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L'ICTY lancia un Rapporto congiunto con OSCE e UNICRI sui procedimenti giudiziari legati ai crimini di guerra nell'ex Jugoslavia PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Settembre 2009 15:15
ICTY

L’Aja, 23 settembre 2009 - Il Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY) e le sue organizzazioni partner hanno presentato oggi un Rapporto congiunto sui bisogni di capacity building della magistratura locale nell’affrontare i procedimenti sui crimini di guerra nella regione dell’ex Jugoslavia.


Il Rapporto intitolato “Supporting the Transition Process: Lessons Learned and Best Practices in Knowledge Transfer” è il risultato di un anno di collaborazione fra l’ICTY, l’Ufficio dell’OSCE per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODHIR) e l’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI). Il Rapporto individua i bisogni principali dei giudici nell’ex Jugoslavia e l’efficacia degli sforzi di capacity building condotti finora.

 

Nel corso della presentazione, il Presidente dell’ICTY, Giudice Patrick Robinson ha sottolineato che la collaborazione con i giudici nazionali è parte integrante della strategia di completamento del Tribunale nonché un strumento fondamentale per garantirne il lascito.

 

“Giustizia, pace e stato di diritto sono obiettivi che tutti condividiamo. La capacity building delle giurisdizioni nazionali nell’ex Jugoslavia è fondamentale per raggiungere questi scopi, e noi continueremo a lavorare insieme ai nostri partner nella regione e altrove per contribuire alla riuscita di questo processo”, ha affermato il Presidente Robinson.

 

Il Direttore dell’ODHIR, Ambasciator Janez Lenarčič, il Direttore dell’UNICRI, Sandro Calvani e il Direttore del Dipartimento per i Diritti Umani della Missione OSCE in Bosnia ed Erzegovina,  James Rodehaver, sono intervenuti durante la presentazione.

 

Il Rapporto esamina sette diversi settori che sono considerati essenziali nei procedimenti su crimini di guerra nella regione: conoscenza e applicazione del diritto penale internazionale e del diritto internazionale umanitario nel contesto legale nazionale, indagini e analisi, incriminazione, difesa, processo e procedimento d’appello, outreach e sostegno alle vittime/testimoni.

 

Durante le consultazioni con le controparti locali sono state individuate una serie di priorità per azioni future come, ad esempio, la produzione di trascrizioni dei processi dell’ICTY nelle lingue della regione, principalmente bosniaco, croato e serbo, che i rappresentanti delle giurisdizioni della regione considerano di enorme valore per le indagini e i processi nazionali.

 

Le raccomandazioni del Rapporto mirano a supportare le attività delle autorità locali nell’ex Jugoslavia, nonché le organizzazioni internazionali che promuovono il processo di capacity building. L’ICTY, l’ODIHR e l’UNICRI si augurano di ottenere finanziamenti dall’Unione Europea al fine di applicare le raccomandazioni principali del Rapporto.


Il testo completo del Rapporto è disponibile sul sito dell'ODIHR: http://www.osce.org/odihr/

 
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