano produrre energia per la comunità. Cosa è possibile utilizzare a questo scopo a livello locale: vento? acqua? combustibile fossile? rifiuti?

12. Lavoro

Man mano che l’economia mondiale cambia, anche le caratteristiche del lavoro nel mondo si modificano. Nei paesi sviluppati, per esempio, all’industrializzazione si è accompagnata l’urbanizzazione e sono diminuite le persone che oggi vivono in campagna producendo prodotti agricoli. Nelle grandi città, un maggior numero di persone lavora nel settore dei servizi. Dove non c’è abbastanza lavoro per impiegare tutti i giovani in cerca di occupazione, le persone — come spesso è accaduto nella storia — tendono a spostarsi in altri luoghi, per aumentare le proprie opportunità. I movimenti migratori — sia interni ad un paese che da un paese all’altro — sono infatti spesso legati al lavoro. Lo stesso legame si verifica nei modelli di sviluppo economico, e i vari paesi dovrebbero cercare di integrare le proprie politiche sull’agricoltura, sull’industria, sull’economia e sul commercio, in modo da utilizzare al meglio le capacità produttive della popolazione.

Per molti studenti, diventare adulti significa anche prendere in considerazione diversi tipi di lavoro. Un buon modo di ampliare le percezioni degli studenti è quello di far incontrare la classe con una grande varietà di lavoratori. Ancora meglio è portare gli studenti in vari posti di lavoro, affinché possano concretamente vederne le diverse implicazioni. Chiedete agli studenti di fare proposte su chi incontrare e dove andare e organizzate gite a tema.

Gli studenti possono acquisire conoscenze utili e trarre beneficio da progetti su tematiche quali i modelli occupazionali a livello locale, nazionale e internazionale, su come il «lavoro» sta cambiando rispetto ad uno o a tutti i livelli considerati, su quale effetto tutto ciò può avere sull’istruzione, e su come i «lavoratori» si stanno organizzando per tutelare i loro diritti. A questo riguardo, può essere utile riferirsi alle relative convenzioni e raccomandazioni dell’Organizzazione internazionale per il lavoro (ILO).

13. Popolazione

In molte parti del mondo, gli effetti della crescita della popolazione sono estremamente chiari, mentre in altre sono meno evidenti. In ogni caso, l’impatto di questo fenomeno è universale. Le statistiche sono in grado di prevedere l’enorme aumento della popolazione nei prossimi trent’anni e le conseguenze sull’ambiente e sulla competizione per l’accesso alle risorse. È importante che gli studenti riflettano sull’aumento della popolazione e sui problemi connessi.

Gli studenti che vivono in aree sovraffollate saranno più che consapevoli dei problemi causati da questo fenomeno. I loro commenti e soluzioni saranno d’aiuto alla discussione.

14. Salute

La salute è un diritto umano fondamentale ed un obiettivo di base per lo sviluppo globale. Numerose risoluzioni dell’Organizzazione mondiale per la sanità (OMS) hanno riaffermato questo obiettivo, insieme alla necessità di ridurre le grandi disparità nelle condizioni sanitarie della popolazione mondiale. La progettazione e il funzionamento di un servizio sanitario di base richiede un’azione sia individuale che collettiva, che assicuri la destinazione preferenziale delle risorse necessarie a quelli che ne hanno più bisogno, garantendo nello stesso tempo l’accesso ai servizi sanitari per tutti. Lo studio dei sistemi di assistenza sanitaria a livello locale, nazionale e globale può portare a progetti di gruppo molto particolari ed interessanti. Nella maggior parte dei paesi, i programmi scolastici comprendono l’educazione alla salute. Questo dovrebbe fornire agli studenti informazioni di base sull’alimentazione, su come funziona il corpo umano, sulle fonti di contagio e sulle strategie di prevenzione. Può essere molto utile organizzare un incontro su questi temi con un medico locale o con un operatore sanitario. Esplorate anche la possibilità di svolgere lavoro volontario in questo settore. Le attività svolte all’interno della propria comunità costituiranno un contributo alla realizzazione dell’obiettivo dell’OMS «salute per tutti» entro l’anno 2000.

Il Governo e la legge

I diritti umani sono quei diritti intrinseci ad ogni essere umano. È possibile fare delle rivendicazioni morali a prescindere dal fatto che queste siano o no stabilite dalla legge. Per esempio: tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita, anche laddove non esiste una legge per garantire questo diritto.

In ogni caso, le leggi danno alle rivendicazioni morali una forza legale. Nei paesi in cui i diritti sono stati trasformati in leggi, resta da verificare se queste leggi vengano interamente applicate. Tuttavia, la trasformazione delle rivendicazioni morali in diritti legali rappresenta un primo passo di importanza fondamentale.

