"Insegnare i Diritti Umani"
a cura di Flavio Lotti e
Nicola Giandomenico
(Edizioni Gruppo Abele)
«Come cominciare»
Attività prescolastiche e per la scuola elementare
Fiducia in se stessi e
rispetto sociale
(per uso principalmente
prescolastico ed elementare)
Leducazione
ai diritti umani allasilo e alle elementari mira a favorire i
sentimenti di fiducia e di tolleranza sociale, che sono alla base dellintera
cultura dei diritti umani. Per questo il «temperamento educativo»
dellinsegnante ha unimportanza fondamentale. Un approccio
di incoraggiamento e di sostegno renderà sempre efficace qualsiasi
attività, anche quelle non strettamente legate allinsegnamento
dei diritti umani.
I bambini dellasilo
e delle elementari stanno imparando ad esprimersi, a comunicare e ad
amare.
Le storie per loro
hanno un valore immenso. I bambini riescono ad imparare lezioni e principi
morali e a ricordarli vividamente se li associano ad un personaggio
molto amato di una storia raccontata bene. Le storie possono essere
scelte nei libri per bambini esistenti, o tra quelle raccontate da genitori
e nonni, o infine possono essere inventate.
Dove possibile,
può essere utile costituire una biblioteca di classe. Nel selezionare
i libri è importante scegliere volumi attraenti che presentino
personaggi femminili e maschili come personaggi attivi, appartenenti
a culture diverse e non stereotipati. Quando mostrate o leggete agli
alunni i libri illustrati, evidenziatene sempre gli aspetti positivi.
Dove possibile,
date agli studenti lopportunità di partecipare a laboratori
di cucina, giardinaggio, ricamo, falegnameria. Queste attività
possono essere realizzate anche come giochi immaginari. Idealmente dovrebbero
coinvolgere sia le bambine che i bambini. Se nascono dei disaccordi
rispetto alle attività può essere necessario stabilire
delle regole per equilibrare la situazione ed interrompere eventuali
comportamenti discriminatori. Luso ripetuto di queste regole può
però comportare una loro perdita defficacia. È importante
considerare anche la disposizione della classe. Farli sedere e metterli
in fila sono due modi comuni di organizzare gli alunni. Cercate in ogni
caso di evitare di raggrupparli evidenziando le differenze più
ovvie. Cercate di facilitare la nascita di amicizie e la consapevolezza
che le differenze sono accettabili e naturali.
Lattività
seguente è stata ideata per mostrare le differenze e le somiglianze
tra gli studenti.
Caratteristiche
I bambini sono
disposti in circolo. Una persona sta in mezzo e deve indicare una specifica
caratteristica. Per esempio: »quelli che portano la cintura».
Le persone che possiedono questa caratteristica devono scambiarsi di
posto. Anche la persona in mezzo deve trovare una sedia libera. Chi
rimane senza posto a sedere starà in mezzo al prossimo giro e
dovrà scegliere unaltra caratteristica. I bambini si accorgeranno
presto che possono essere simili e diversi in vari modi. Può
essere interessante concludere con la scelta di una caratteristica più
intangibile, del tipo «le persone felici/buone». Di solito
il gioco a questo punto sinterrompe perché diventa più
difficile identificare tali caratteristiche con uno sguardo. Gli insegnanti
possono decidere di discutere sui modi utilizzati di solito per lidentificazione
di queste caratteristiche.
È anche
necessario costruire insieme alla classe una strategia coerente che
aiuti ad affrontare gli ostacoli. Ci simbatte spesso nelle
difficoltà, ma esistono delle linee di condotta che possono aiutare
ad affrontarle. Usate costantemente e in maniera consapevole insieme
alla classe, possono diventare una seconda natura e unabilità
fondamentale per la vita.
È molto
importante che linsegnante sia sempre pronto a lavorare sugli
ostacoli e addirittura sui conflitti. Date risalto allidea che
per ogni problema è possibile trovare una soluzione. Riflettere
sul problema può aiutare i bambini a risolverlo. I punti seguenti
illustrano un approccio più sistematico alla risoluzione dei
problemi:
1. Identificare
un problema e riconoscerlo. Interrompere ogni attività fisica
o verbale e chiedere ai bambini coinvolti di discutere insieme il loro
comportamento.
