| La crisi economico finanziaria lontana dall'essere risolta, avverte l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite sul commercio |
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| Mercoledì 09 Settembre 2009 13:39 |
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Il Rapporto dell’UNCTAD identifica l’eccessiva assunzione di rischio come causa della crisi economica che ha colpito tutto il mondo durante lo scorso anno, resa possibile dalla deregulation finanziaria e dall’utilizzo di dubbi strumenti finanziari. Secondo il Rapporto sul Commercio e lo Sviluppo 2009, la crisi, che inizialmente ha investito il settore finanziario, si è ora tradotta in una drammatica recessione economica su vasta scala, con un prodotto interno lordo (PIL) mondiale che si stima quest’anno possa scendere di più del 2.5 percento. Per quest’anno si prevede una contrazione del 4 percento del PIL dei paesi sviluppati, un crollo di più del 6 percento della produzione delle cosiddette “economie in transizione” e un rallentamento della crescita dei paesi in via di sviluppo dal 5.4 percento registrata nel 2008 all’1.3 percento del 2009. “Le prospettive non sono rosee”, ha detto Heiner Flassbeck, Direttore della Divisione dell’UNCTAD sulla Globalizzazione e Strategie di Sviluppo, ai giornalisti di New York. Il direttor Flassbeck ha avvertito che nelle circostanze più ottimistiche ci vorranno almeno sei anni prima che molti paesi possano raggiungere i livelli di PIL toccati nel 2007, prima della crisi. “Su scala globale ci sono solo due cose che possono promuovere la crescita”, ha aggiunto. “Una è il consumo, l’altra l’investimento. Nient’altro, purtroppo.” Ha notato, inoltre, che i crescenti tassi di disoccupazione e i bassi salari sono ostacoli al consumo e i nuovi investimenti sono limitati da una scarsa produttività e da tagli nei profitti. “Possiamo solo fare appello ai Governi affinché continuino a stimolare l’economia”, ha detto il direttor Flassbeck sottolineando che “tutti i discorsi su prime exit strategy sono prematuri. Il mondo deve attendere almeno uno/due anni prima che gli incentivi possono essere ritirati e il settore privato possa procedere da solo.” Inoltre, secondo il Rapporto, le banche hanno ancora bisogno di essere ricapitalizzate e i loro bilanci ripuliti dai titoli tossici prima che possano tornare a svolgere il loro ruolo tradizionale di fornitori di credito agli investitori, a capitale fisso. Il Rapporto pone anche l’accento sugli elementi di riforma della struttura finanziaria internazionale, che dice essere attesi da molto tempo, richiedendo un ripensamento della governance finanziaria mondiale per stabilizzare il commercio e le relazioni finanziarie riducendo i potenziali profitti derivanti dai flussi speculativi di capitale. Ciò limiterà la probabilità che in futuro possano riverificarsi crisi simili e aiuterà a creare un ambiente macroeconomico stabile che conduca alla crescita e a cambiamenti strutturali non traumatici nei paesi poveri.
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8 settembre 2009 – La portata e la profondità della recessione globale sono senza precedenti, tali da non lasciare indenne alcun paese, afferma un nuovo rapporto pubblicato oggi dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo che prevede un futuro economico oscuro.