Le leggi possono avere anche un importante effetto educativo. Infatti, esse forniscono una definizione ufficiale di cosa una società considera appropriato e danno forma specifica ai valori da sottoscrivere. Le leggi sono esposte alla vista di tutti e — almeno in linea di principio — sono uguali per tutti, per chi governa e per chi è governato.

15. Assemblee e tribunali

Le leggi vengono approvate dagli organismi legislativi nazionali. Il modo migliore per far capire agli studenti in modo chiaro e concreto che cos’è «la legge», chi la fa, e perché è quello di farli partecipare, anche se solo come spettatori, al processo legislativo.

Organizzate una visita della classe ad una Camera regionale o centrale del Parlamento del vostro paese e fate in modo che gli studenti possano osservare i membri dell’assemblea al lavoro. Provate a rispondere alle tre domande che abbiamo riportato.

Analogamente, organizzate una visita in tribunale per vedere non solo il modo in cui le leggi vengono amministrate, ma anche come le decisioni prese in quella sede possano costituire dei precedenti legali ed influire — direttamente o indirettamente, a seconda del sistema legale — sulle decisioni future. Discutete le stesse domande di prima.

Se niente di tutto ciò è possibile, fate disporre gli studenti come in un Parlamento e organizzate un dibattito su argomenti attuali. In seguito, simulate l’aula di un tribunale e fate esaminare agli studenti un caso locale o nazionale attualmente in giudizio. Incoraggiate gli studenti a trovare da soli gli esempi adatti.

Per introdurre una dimensione internazionale, gli insegnanti possono invitare gli studenti a fare una ricerca sui processi decisionali delle Nazioni Unite e sugli argomenti attualmente in discussione, oppure a riesaminare i casi sottoposti alla valutazione delle commissioni e dei tribunali internazionali e suscettibili di costituire dei precedenti.

Si potrebbe anche far incontrare la classe con un personaggio politico locale, per discutere sulle tre domande poste all’inizio di questa attività e su altre tre: Perché si rispettano le leggi? Come si fa «giustizia»? e Come si raggiunge l’«imparzialità»? — nel Governo e nella legge.

16. Uguaglianza di fronte alla legge

L’Articolo 7 della Dichiarazione universale comincia così: «Tutti sono eguali di fronte alla legge…». Si tratta dell’enunciazione di un principio umano, che non sempre corrisponde ad una consuetudine umana. La famosa storia della fattoria nella quale tutti gli animali erano uguali ma alcuni erano più uguali degli altri è una parodia scritta che rispecchia questo fatto. Gli insegnanti possono discutere questo argomento utilizzando esempi adatti, in modo da rafforzare il concetto che tutti hanno diritto ad un’uguale tutela di fronte alla legge senza nessuna discriminazione.

17. Tipi di tribunali

Un altro modo di insegnare i processi legislativi è quello di far disporre la classe come un tribunale informale. I «contendenti» possono stare in mezzo, i loro «amici» e la loro «famiglia» vicino a loro, e il resto della classe intorno, come se fossero il «paese». Designate un «magistrato» fuori dal cerchio, a cui ci si rivolgerà solo se i locali vorranno un’opinione esterna. Fate spiegare ad ognuno dei contendenti il proprio caso, permettendo a tutti di elaborare i propri punti. La discussione dovrà continuare fino al raggiungimento di un verdetto comune.

L’argomento può essere scelto dall’insegnante con l’aiuto degli studenti. Alla fine dell’attività, discutete sul funzionamento della legge, sia nei casi formali che in quelli informali. Sottolineate come a volte è difficile trovare qualcuno da biasimare, specialmente se ognuna delle parti in causa porta avanti argomenti ragionevoli.

La libertà di pensiero, di coscienza, di religione,
di opinione e di espressione

Le libertà di pensiero, coscienza, religione, opinione ed espressione sono centrali nella cultura dei diritti umani. Queste libertà sono stabilite negli articoli 18 e 19 della Dichiarazione universale e, ancora più in dettaglio, nel Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici. Questi documenti sottolineano, tra l’altro, la libertà di cambiare religione o credo, di sostenere le proprie opinioni senza nessun impedimento e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo delle frontiere.

Tutti hanno opinioni che sono spesso date per scontate. Raramente si riflette sulla loro origine.

18. Quadro di riferimento

Le nostre opinioni possono variare a seconda se quello che vediamo ci piace oppure no. E questo si riflette nelle parole che scegliamo di usare. Per esempio, la stessa persona può essere descritta come preoccupata di quello che gli altri pensano di lei oppure come umile e insicura; come molto ambiziosa oppure come desiderosa di migliorarsi; sottomessa o pronta a cooperare; disonesta e scorretta o sensibile nei confronti dei sentimenti degli altri; poco disposta a cambiare le cose o tollerante; meno consapevole dei diritti individuali o egoista.