2. Farsi descrivere
quello che è accaduto, chiedendo un resoconto sia ai bambini
coinvolti che agli spettatori. Dare ad ognuno la possibilità
di parlare senza essere interrotto. Dove appropriato, un incoraggiamento
positivo (come una pacca sulla spalla o un abbraccio) può anche
sciogliere sentimenti di rabbia o di colpa. In ogni caso, è essenziale
rimanere sempre neutrali.
3. Esplorare
soluzioni diverse. Chiedere alle persone direttamente coinvolte suggerimenti
per la risoluzione del problema. Se i bambini non ci riescono, linsegnante
può fornire alcune soluzioni.
4. Ragionare
a fondo sulle soluzioni. Sottolineare che spesso esiste più di
una soluzione giusta e incoraggiare i bambini a riflettere sulle conseguenze
fisiche ed emotive di tali soluzioni, segnalando esperienze analoghe.
5. Scegliere
una linea dazione. Cercare un accordo generale su una delle soluzioni
presentate.
6. Perseguire
lazione scelta.
Nel caso di comportamenti
discriminatori, le soluzioni non sono così facili da trovare,
perché entrambe le parti (il bambino che discrimina e quello
discriminato) non hanno una chiara comprensione di che cosa sia la discriminazione.
Gli atti dellinsegnante in questa situazione sono importanti.
È consigliabile innanzitutto biasimare con forza il comportamento
razzista, mettendo in chiaro che si tratta di un comportamento del tutto
inaccettabile. Potete offrire un esplicito sostegno al bambino discriminato
senza giudicare la sua rabbia, paura o confusione, e dimostrare nei
confronti del bambino che ha assunto comportamenti razzisti sia una
grande fermezza che un atteggiamento incoraggiante e di sostegno. Cercate
di aiutare il bambino che è stato vittima di tali comportamenti
a rendersi conto che le reazioni negative rispetto al suo aspetto, alla
sua lingua o alla sua razza sono dovute ad una predisposizione al razzismo.
Discutete simili incidenti anche con i genitori e con i rappresentanti
e i membri della comunità locale.
Questo metodo può
essere usato in tutti i tipi di scuola ma anche nelle situazioni critiche
al di fuori dellambiente scolastico e può essere applicato
a tutti i comportamenti discriminatori. Se possibile, le diversità
etniche allinterno della classe devono essere evidenziate, comprese
e addirittura celebrate appena se ne presenta loccasione. In questo
modo è forse possibile porre rimedio al razzismo e al sessismo,
che lo ricordiamo sono di solito presenti nei bambini
fin da molto piccoli.
Bisogna impegnarsi
anche per incoraggiare la classe ad avere cura dei bambini parzialmente
o totalmente disabili. Le attività seguenti costituiscono alcuni
esempi su come i bambini possono esprimere la propria identità.
a) Io chi sono e come sono?
1. «Io
chi sono?»: diventa un libro
I bambini
cominceranno un libro su se stessi, con un autoritratto in copertina
e con una raccolta dei propri disegni, scritti e poesie. Man mano
che imparano a scrivere, potranno inserirvi dettagli personali e domande
e risposte su se stessi. Se le risorse sono limitate, potete scegliere
di fare un libro su tutta la classe con una o due pagine per ogni
bambino.
2. Un cerchio
per parlarsi
I bambini
si siedono in un circolo che comprende anche linsegnante ed
eventuali visitatori. Linsegnante introduce le seguenti affermazioni:
Quello che
più mi piace di me stesso è . . .
Mi piacerebbe
essere . . .
Il mio
gioco preferito è . . .
Penso
che il mio nome significhi . . .
Mi piacerebbe
imparare . . .
Mi sento
felice quando . . .
Mi sento
triste quando . . .
Voglio
diventare più . . .
Un giorno
spero . . .
Ad ogni
affermazione segue un giro di risposte in cui il tempo a disposizione
viene diviso equamente tra i bambini. Lascolto è molto
importante, quindi le interruzioni devono essere limitate. Se vogliono,
i bambini possono «passare» e ogni persona deve rimanere
seduta al suo posto fino alla fine dellattività. In un
secondo momento, le risposte possono essere inserite nel libro «Chi
sono io».
3. La vita
appesa a un filo
Ogni bambino
espone un filo di lana che rappresenta la propria vita. Successivamente
vengono appesi a questo filo le storie e i disegni che raffigurano
le cose più importanti che gli sono accadute, in ordine cronologico
oppure in qualsiasi altro ordine scelto dal bambino. Questa attività
può anche essere proiettata nel futuro.
