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15 settembre 2009 – Il Rapporto sullo Sviluppo Mondiale 2010: Sviluppo e Cambiamenti Climatici afferma che i Paesi in via di sviluppo potrebbero passare a economie a basse emissioni di carbonio e, contemporaneamente, promuovere lo sviluppo e ridurre la povertà, ma questo dipende dall’assistenza tecnica e finanziaria proveniente dai Paesi ad alto reddito.
I Paesi ad alto reddito, inoltre, devono agire velocemente per ridurre il contenuto di carbonio e promuovere lo sviluppo di fonti di energia alternativa al fine di far fronte ai cambiamenti climatici. Se si agisse ora, un mondo “climate-smart” sarebbe possibile e i costi per ottenerlo sarebbero alti, ma ancora gestibili.
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 AGIRE ORA
Agire ora è essenziale, altrimenti non ci sarebbero altre vie percorribili e i costi aumenterebbero se il mondo continuasse a perseguire strade che comportano alte emissioni di carbonio e surriscaldamento, fenomeno in gran parte irreversibile. I cambiamenti climatici stanno già minando gli sforzi per migliorare le condizioni di vita e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Non allontanarsi dai 2° C superiori ai livelli preindustriali, probabilmente il massimo che può essere fatto, richiede una vera e propria rivoluzione energetica.
 AGIRE INSIEME
Agire insieme è fondamentale per mantenere costi sostenibili e spetta ai Paesi ad alto reddito intraprendere azioni drastiche per ridurre le proprie emissioni. Questo offrirebbe maggiore tolleranza (pollution space) ai Paesi in via di sviluppo, ma soprattutto, stimolerebbe l’innovazione e la richiesta di nuove tecnologie affinché essi possano progredire rapidamente.

AGIRE IN MODO DIVERSO
Agire in modo diverso è necessario per permettere un futuro sostenibile in un mondo in continuo cambiamento. Nei prossimi decenni il sistema energetico mondiale deve essere trasformato per far sì che le emissioni si riducano tra il 50 e l’80 percento. Le infrastrutture devono essere costruite in modo da tale da resistere anche a condizioni climatiche estreme. Per sfamare 3 miliardi in più di persone senza gravare ulteriormente su un ecosistema già debilitato deve migliorare la produttività agricola e l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua.
Il Rapporto in pillole: le questioni principali.
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