Fate in modo che gli studenti riflettano su altre dicotomie di questo genere (per esempio: sentimentale/ affettuoso; ingenuo/allegro; servile/pronto a lavorare duramente).

Fate fare agli studenti una lista più positiva possibile delle proprie cinque qualità che davvero ammirano. Ponetele all’interno di una cornice di riferimento negativa, in modo che le stesse qualità si trasformino da buone a cattive. Poi fate il contrario: gli studenti elencheranno cinque proprie caratteristiche che non amano particolarmente e cercheranno poi delle «parole specchio» per rendere la lista meno offensiva.

19. Quando le parole feriscono

Che limiti si devono mettere all’espressione dei propri pensieri e opinioni? Dobbiamo avere sempre la possibilità di dire quello che vogliamo?

Per il prossimo gioco di ruolo è fondamentale che l’insegnante si regoli secondo il proprio giudizio.

Fate un brainstorming per far compilare agli studenti una lista di commenti negativi, di quelli che sanno che davvero possono fare male. Poi sceglietene alcuni tra i peggiori.

In questo caso può non essere sufficiente cambiare il quadro di riferimento: allora bisognerà analizzare l’affermazione così com’è.

Se possibile, dividete la classe in gruppi di cinque o sei studenti. Qualcuno in ogni gruppo ha il compito di leggere le affermazioni. Il gruppo deve semplicemente accettare che si tratta di commenti che hanno ferito qualcuno. Gli studenti non devono stabilire se secondo loro questo commento è offensivo oppure no. Fategli discutere perché la persona offesa si è sentita ferita, se alle persone deve essere permesso dire cose simili senza preoccuparsi del loro effetto; e cosa si può fare quando questo accade. Ripetete queste operazioni per ogni affermazione.

La libertà di riunione e di partecipare alla vita pubblica

Come fa una comunità a mantenersi e a crescere? Le comunità si mantengono e crescono, in parte, perché i loro membri si riuniscono e decidono insieme come organizzare il lavoro. Queste libertà stabiliscono l’importanza di un coinvolgimento all’interno della propria comunità. I principi di base sono definiti dagli articoli 20 e 21 della Dichiarazione universale e, più in particolare, dal Patto internazionale sui diritti politici e civili. La loro negazione impedirebbe alle società di sfruttare appieno le proprie risorse più ricche — le capacità e le potenzialità della popolazione.

Si può promuovere l’abitudine a partecipare alle attività della propria comunità per tutta la durata dell’insegnamento scolastico. Il volontariato svolto a diversi livelli fuori dalla scuola può diventare, anche per tutta la vita, un modo per contribuire alle questioni politiche e sociali.

Molte scuole permettono agli studenti di partecipare alla gestione dell’istituto attraverso assemblee preposte a questo scopo, anche se la gerarchia degli adulti di solito limita quello che gli studenti possono in effetti realizzare nella pratica. La consapevolezza più diretta di come ci sente a lavorare insieme per qualcosa di utile, può essere raggiunta spingendo la classe a formare un’associazione per i diritti umani.

20. Un’associazione per diritti umani

Nello spingere la classe a formare un’associazione per i diritti umani, l’insegnante può definire alcuni compiti che permetteranno, per esempio, agli studenti di:

• definire lo scopo dell’associazione più in dettaglio;

• fare un concorso per decidere il simbolo dell’associazione;

• produrre tessere personalizzate con questo logo per i membri dell’associazione;

• stabilire gli incarichi interni;

• affiggere una bacheca riservata alle attività dell’associazione;

• informarsi sulle altre associazioni per i diritti umani — a livello nazionale e internazionale — con cui la classe può mettersi in contatto;

• chiedere di ricevere le pubblicazioni di altre associazioni e metterle a disposizione della classe;

• cominciare a tenere delle riunioni — la prima potrebbe discutere sullo stesso diritto di associarsi liberamente: «Perché organizzarsi? Perché cercare di esprimere la propria opinione sul modo in cui si è governati?» (a questo incontro si può anche invitare un relatore esterno);

• invitare altri relatori (politici locali, specialisti dell’argomento o del settore) a fare una relazione e a discutere con gli studenti;

• organizzare un festival o una festa danzante per inaugurare l’associazione per i diritti umani;

• costituire dei sotto-comitati con il compito di svolgere determinate funzioni (ad esempio un gruppo potrebbe avvicinarsi ad altre classi offrendosi di spiegare agli studenti argomenti particolari relativi ai diritti umani e di spiegare perché l’associazione è stata formata e di cosa si occupa, offrendo la possibilità di aderirvi; se ci sono risorse disponibili l’associazione può anche pubblicare periodicamente un giornalino...).