4. Io sul
muro
Tracciate
il contorno di ogni bambino su un grande foglio di carta (viene meglio
se ci si stende a terra). Fate dipingere ai bambini i propri dettagli
fisici e invitateli a scrivere su un cartello da attaccare al foglio
le proprie caratteristiche personali e fisiche (nome; altezza; peso;
«che cosa mi piacerebbe imparare a scuola»). Appendete
tutti i fogli al muro: gli alunni impareranno così qualcosa
non solo sugli altri ma anche su se stessi.
5. Io e
i miei cinque sensi
Fate discutere
i bambini seduti in circolo, o utilizzate un gioco di ruolo per approfondire
le seguenti affermazioni:
Sentire
serve a . . .
Vedere
serve a . . .
Odorare
serve a . . .
Toccare
serve a . . .
Sentire
i sapori serve a . . .
Se necessario,
riformulate le domande, per adeguarle ai bisogni dei bambini disabili
(per esempio, «Anche se non riesco a vedere (molto bene? per
niente?) io sono sempre io e posso...»). Invitate ogni bambino
ad inventare uno strumento per odorare o per toccare meglio. Fateglielo
descrivere, disegnare o recitare.
6. Il pozzo
dei desideri
Sistemate
gli studenti in circolo e invitateli ad immaginare di trovarsi sul
bordo di un «pozzo dei desideri». Proponete che a turno
ogni bambino esprima i seguenti desideri (si può fare anche
in piccoli gruppi o a coppie):
Se potessi
essere un animale, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un uccello, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un fiore, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un albero, sarei ... perché ...
Se potessi
essere uno strumento musicale, sarei ... perché ...
Se potessi
essere una strada, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un paese straniero, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un gioco, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un film, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un cibo, sarei ... perché ...
Se potessi
essere un colore qualsiasi, sarei ... perché ...
b) Come vivo con gli altri?
7. Famiglie
di pupazzi
Ogni bambino
costruisce una famiglia di pupazzi, comprendendo anche un pupazzo
che rappresenta se stesso. Si può fare in modo molto semplice,
per esempio ritagliando le figure da pezzi di cartone, colorandole
e fissandole a stecche di legno, oppure costruendo dei pupazzi in
argilla o in fango. Ogni pupazzo avrà un nome e i rapporti
tra loro saranno descritti e spiegati. A questo punto, ogni bambino
organizzerà una cerimonia (per esempio un matrimonio) o una
festa, che poi mostrerà allintera classe.
La famiglia
di pupazzi può anche essere allargata e comprendere i vicini.
I bambini possono mettere in scena le cose che normalmente fanno con
quelle persone, in modo da farle interagire. Estendete lattività
in modo da comprendere persone provenienti da qualsiasi parte del
mondo.
8. Un amico
immaginario
Fate sedere
o sdraiare i bambini con gli occhi chiusi e in silenzio. Ditegli di
inspirare profondamente buttando fuori laria lentamente. Ripetete
ancora due volte, poi chiedetegli di immaginare un luogo speciale,
un posto preferito, in qualsiasi parte del mondo o persino nello spazio.
Ditegli di immaginare che stanno camminando proprio nel luogo, che
stanno sentendo, ascoltando e vedendo quello che succede intorno a
loro. Accompagnateli in una casa, in un edificio che possono visualizzare,
fateli entrare in una stanza speciale. La porta si apre lentamente
e, nel farlo, rivela un amico speciale, una persona che non avevano
mai incontrato prima, dai piedi, piano piano fino al volto. Questo
amico può essere giovane o vecchio come si vuole. È
sempre lì, e ogni volta che hanno bisogno di qualcuno con cui
parlare, a cui rivolgersi, se lo desiderano possono andarlo a trovare.
Chiudete la porta, lasciate la casa e tornate indietro in classe.
Invitate i bambini a condividere con gli altri quello che hanno immaginato,
discutendone in circolo, a coppie o in gruppi.
