"Insegnare i Diritti Umani"
a cura di Flavio Lotti e
Nicola Giandomenico
(Edizioni Gruppo Abele)
INTRODUZIONE
di Flavio Lotti e padre
Nicola Giandomenico
È possibile
insegnare i diritti umani? A chi spetta questo compito? Come si può
fare? In che modo si può essere efficaci? Le risposte contenute
in questo libro, sono chiare e si possono riassumere in cinque punti.
1. I diritti
umani, come la pace, si insegnano e si imparano. Ma per «insegnare
i diritti umani» è necessario percorrere un itinerario
nuovo.
2. Educare
ai diritti umani è una responsabilità di tutti: della
scuola, certamente, ma anche degli Stati, delle regioni, degli enti
locali, dei mezzi di comunicazione e, più in generale, di tutte
le forze educative.
3. Linsegnamento
dei diritti umani e della pace nella scuola non può restare
unattività marginale affidata alla buona volontà
degli insegnanti più sensibili ma deve diventare parte integrante
permanente dei programmi scolastici ed extrascolastici.
4. Leducazione
ai diritti umani non si deve limitare allinsegnamento dei valori
e dei principi ma deve essere orientata allazione.
5. I diritti
umani si insegnano rispettando i diritti umani. Non si può
parlare di pace o di diritti umani con metodi che li contraddicono
o li negano.
La promozione e
la difesa dei diritti umani non può prescindere da una corretta
e continua attività di educazione, che, in qualche modo, ne rappresenta
la premessa essenziale. Eppure ancora oggi linsegnamento dei diritti
umani resta unattività marginale destinata a poche, ancora
troppo poche, persone di buona volontà. Questo libro è
dedicato a loro. A tutti gli educatori ed insegnanti che volontariamente,
con cura e passione, sono impegnati nella diffusione della cultura della
pace e dei diritti umani. A tutti coloro che nella scuola, spesso isolati
o derisi dagli stessi colleghi, talvolta ignorati o ostacolati dai presidi,
si sforzano di portare avanti iniziative e programmi didattici centrati
sulleducazione alla pace e al rispetto dei diritti umani. A tutti
coloro che sentono molto forte il bisogno di riqualificarsi per essere
allaltezza delle nuove mete educative collegate alla cultura dei
diritti umani.
Questo libro, che
può essere utilizzato insieme al video «Tutti i diritti
umani per tutti», rappresenta uno strumento utile per proseguire
e migliorare il loro lavoro. La sua pubblicazione è parte della
Campagna nazionale di educazione ai diritti umani denominata «Tutti
i diritti umani per tutti» avviata nellautunno del 1997 dalla
Tavola della pace e dal Coordinamento nazionale degli enti locali per
la pace. Il progetto è realizzato in collaborazione con lAlto
Commissariato delle Nazioni Unite sui diritti umani, lUfficio
dellOnu in Italia, il Centro di studi e formazione per i diritti
delluomo e dei popoli dellUniversità di Padova, la
Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali e delle province autonome,
lUnione delle province italiane e comprende programmi e sussidi
didattici, corsi di formazione, pubblicazioni, seminari, convegni internazionali
e manifestazioni pubbliche (cfr. pp. 193-194).
Il cuore di questo
libro è rappresentato da un pacchetto di attività pratiche
per le scuole elementari, medie e superiori elaborate dal Centro delle
Nazioni Unite per i diritti umani*, con sede a Ginevra, che viene per
la prima volta tradotto e pubblicato in Italia. I suggerimenti e le
iniziative che vengono proposte in modo molto chiaro e accessibile a
tutti non sono solo una risposta a quelli che si domandano «cosa
fare?», ma anche a quelli che intendono capire «come?».
Il discorso sul
metodo è essenziale e, anzi, precede quello sui contenuti. La
verità è che «anche un insegnante di matematica può
educare ai diritti umani» a patto che sappia imboccare una strada
nuova riconoscendo la centralità delle «relazioni»
sulle discipline, scegliendo il metodo della partecipazione, mettendo
da parte le dinamiche della competizione, i comportamenti autoritari
e repressivi, linsegnamento senza relazione, il trasferimento
di informazioni senza comunicazione.