Lo sviluppo economico e il benessere

Diversi articoli della Dichiarazione universale affermano il diritto degli esseri umani ad uno standard di vita decoroso. La stessa affermazione è contenuta nel Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. L’effettiva realizzazione di questi diritti è una questione complessa, che dipende anche dalle risorse nazionali, dalle priorità economiche e dalla volontà politica. Ovviamente, l’applicazione di questi diritti è legata al raggiungimento dello sviluppo economico, che ha implicazioni sia nazionali che internazionali.

Per quale motivo le risorse del mondo — intese come risorse fisiche e industriali e ricchezza disponibile — sono distribuite in maniera diseguale? Per rispondere adeguatamente, sarebbe necessario descrivere e spiegare la geografia e la storia della società mondiale e la sua economia politica complessiva.

Lo sviluppo industriale — tuttora in corso di svolgimento intorno a noi — è probabilmente uno degli eventi più significativi della storia dell’uomo.

L’uso delle macchine per la produzione di massa ha avuto inizio circa due secoli fa e ha determinato lo sviluppo di nuovi modelli di comportamento sociale, economico e politico, che hanno condizionato (direttamente o indirettamente) le nazioni e i popoli in tutto il mondo.

21. Ricchi e poveri

Gioco di ruolo nella situazione seguente: «Tre persone stanno sedute vicino in aereo. Una lavora in un’agenzia per lo sviluppo di un paese povero e sta andando ad una conferenza sulle risorse alimentari del mondo. Un’altra lavora in un’impresa di un paese relativamente ricco, e sta andando ad un incontro con un’istituzione finanziaria internazionale per ottenere un prestito. Il terzo passeggero è un insegnante interessato al problema generale dello sviluppo del mondo, che ha appena seguito un breve corso su Aiuti, commercio, produzione di armi e giustizia mondiale, tenuto da un’organizzazione non governativa internazionale. I tre cominciano a discutere su che cosa i paesi, e anche gli individui, dovrebbero fare per promuovere il benessere umano».

22. Al lavoro

Descrivete un ambiente di lavoro — per esempio una fabbrica, una piantagione o una fattoria — in cui i lavoratori hanno deciso di avanzare una serie di richieste ai proprietari o ai gestori. Chiedono di avere voce in capitolo sulle modalità di gestione. Chiedono anche aumenti salariali, disposizioni più efficaci per le malattie e gli incidenti, una maggiore attenzione alla questione della sicurezza, la possibilità di organizzare un programma formativo per migliorare le proprie capacità, e periodi di riposo più lunghi.

Dividete la classe in due gruppi: i lavoratori e i funzionari. Fateli trattare; ognuna delle due parti manderà dei delegati che poi faranno i resoconti degli incontri, oppure parleranno faccia a faccia. Indicate agli studenti come riferimento le convenzioni dell’ILO per le più importanti informazioni sui diritti dei lavoratori.

Ripetete l’attività scambiando i ruoli.

23. Interventi esterni

Invitate qualcuno impegnato nelle questioni dello sviluppo a parlare con la classe, magari come iniziativa organizzata dalla sua Associazione per i diritti umani. A seguito dell’incontro, assegnate a vari gruppi di studenti il compito di studiare alcuni aspetti affrontati in quell’occasione — aree geografiche, sezioni specifiche della comunità, questioni particolari che coinvolgono tutti (come la modernizzazione, la burocratizzazione, l’urbanizzazione, e i cambiamenti di valori culturali).

24. Impegnarsi per il mondo

Incoraggiate la classe a contattare i rami locali o internazionali di organismi delle Nazioni Unite, come il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), l’Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura (FAO), o il Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), per raccogliere poster o materiali che potranno esservi utili. La stessa richiesta può essere rivolta alle organizzazioni non governative, che spesso accolgono in maniera molto positiva le lettere degli studenti e delle scuole. Incoraggiate gli studenti a rivolgersi anche all’Organizzazione internazionale per il lavoro (ILO) e all’Organizzazione educativa, scientifica e culturale delle Nazioni Unite (UNESCO).

Dividete la classe in sei gruppi. Ogni gruppo scriverà una proposta per un progetto d’aiuto (ad esempio, nuovo pozzo, o l’invio di personale da formare nel settore sanitario, o ancora la richiesta di consulenti sul miglioramento dei metodi di produzione). I progetti saranno presentati al resto della classe. Formate ora nuovi gruppi: ognuno dovrà decidere — come se fosse un comitato d’aiuto — a quale progetto devolvere i propri (molto limitati) fondi. Spiegate la differenza tra aiuti d’emergenza e cooperazione allo sviluppo. Confrontate le decisioni prese. Discutete.

Il benessere sociale e culturale

Gli esseri umani non vivono di solo pane e, ovunque sia possibile, è necessario prendere provvedimenti — come stabilito nella Dichiarazione universale e nel più dettagliato Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali — per fare sì che le persone possano riposare, imparare, scegliere una religione, partecipare liberamente alla vita culturale della comunità e sviluppare pienamente la propria personalità. La scuola dovrebbe dare agli studenti la possibilità di conoscere le arti e le scienze della propria regione e del mondo e inoltre insegnare le questioni dei diritti umani utilizzando esempi multiculturali tratti da diversi momenti storici.