9. Lettere
e amici
Organizzate
uno scambio di lettere con unaltra classe in unaltra scuola
o addirittura in un altro paese. Cominciate questa corrispondenza
inviando poesie o regali da parte della classe. In un secondo momento,
se la distanza lo permette, potrete organizzare una visita di un giorno,
dando lopportunità agli alunni di incontrare bambini
di unaltra comunità. Indagate sulla scuola gemellata:
quanto è grande? Che giochi si fanno? Cosa fanno i genitori?
Quali sono le differenze e le somiglianze?
10. Il grande
amico
Gli insegnanti
dovrebbero cercare di fare in modo che gli alunni abbiano un amico
più grande, appartenente ad una classe di grado superiore.
Si potrebbe organizzare unattività che incoraggi i bambini
a cercare laiuto di questamico speciale quando sono in
difficoltà. Bisogna cercare di trovare il modo di spingere
i ragazzi più grandi ad interessarsi dei più piccoli,
inventando dei giochi e contribuendo con attività specifiche.
11. Ancora
un cerchio per parlarsi
Fate circolare
le seguenti domande:
Quello
che più mi piace degli amici è . . .
Cooperare
ed aiutare gli altri è importante perché . . .
Se potessi
insegnare a tutti nel mondo una cosa, questa sarebbe . . .
Sono
diverso da ogni altra persona perché . . .
Sono
uguale ad ogni altra persona perché . . .
12. Abitanti
della Luna
Parlate
degli «abitanti della Luna» e dei «pantaloni della
Luna» (o dei «sari della luna», ecc.), indossati
dagli «abitanti della Luna»; parlate dei loro «cuccioli
della Luna», e così via. I bambini elaboreranno a lungo
le varie similitudini, probabilmente si divertiranno molto nel farlo.
Il processo può essere reso anche con immagini o comunque in
maniera più immediata, per esempio attraverso la recitazione,
oppure attraverso lavori artigianali, o in qualsiasi altro modo che
si ritenga opportuno. Riportate lattività a terra, ripetendola
sugli «abitanti della Terra», sugli «abitanti del
mare», sugli «abitanti del cielo», sugli «abitanti
della foresta». Poi applicatela alle persone che vivono in altri
paesi.
13. La lavatrice
Allineate
i bambini in due file parallele una di fronte allaltra. Fate
passare nel tunnel in mezzo il primo bambino di una delle due file
(«attraverso il lavaggio»). Tutti (se questo non risulta
estraneo al contesto culturale) devono dargli pacche sulla schiena
o stringergli la mano, offrendo parole di lode, affetto e incoraggiamento.
Il risultato alla fine del «lavaggio» è un individuo
brillante, lucente e felice, che si rimetterà in fila, mentre
sarà il prossimo a muoversi (mettere in moto una o due persone
al giorno è più divertente che lavare tutti in un solo
grande lavaggio).
Non si potrà
mai insistere abbastanza sullimportanza del clima allinterno
della classe e sul bisogno di partecipazione e collaborazione. Una
migliore atmosfera in classe è mantenuta e aiutata anche dai
suggerimenti e dalle opinioni dei bambini. Accettate il loro contributo
e apportate i cambiamenti necessari.
Fiducia
Le attività
seguenti possono essere usate da gruppi di qualsiasi età e metteranno
la maggior parte degli studenti in situazioni di dipendenza a cui non
sono abituati. Il superamento di questa difficoltà richiede la
capacità di fidarsi e la presenza di un gruppo preparato a collaborare
e a lavorare insieme.
La fiducia ha inizio
con la relazione insegnante/alunno. Mettere a proprio agio gli allievi
significa:
far capire
agli allievi che linsegnante è un essere umano esattamente
come loro;
spiegare
tutte le attività una per una in maniera approfondita;
spiegare
le parole e le idee (concetti) che non sono familiari;
fornire
informazioni (non solo su attività specifiche ma anche sulle
questioni importanti che riguardano la vita degli alunni).
Se opportuno, linsegnante
deve cercare di passare con la propria classe alcuni minuti della giornata
discutendo notizie tratte dai giornali, dalla radio, dalla TV o dalla
cronaca locale. Questattività fornirà molte opportunità
di discutere le questioni relative ai diritti umani in una maniera meno
pesante o formale, rappresentando quindi in se stessa unopportunità
educativa e formativa.
14. Fiducia
cieca
Dividete
la classe in coppie. Uno dei due studenti sarà bendato e si
muoverà sotto la guida dellaltro per qualche minuto.