Leducazione
ai diritti umani si nutre di inediti contenuti interdisciplinari e deve
favorire i legami comunitari nella scuola, nella classe, con la famiglia,
ecc. È uneducazione che lotta contro le violazioni e le
discriminazioni, che prepara le persone a sostenere e difendere la democrazia,
la tolleranza, la nonviolenza. Educare ai diritti umani significa imparare
a coesistere, a convivere, a cooperare con persone di diversi gruppi
sociali e culturali, sentendosi portatori e depositari della stessa
dignità. Per questo è importante ricordare che insegnare
i diritti umani significa evitare «le prediche» e tutte le
forme di ipocrisia. Significa insegnare in modo da rispettare i diritti
umani già nella classe e nello stesso ambiente scolastico. Significa
educare ai diritti umani con i diritti umani.
Il discorso sul
metodo non è completo senza un forte richiamo agli obiettivi.
«Educare ai diritti umani ci ricorda la signora Mary Robinson,
alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, nella sua
lettera aperta non vuol dire solo insegnare i diritti umani ma
anche educare per promuovere i diritti umani. Il ruolo fondamentale
delleducazione ai diritti umani è rendere gli individui
in grado di difendere i propri diritti e quelli degli altri».
Questo significa
che leducazione alla pace e ai diritti umani deve essere orientata
allazione. «Significa sostiene il professore Antonio
Papisca partire dallidea che i diritti umani non sono dei
valori da contemplare, non sono un decalogo che è bello proclamare:
i diritti umani sono delle urgenze esistenziali. Si dice diritti umani
quando si ha veramente bisogno, quando si è nella sofferenza,
quando si è sotto il torchio di un potere prevaricatore, quando
si è in condizione di vita indigente. Allora i diritti umani
sono soprattutto ciò che essi implicano in termini di impegno
per la loro promozione e la loro protezione. Quindi, quando ci si forma
ai diritti umani, quando ci si impegna in programmi educativi per i
diritti umani, significa che bisogna subito chiedersi cosa posso e devo
fare io in questo momento, cosa devono fare le istituzioni, cosa possiamo
fare come associazioni, come gruppi. Quindi bisogna vedere subito i
diritti umani come percorsi di vita sociale, di vita politica e anche
di condivisione di beni».
Questo libro è
dedicato agli insegnanti di buona volontà. E il nostro augurio
è che il loro numero cresca ogni giorno. E, tuttavia, insieme
con la signora Mary Robinson vogliamo ricordare che se «gli insegnanti
a scuola hanno una grande responsabilità», molte responsabilità
ce lhanno anche i governi.
Perché i
governi, a conclusione della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite
sui diritti umani di Vienna, si sono impegnati a realizzare «Piani
nazionali di educazione ai diritti umani» e a far sì che
questi vengano inseriti nei programmi scolastici ed extrascolastici
per la creazione di una vera cultura dei diritti umani: «I governi,
con laiuto delle organizzazioni intergovernative, delle istituzioni
nazionali e delle organizzazioni non governative, devono promuovere
una maggiore consapevolezza in materia di diritti umani e di tolleranza
reciproca. La Conferenza fa appello agli Stati e alle istituzioni, affinché
includano i diritti umani, il diritto umanitario, la democrazia e lo
Stato di diritto nei programmi di tutte le istituzioni educative formali
e informali. Leducazione ai diritti umani deve comprendere la
pace, la democrazia, lo sviluppo e la giustizia sociale, come espresso
negli strumenti internazionali e regionali sui diritti umani, al fine
di raggiungere una comprensione e una consapevolezza comuni, finalizzate
al rafforzamento dellimpegno universale per i diritti umani. La
Conferenza mondiale sui diritti umani raccomanda che gli Stati sviluppino
programmi specifici e strategie al fine di assicurare la più
ampia educazione ai diritti umani e la diffusione dellinformazione,
prestando particolare attenzione ai bisogni delle donne».
Questo libro è
dunque anche un invito al Parlamento e al Governo a prendere più
sul serio gli impegni che ha sottoscritto insieme ad altri centosettanta
paesi di tutto il mondo. Se vogliamo promuovere i diritti umani a casa
nostra come nel resto del mondo dobbiamo innanzi tutto prendere più
sul serio la scuola, leducazione, la formazione anche in ambito
extrascolastico e adottare programmi specifici di educazione civica
e politica centrati sui diritti umani e la pace.
Leducazione
ai diritti umani è leducazione civica del futuro. Una educazione
che crea le basi per la formazione di cittadini responsabili, consapevoli
delle responsabilità e dei diritti di ciascuno e impegnati per
la loro tutela in Italia e nel resto del mondo.
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