In buona parte, il senso del benessere personale e sociale deriva dalla famiglia. La struttura familiare dipende dalla società in cui la famiglia vive e dalle varie forze socioeconomiche e culturali che operano al suo interno. A sua volta, la famiglia definisce praticamente queste forze e le trasmette. Le famiglie vanno da quelle composte da un solo adulto agli estesissimi sistemi di parentela che comprendono intere comunità. Tutte le forme sono «naturali» e «fondamentali» (nel linguaggio della Dichiarazione), perché tutte sono parte in causa nel processo di crescita degli esseri umani. Chi non ha famiglia cercherà il necessario sostegno per la sua crescita nelle istituzioni oppure gli uni negli altri.

Questa questione è molto generale e investe tutte le attività presenti nei programmi scolastici. Argomento di inizio della discussione potrebbe essere lo stesso processo educativo. L’educazione (al contrario della scolarizzazione) è questione di una vita e comprende veramente molti aspetti, perché la cultura deve essere trasmessa e reinventata di generazione in generazione per impedire che scompaia.

25. C’era una volta

Potete invitare alcuni nonni in classe, a discutere con gli studenti su che cosa si studiava a scuola ai loro tempi e su quanto, più avanti nella vita, gli sono state utili le cose che avevano imparato.

Chiedete una loro opinione su come favorire il pieno sviluppo della personalità umana, che cosa hanno imparato riguardo al rafforzamento dei diritti umani e delle libertà, come estendere la comprensione e il rispetto reciproco tra diversi gruppi umani e nazioni e come promuovere la giustizia e la pace.

26. Mappe di famiglia

Invitate gli studenti a costruire una mappa della propria famiglia così com’è in quel momento. Confrontate le mappe e discutete sulle eventuali differenze.

La discriminazione

Nessuno è un essere umano in misura maggiore o minore degli altri. Fondamentalmente siamo tutti uguali e ugualmente ci spettano i diritti umani.

Uguali, sì, ma non identici. Per questo siamo portati a tracciare delle linee di demarcazione sulla «mappa umana», richiamando l’attenzione sulle differenze che riteniamo importanti. Si parla di discriminazione quando queste linee non si limitano a distinguere i diversi gruppi, ma stabiliscono che un gruppo è migliore o peggiore di un altro, semplicemente in ragione della razza, del colore, del sesso, della lingua, della religione, dell’opinione politica o dell’origine nazionale o sociale.

La più comune linea di demarcazione è quella che sottolinea le differenze di genere. Poiché si ha qui una coincidenza con una dicotomia biologica interna alla nostra stessa specie, può essere molto difficile superare la differenza e vedere la più profonda identità. Essere diversi sotto certi punti di vista, non significa essere del tutto diversi. Il fatto di avere corpi diversi, che fanno cose diverse, non implica che anche la vita in quanto tale debba essere diversa.

Molte altre linee di demarcazione si aggiungono a quella basata sul genere. Tra queste, la più pericolosa assume come tratto distintivo il colore o la razza. In questo caso, una differenza specifica viene ripetutamente esasperata, fino a nascondere l’umanità comune a tutti gli individui.

Un insegnante non può evitare questi argomenti. L’uguaglianza umana, con tutte le opportunità e le scelte di vita che ne derivano, non si verifica per caso. Deve essere insegnata, anche e soprattutto prendendo in esame gli atteggiamenti basati su nozioni stereotipate e pregiudizi, aiutando gli studenti a capire la possibilità di essere competenti e solleciti nei confronti degli altri, e fornendo informazioni appropriate e accurate.

È una ricerca che non ha mai fine. È importante essere informati sulle questioni socioeconomiche e politiche e sul loro funzionamento. Gli insegnanti dovrebbero cercare di tenere sotto controllo le proprie aspettative, perché gli studenti sono facilmente influenzabili.

La discriminazione ha dimensione sia individuale che sociale e questi argomenti potranno essere affrontati nei dettagli con la classe.

Gli esempi più adatti potranno alla fine essere utilizzati per organizzare dei giochi di ruolo.

Fate per esempio un gioco di ruolo in cui una persona grassa e triste ne incontra una magra e felice.

Nel confronto tra diversi atteggiamenti stereotipati, sottolineate il pericolo di negare un pregiudizio semplicemente incoraggiando l’affermazione del suo opposto. Insistete sul fatto che ogni briciola di verità contenuta in uno stereotipo è — appunto — solo una briciola.