Assicuratevi che la persona incaricata di condurre non abusi del proprio
potere, visto che lidea è quella di alimentare la fiducia,
non di distruggerla. Il «guidatore» della coppia deve
cercare di far sperimentare allaltro la più ampia varietà
possibile di situazioni, per esempio farà sentire al proprio
compagno «cieco» delle cose con i piedi o con le dita;
lo guiderà con comandi vocali, o addirittura gli proporrà
dei giochi. Dopo qualche minuto fate invertire i ruoli e ripetete
il processo in modo che sia il «guidatore» ad essere guidato
e che il compagno «cieco» sia ora «vedente».
Alla fine
dellattività, permettete agli studenti di parlare di
quello che è successo, discutendo delle proprie sensazioni,
non solo nel ruolo di «ciechi», ma anche rispetto alla
responsabilità di «guidare».
Questattività
può portare ad una maggiore consapevolezza sulle implicazioni
di una vita da non vedenti (o non udenti), ma anche ad una discussione
sullimportanza della fiducia allinterno di una qualsiasi
comunità. A sua volta, questa riflessione può dare vita
ad una discussione sulla società mondiale, su come funziona,
e anche su come può accadere che non funzioni.
Riflettiamo sulle regole
della nostra classe
La prossima attività
può essere molto significativa per il suo possibile effetto diretto
sul clima della classe. Si tratta infatti di unattività
che:
dimostra
chiaramente la volontà dellinsegnante di coinvolgere gli
alunni nella gestione della classe;
dimostra
la fiducia dellinsegnante nei confronti degli alunni;
fa riflettere
gli alunni su quali siano le regole auspicabili e possibili in una classe,
sui modi in cui esse possono essere rispettate e sul compito dellinsegnante
nel suo ruolo di spettatore.
Nella pratica,
questi obiettivi possono essere ottenuti in molti modi: con il brainstorming
(elaborando i risultati in una discussione successiva), in piccoli gruppi
che relazionano sulle proprie conclusioni di fronte ad una sessione
plenaria composta dallintera classe, o attraverso lo svolgimento
di compiti assegnati individualmente e poi raccolti dallinsegnante
e valutati dalla classe.
Qualunque sia la
tecnica utilizzata, conducete lattività in termini di diritti
e responsabilità. Mettete a fuoco quelli che gli alunni considerano
fondamentali e chiedetegli di spiegare quali condizioni devono essere
realizzate per mettere in pratica questi stessi diritti (per esempio:
«dentro questa stanza, tutti devono sentirsi sicuri perciò
nessuno deve fare del male agli altri, né urtare i suoi sentimenti»).
Un buon modo di
cominciare è quello di chiedere agli alunni cosa «vogliono»
(la lista può diventare piuttosto lunga). Chiedete poi di scegliere
allinterno di questo elenco i punti che ritengono davvero necessari.
Il risultato dovrebbe essere più breve e incisivo rispetto alla
lista iniziale. Infine chiedetegli di scegliere dalla selezione dei
loro «bisogni» quelli a cui pensano di avere «diritto»
come membri della società. Chiedete perché hanno
compiuto proprio quella scelta. Una discussione di questo tipo indicherà
lidea degli alunni su cosa sia giusto o sbagliato.
Una volta concordata
una lista di regole fondamentali, fatela affiggere affinché la
classe possa consultarla.
Due aspetti possono
essere problematici: gli alunni o linsegnante potrebbero infrangere
le regole e/o le regole della classe potrebbero non essere compatibili
con le regole degli altri insegnanti o con quelle della stessa amministrazione
scolastica. Nel primo caso, cè bisogno di una discussione
più approfondita e di unaccurata riflessione sul perché
le cose stiano andando male. È sempre più difficile raggiungere
lordine attraverso il consenso generale piuttosto che attraverso
il semplice controllo. Il processo che porta al raggiungimento di questo
consenso richiede compromessi e attente negoziazioni ed è proprio
questo processo ad assumere un valore educativo. Nel secondo caso, gli
studenti devono solo riuscire ad accettare le differenze che esistono
tra linterno e lesterno della classe. In alternativa, si
può sempre cercare di fare in modo che tutte o alcune di queste
regole siano adottate dallintera scuola.
Rifletti sui tuoi diritti
umani e sulle tue responsabilità
Avendo elaborato
alcune regole per la classe, il prossimo passo è naturalmente
quello di prendere in considerazione questi stessi aspetti su scala
universale.
15. Progetto
per una comunità mondiale
Chiedete
alla classe di immaginare (come descritto nel primo capitolo) di avere
il compito di scrivere le regole per lintera comunità
mondiale. Come progettisti non possono sapere chi saranno quando
loro stessi si uniranno a tale comunità; ovvero se saranno
maschi o femmine, ricchi o poveri, giovani o vecchi, in qualche modo
invalidi, o appartenenti ad una particolare razza, gruppo etnico,
cultura o religione.
Ancora una
volta questattività può essere messa in pratica
da tutti gli alunni insieme, o in piccoli gruppi, o ancora individualmente,
prevedendo relazioni successive alla classe. E la stessa sequenza
(dalle «esigenze», ai «bisogni», ai «diritti
e responsabilità») sarà daiuto nel definire
gli standard minimi dei diritti umani.
16. La Dichiarazione
universale dei diritti umani
I risultati
dellattività precedente possono essere messi a confronto
con il testo della Dichiarazione universale, così come proclamata
dalle Nazioni Unite nel 1948. Un esempio di un possibile approccio
è fornito qui di seguito, attraverso una comparazione del testo
originale con una versione che utilizza un linguaggio più
semplice* .
Lobiettivo è quello di mostrare agli studenti cosa è
stato scritto una generazione fa con lintento di fornire una
lista esauriente sui principi fondamentali dei diritti umani.
Dichiarazione
universale dei diritti umani (1948)
versione
semplificata
Articolo
1
Quando nascono,
i bambini sono liberi e hanno diritto ad essere trattati tutti nello
stesso modo. Hanno tutti ragione e coscienza e devono comportarsi amichevolmente
con gli altri bambini.
Articolo
2
I diritti
stabiliti in questa Dichiarazione valgono per tutti. Non importa:
- se sono
maschi o femmine
- qual è
il colore della loro pelle
- quale lingua
parlano
- che cosa
pensano
- in quale
religione credono
- se sono
più o meno ricchi
- a quale
gruppo sociale appartengono
- da quale
paese provengono.
Inoltre, non
ci deve essere nessuna differenza tra le persone che vivono in un paese
indipendente e quelle che vivono in un paese che non lo è.
Articolo
3
Hai il diritto
di vivere, e di vivere in libertà e in condizioni sicurezza.
Articolo
4
Nessuno ha
il diritto di trattarti da schiavo e tu non devi rendere nessuno tuo
schiavo.
Articolo
5
Nessuno ha
il diritto di torturarti.
Articolo
6
Hai il diritto
di essere protetto dalla legge nello stesso modo in tutte le parti del
mondo.
Articolo
7
La legge è
uguale per tutti e deve essere applicata nello stesso modo per tutti.
Articolo
8
Quando i diritti
garantiti dal tuo Stato non vengono rispettati, devi avere la possibilità
di essere aiutato dalla legge.
Articolo
9
Nessuno ha
il diritto di arrestarti, di tenerti in prigione, o di mandarti via
dal tuo paese ingiustamente, o senza un buon motivo.
Articolo
10
Se devi essere
processato, questo deve avvenire in pubblico. Le persone che ti giudicano
non devono lasciarsi influenzare dagli altri.
Articolo
11
Hai il diritto
di essere considerato innocente finché non viene provato che
sei colpevole. Se sei accusato di un reato, devi sempre avere il diritto
di difenderti. Nessuno ha il diritto di condannarti o di punirti per
qualcosa che non hai fatto.
Articolo
12
Hai il diritto
di essere protetto se qualcuno cerca di danneggiare il tuo buon nome,
di entrare in casa tua, di aprire le tue lettere, o di dare fastidio
a te e alla tua famiglia senza una buona ragione.
Articolo
13
Hai il diritto
di muoverti come vuoi allinterno del tuo paese. Hai il diritto
di lasciare il tuo paese per un altro e di rientrare nel tuo paese se
lo desideri.
Articolo
14
Se qualcuno
ti fa del male, hai il diritto di andare in un altro paese e chiedere
di essere protetto.
Perdi questo
diritto se hai ucciso qualcuno e se non rispetti i principi scritti
in questa Dichiarazione.
Articolo
15
Hai il diritto
di essere cittadino di un paese e, se lo desideri, nessuno può
impedirti, senza una buona ragione, di diventare cittadino di un altro
paese.