In alternativa, chiedete alla classe di raccontare le occasioni in cui possono aver sentito frasi come «Sono tutti uguali, vero?», oppure «Quelli là sono tutti uguali». Date ad ogni studente un sassolino, o qualsiasi altro oggetto comune, come una patata, e chiedetegli di farci amicizia, di conoscerlo veramente. Chiedete ad alcuni ragazzi di presentare il loro amico alla classe; di raccontare una storia sulla sua età, di spiegare se è triste o felice e come è diventato della forma che ha. Gli studenti potranno anche scrivere dei temi, delle canzoni o delle poesie sull’argomento.

Poi mettete tutti gli oggetti in una scatola o in una borsa e mischiateli insieme. Tirateli fuori e chiedete agli studenti di trovare il loro «amico» nel mucchio.

Sottolineate l’ovvia similitudine: ogni gruppo di persone all’inizio sembra essere composto da individui tutti uguali, ma una volta che li conosci sono tutti diversi, hanno tutti una diversa storia di vita, e sono tutti potenzialmente amici. Per arrivare a questo punto è però necessario sospendere ogni stereotipo (del tipo «i sassi sono freddi e duri e sono indifferenti») per il tempo necessario a conoscere gli altri. È necessario non giudicarli in anticipo.

27. Trovare la differenza

Presentate le seguenti affermazioni:

1. Mi piacciono gli insegnanti perché sono sempre buoni.

2. Sono contento/a del fatto che alcuni insegnanti sono buoni con me.

3. Gli insegnanti sono persone buone.

Discutete su qual è lo stereotipo (n. 3), quale il pregiudizio (n. 1), quale semplicemente un’opinione (n. 2), e sul fatto che tutte queste affermazioni (come schemi di riferimento mentali) renderanno difficile apprezzare gli insegnanti non solo quando sono buoni e solleciti, ma anche quando sono arrabbiati! Tutte queste affermazioni tendono a predeterminare i fatti.

La discriminazione: colore o razza

Il razzismo è la convinzione che esistano gruppi umani composti da entrambi i sessi con particolari caratteristiche (di solito fisiche) che li rendono superiori o inferiori agli altri. Il comportamento razzista può essere manifesto (quando alcune persone vengono trattate in maniera diversa a seconda della loro razza o colore), ma anche nascosto (quando la società sistematicamente stabilisce per uno o più gruppi un trattamento basato su alcune forme di giudizi discriminatori).

Il comportamento razzista ha spesso come risultato la discriminazione razziale, con le sue ovvie conseguenze negative, che vanno dalla semplice indifferenza o dall’evitare le persone credute diverse e inferiori, fino alle forme più esplicite di vessazione, sfruttamento o esclusione.

Per questo argomento, può essere utile fare riferimento alla Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e ai rapporti presentati all’Assemblea generale da parte del Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale.

Tra tutti i criteri di discriminazione fra gli individui inventati dall’umanità, il colore della pelle è uno dei più arbitrari (e meno ragionevoli). Se gli studenti hanno atteggiamenti di discriminazione di questo tipo, proponetegli un esercizio di «programmazione» di una società multirazziale, in cui dovranno vivere senza sapere in anticipo quale sarà il colore della propria pelle. Sottolineate che, di fatto, essi già vivono in una società di questo tipo — se non a livello locale, almeno per il fatto di essere cittadini del mondo.

28. La classe non razzista

Ci sono molti modi per rendere la classe un luogo di accettazione e celebrazione della multirazzialità. I fattori culturali influenzano le risposte degli studenti: fino a che punto il contatto visivo li mette a proprio agio, quanto sono recettivi rispetto alle strategie di apprendimento di gruppo, qual è il loro stile di recitazione o il loro modo di raccontare storie ... ? Se e quando ci sono conflitti razziali nella classe, affrontateli, non accantonateli. Insegnate ai vostri studenti a riconoscere i comportamenti che potrebbero rafforzare atteggiamenti razzisti. Studiate le storie di persone famose che hanno combattuto contro la discriminazione. Studiate i contributi delle persone di tutto il mondo al corpo comune della conoscenza e dell’esperienza umana. Introducete nel programma il più alto grado possibile di diversità culturale. Chiedete ai genitori o ad altri parenti di dare un contributo in questo senso. Invitate persone di altre razze o colori attive nel campo del volontariato a raccontare alla classe le proprie attività.

La discriminazione: differenza di genere

L’articolo 2 della Dichiarazione universale proclama la validità dei diritti umani «senza distinzione alcuna». Prosegue ricordando specificamente una serie di caratteristiche utilizzate per tracciare linee di demarcazione arbitrarie tra le persone. Una di queste caratteristiche è il sesso, e ci sono buone ragioni per menzionarla esplicitamente, visto che la discriminazione sessuale (il «sessismo») rimane in alcuni casi una delle fonti più pervasive di ingiustizia sociale.