Articolo
16
Dal momento
in cui la legge te lo permette, hai il diritto di sposarti e di avere
una famiglia. In questo, non devono essere considerati ostacoli né
il colore della tua pelle, né il paese da cui provieni, né
la religione. Gli uomini e le donne hanno gli stessi diritti sia quando
sono sposati che quando si separano.
Nessuno ha
il diritto di costringere una persona a sposarsi.
Il governo
di ogni paese deve proteggere sia le famiglie che ogni persona che ne
fa parte.
Articolo
17
Hai il diritto
di possedere delle cose e nessuno può portartele via senza una
buona ragione.
Articolo
18
Hai il diritto
di professare liberamente la tua religione, di cambiarla, e di praticarla
sia da solo che con altre persone.
Articolo
19
Hai il diritto
di pensare e di dire quello che vuoi, e nessuno può proibirti
di farlo.
Hai il diritto
di scambiare le tue idee anche con persone provenienti da altri paesi.
Articolo
20
Hai il diritto
di organizzare riunioni pacifiche o di prendervi parte in modo pacifico.
È sbagliato obbligare qualcuno a fare parte di un gruppo.
Articolo
21
Hai il diritto
di partecipare alle questioni politiche del tuo paese, sia facendo parte
del governo, sia scegliendo politici che hanno le tue stesse idee.
I governi
devono essere eletti con elezioni periodiche e il voto deve essere segreto.
Hai il diritto di votare e tutti i voti devono avere lo stesso valore.
Hai diritto ad accedere ai pubblici impieghi come tutti gli altri.
Articolo
22
La società
in cui vivi deve aiutarti a sviluppare e ad usare nella maniera migliore
tutte le possibilità (cultura, lavoro, assistenza sociale) offerte
a te e a tutti gli uomini e a tutte le donne del tuo paese.
Articolo
23
Hai il diritto
di lavorare, di essere libero di scegliere il tuo lavoro, di ricevere
uno stipendio che ti permetta di vivere e di mantenere la tua famiglia.
Se un uomo e una donna fanno lo stesso lavoro devono essere pagati allo
stesso modo. Tutte le persone che lavorano hanno il diritto di unirsi
e di difendere insieme i propri interessi.
Articolo
24
Le giornate
lavorative non devono essere troppo lunghe, perché tutti hanno
il diritto di riposarsi e di prendersi delle vacanze periodiche e retribuite.
Articolo
25
Hai il diritto
di avere tutto quello di cui hai bisogno per garantire a te stesso e
alla tua famiglia: di non ammalarvi; di non avere fame; di avere dei
vestiti e una casa; di essere aiutati se siete senza lavoro, se siete
ammalati, se siete vecchi, se la moglie o il marito sono morti, o se
non riuscite a guadagnarvi da vivere per qualsiasi altra ragione che
non dipende da voi.
Hanno diritto
a ricevere un aiuto speciale sia la madre che sta per avere un bambino
che il suo bambino. Tutti i bambini hanno gli stessi diritti, sia se
la madre è sposata sia se non lo è.
Articolo
26
Hai il diritto
di andare a scuola e tutti devono andarci. La scuola elementare deve
essere gratuita. Devi poter imparare una professione o continuare gli
studi finché lo desideri. A scuola, devi poter sviluppare le
tue capacità e ti devono insegnare ad andare daccordo con
gli altri indipendentemente dalla loro razza, religione, o dal paese
dal quale provengono. I tuoi genitori hanno il diritto di scegliere
che cosa ti deve essere insegnato a scuola e in quale modo.
Articolo
27
Hai il diritto
di partecipare alle attività artistiche e scientifiche della
tua comunità e di riceverne tutti i vantaggi possibili. Le tue
opere di artista, scrittore o scienziato devono essere protette e devi
poterne ricavare dei benefici.
Articolo
28
Per fare sì
che i tuoi diritti siano rispettati ci deve essere un «ordine»
che possa proteggerli. Questo «ordine» deve essere locale
e mondiale.
Articolo
29
Hai dei doveri
verso la comunità, e solo dentro la comunità la tua personalità
può svilupparsi del tutto. La legge deve garantire i diritti
umani e permettere a tutti di rispettare gli altri e di essere a loro
volta rispettati.
Articolo
30
Nessuna società,
nessun essere umano, in nessuna parte del mondo, deve prendersi la responsabilità
di comportarsi in modo da distruggere i diritti stabiliti in questa
Dichiarazione.
Gli alunni possono
fare un esercizio simile utilizzando il testo del Patto internazionale
sui diritti economici, sociali e culturali e di quello sui diritti civili
e politici. Lesercizio può essere svolto per esempio immaginando
di dover spiegare ogni articolo a dei bambini più piccoli.
17. I diritti
dellinfanzia
Gli alunni
potrebbero essere interessati a valutare se esistono dei diritti e
delle responsabilità che li riguardano più specificamente,
non solo come persone ma come persone giovani, come bambini. Che cosa
è sbagliato fare o non fare a qualcuno solo perché si
dà il caso che in quel momento sia un bambino o una bambina?
La Dichiarazione dei diritti dellinfanzia delle Nazioni Unite
(1959) definisce alcuni principi di base. Come già per la Dichiarazione
universale, abbiamo
affiancato alla versione originale una versione semplificata*.
Dichiarazione
dei Diritti DELLINFANZIA
versione
semplificata
Principio
primo
I diritti
stabiliti in questa Dichiarazione valgono per tutti i bambini. Non importa
di che razza sono, qual è il colore della loro pelle, se sono
maschi o femmine, quale lingua parlano, qual è la loro religione,
qual è la loro opinione politica o di altro genere, dove sono
nati o di chi sono figli.
Principio
secondo
Tutti i bambini
hanno il diritto speciale di crescere e di svilupparsi (fisicamente
e spiritualmente) in maniera sana e normale, in libertà e in
modo dignitoso.
Principio
terzo
Tutti i bambini
hanno il diritto di avere un nome e di fare parte di un paese.
Principio
quarto
Tutti i bambini
hanno diritto ad essere accuditi in maniera particolare, ad essere protetti
e ad avere cibo buono, una casa e cure mediche adeguate.
Principio
quinto
Tutti i bambini
che sono in qualche modo handicappati hanno diritto a cure speciali.
Principio
sesto
Tutti i bambini
hanno il diritto di essere amati e compresi, preferibilmente dai genitori
o dalla famiglia. Quando questi non sono disponibili, deve essere lo
Stato a prendersi cura di loro.
Principio
settimo
Tutti i bambini
hanno il diritto di andare a scuola gratuitamente, di giocare e di avere
uguali opportunità di sviluppare la propria personalità
e di imparare ad essere responsabili ed utili.
I genitori
hanno delle responsabilità particolari nelleducazione e
nellorientamento dei figli.
Principio
ottavo
Tutti i bambini
hanno sempre il diritto ad essere tra i primi a ricevere aiuto.
Principio
nono
Tutti i bambini
hanno diritto ad essere protetti contro gli atti crudeli e contro lo
sfruttamento. Per esempio, non possono essere obbligati a fare un lavoro
che ostacoli il loro sviluppo sia fisico che mentale.
I bambini
non devono lavorare se sono troppo piccoli e inoltre non devono lavorare
nei casi in cui il lavoro potrebbe minacciare la loro salute e il loro
sviluppo fisico e mentale.
Principio
decimo
Tutti i bambini
devono essere educati alla pace, alla comprensione, alla tolleranza
e allamicizia tra i popoli.
In alcuni paesi
ci sono persino delle pubblicità in televisione sui diritti dellinfanzia.
Se lo desiderano, gli alunni possono produrne di simili. Le «pubblicità»
potranno poi essere recitate da piccoli gruppi di fronte allintera
classe.
18. Fili
comunicanti
Nello svolgimento
di una qualsiasi tra le discussioni proposte, cercate di organizzare
la classe (o i piccoli gruppi nei quali avrete deciso di dividerla)
in circoli. Date ad ogni gruppo un gomitolo di lana. Gli studenti
parleranno uno alla volta, facendo circolare il gomitolo che via via
si srotolerà. Ogni persona terrà stretto il filo nel
punto in cui passa tra le sue mani, e lo stringerà di nuovo
ogni volta che questo accade.
Alla fine
ci sarà una rete di fili che collegherà gli alunni gli
uni agli altri e mostrerà chiaramente lo schema delle comunicazioni
che si sono svolte allinterno del gruppo. Le persone che più
si fanno valere avranno più fili di lana delle altre.
|