Il sessismo, come il razzismo, può investire tutti gli aspetti della cultura e della società. Può anche riflettersi negli atteggiamenti delle persone, che in quel caso lo incoraggiano. Il presupposto che il genere possa essere utilizzato come unico criterio per effettuare selezioni o stabilire preferenze professionali o di altro tipo è chiaramente non in sintonia con i principi dei diritti umani.

29. Un incontro di ex alunni

Organizzate con gli studenti un incontro di ex alunni, come se fossero passati 30 anni. Ognuno parlerà di cosa ha fatto dopo la fine della scuola. Partecipate anche voi.

Ci sono differenze (nelle classi miste) tra quello che hanno fatto le donne e gli uomini? E nelle classi composte da studenti di un solo sesso, i ragazzi hanno fatto solo carriera e parlano soprattutto dei cambiamenti politici e tecnologici? E le ragazze parlano soprattutto delle famiglie e dei problemi domestici?

Invitate alcuni nonni a parlare dei ruoli uomo/donna che ci si aspettava da loro al loro tempo.

30. «Da maschio» o «da femmina»?

Chiedete alla classe di pensare la più lunga lista possibile di tratti della personalità umana (per esempio: umiltà, arroganza, senso dell’umorismo, gentilezza, bisogno d’affetto, senso dell’avventura).

Gli studenti esamineranno una per una le caratteristiche individuate per decidere se sono più «da maschio» o più «da femmina» o se si applicano a entrambi allo stesso modo (tratti culturali generali).

Se emergono degli stereotipi, discuteteli con la classe e verificate se questi stereotipi influenzano l’idea degli studenti sulle capacità delle donne e degli uomini nella vita reale.

31. Aspettative

Leggete alla classe il seguente testo:

«Due giudici stanno insieme dopo cena e parlano del loro lavoro. ‘Che ti è sembrato del tipo di oggi al processo?’, chiede uno dei due. ‘Che avresti deciso al posto mio?’. ‘Sai bene che non posso rispondere. Non solo suo padre è morto cinque anni fa — ma è anche il mio unico figlio!’»

Chiedete agli studenti se questo brano ha senso. Come può il secondo giudice dire «mio figlio», visto che il padre dell’uomo in questione è morto?

C’è una sola risposta intelligente: si dà il caso che il secondo giudice sia la madre dell’uomo.

Questa soluzione giunge come una sorpresa per la classe? C’è qualcuno degli studenti che crede che i giudici siano solo uomini? Se sì, perché?

32. Chi è chi?

Fate controllare agli studenti nei libri in cui si imbattono a scuola (o in qualsiasi mezzo di comunicazione di cui dispongono a casa) gli aspetti seguenti.

1. Se ci sono lo stesso numero di riferimenti agli uomini e alle donne.

2. Se le donne sono presentate come persone in grado di prendere decisioni coraggiose, fisicamente capaci e avventurose, creative, preoccupate di quello che possono fare e interessate ad un gran numero di professioni.

3. Se gli uomini sono presentati come persone umane, sollecite nei confronti degli altri e capaci di aiutarli, di esprimere le proprie emozioni, di imparare a gestire la casa e a tirare su i bambini; se hanno paura di poter essere considerati non abbastanza «virili» e se ritengono che le donne siano esseri inferiori.

4. Se gli uomini e le donne si rispettano a vicenda come «uguali».

5. Se gli uomini hanno un ruolo attivo nella casa.

6. Se le donne hanno un ruolo attivo fuori casa e, in caso affermativo, se hanno ruoli diversi da quello di maestre, infermiere o segretarie, oppure di lavoratrici non pagate o poco pagate.

33. La classe non sessista

Molti dei suggerimenti esposti per la creazione di una classe non razzista possono essere adottati per la promozione di una classe non sessista. Cercate aiuto dove possibile per infrangere gli stereotipi. Non permettete mai nessuna esclusione basata sul sesso e rispettate le opinioni tradizionali presentandole con chiarezza e con convinzione. Chiedete sempre: cosa è giusto? Fate conoscere agli studenti la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne.

Gli studi sui mass media (in particolare sulle pubblicità) possono fornirvi del materiale utile e si consiglia anche di esaminare con attenzione i programmi scolastici e i testi adottati. Nella «storia», è data sufficiente attenzione al ruolo delle donne oltre che a quello degli uomini? L’«economia» esamina il ruolo della donna nel mercato del lavoro (sia a casa che fuori casa)? Il «diritto» si occupa delle donne e della proprietà? L’«educazione civica» pone il problema della sottovalutazione delle donne? La «scienza» dà il giusto peso al contributo delle donne? Le ragazze sono incoraggiate ad eccellere in matematica? Quanto è sessista l’insegnamento della «letteratura», delle «lingue» e delle «arti»?

La discriminazione: la condizione delle minoranze

Il concetto di «minoranza» si confonde con quello di «etnia» e spesso di «razza». Quando questo accade, è importante ancora una volta incoraggiare sin dall’infanzia lo sviluppo di attività finalizzate.

Il termine «minoranza» non è preciso, e viene anche utilizzato per descrivere le popolazioni indigene, i profughi, i lavoratori migranti, i rifugiati, e persino le maggioranze oppresse. Spesso le minoranze hanno come tratto caratteristico la povertà: per questo motivo possono smettere di essere considerate tali se acquistano forza sufficiente.

I membri di una minoranza hanno diritto di godere dei diritti umani, ma di solito rivendicano alcuni diritti specifici anche in virtù della propria appartenenza ad un gruppo. A seconda del tipo di gruppo, presentano rivendicazioni come l’autodeterminazione (culturale e politica), la terra, un compenso (per l’espropriazione), il controllo delle risorse naturali, o l’accesso ai luoghi di culto.

34. Identificare alcune «minoranze»

Fate un brainstorming per tirare fuori con la classe una lista di «minoranze» del mondo contemporaneo (esempi concreti e informazioni possono essere trovati nei rapporti della Subcommissione sulla prevenzione della discriminazione e la tutela delle minoranze o nei materiali delle organizzazioni non governative internazionali operanti in questo settore).

Gli studenti più grandi potranno eventualmente studiare alcuni casi specifici, con l’obiettivo di scoprire le dimensioni, i luoghi, la storia, la cultura, le attuali condizioni di vita e le principali rivendicazioni di determinati «gruppi».

35. Interventi esterni

Invitate alcune persone appartenenti ad una specifica «minoranza» ad incontrare la classe.

Chiedete in quale modo gli studenti possono contribuire nella maniera migliore alla promozione della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza nel caso in questione.

La discriminazione: disabili

Il lavoro pratico nella comunità fuori dalla scuola con persone svantaggiate fisicamente o intellettualmente è lo strumento migliore per gli studenti interessati a capire questo problema.

36. Interventi esterni

Invitate persone con specifiche invalidità ad incontrare la classe. Potranno spiegare le difficoltà che devono affrontare e le lezioni apprese come risultato di queste difficoltà, mettendo inoltre in evidenza i propri specifici diritti. Sottolineate il fatto che le persone disabili a livello intellettuale sono prima di tutto esseri umani e solo in secondo luogo persone svantaggiate.

37. UNa scuola per tutti e per tutte

Fate esaminare la scuola e il suo ambiente alla classe con l’obiettivo di stabilire quanto sono accessibili a persone con particolari invalidità. Quali cambiamenti bisognerebbe apportare? Cosa potrebbe fare la vostra scuola per promuovere la Dichiarazione sui diritti delle persone disabili, e la Dichiarazione sui diritti delle persone mentalmente ritardate?

«...E PER continuare...»

Questo libro è un inizio, non un punto d’arrivo. Contiene alcune proposte, non delle regole rigide. Il suo obiettivo è quello di stimolare la discussione e il confronto di idee e, auspicabilmente, di aiutare i bambini e i ragazzi a sviluppare una comprensione di base oggettiva sui diritti e sui doveri, per applicare i principi dei diritti umani al complesso della nostra esistenza umana.

Tenete un registro sui risultati, per verificare l’andamento del vostro esperimento. Riflettete sulle conseguenze e su quali elementi potrebbero essere modificati.

Preparate una descrizione di voi, della vostra classe e della vostra scuola, e se possibile, allegate informazioni sugli studenti e sui loro ambienti di provenienza.

Il racconto personale (cosa è valso la pena fare e cosa poteva essere evitato, nell’ottica di un confronto tra le proprie aspettative e gli eventi reali) di qualsiasi attività tra quelle proposte costituisce uno studio specifico molto facile da capire e che può essere condiviso con altri che fanno questo lavoro.

Il valore dell’educazione ai diritti umani non potrà mai essere sottolineato abbastanza. È enorme. I mezzi e i fini costituiscono in questo caso un tutto unico.

Infine, ma non da ultimo, ricordate agli studenti che i diritti umani non sono importanti solo per altre persone in altri paesi del mondo. Riguardano tutti noi perché tutti — con tutte le nostre diversità — siamo parte dello stesso mondo, a prescindere da «chi» siamo. Incoraggiate gli studenti a pensare a come possono utilizzare al meglio quello che hanno imparato per promuovere e tutelare i diritti umani nelle proprie rispettive società. Quest’impegno prenderà inizio da molte delle attività descritte, che forniscono applicazioni pratiche dei principi dei diritti umani nella comunità nel suo insieme. In questo modo, le lezioni svolte si consolideranno e gli studenti saranno guidati a definire quale può essere il loro contributo fuori dalla classe e dalla scuola e nella loro vita da adulti.