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Il DESA lancia un rapporto cruciale sui cambiamenti climatici PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Settembre 2009 10:13

DESAMentre i negoziati per un nuovo accordo globale sul clima entrano nella loro fase finale, le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto che analizza le crescenti esigenze dei Paesi in via di sviluppo in un momento in cui la minaccia di un mondo surriscaldato si aggiunge alle sfide costanti per lo sviluppo.

Il rapporto si sofferma su ciò che la comunità internazionale deve fare affinché gli obiettivi di sviluppo e le finalità climatiche possano procedere di pari passo.


I funzionari della Divisione per le Politiche e l’Analisi dello Sviluppo e della Divisione per lo Sviluppo Sostenibile facenti parte del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali e i funzionari del Segretariato del Forum delle Nazioni Unite sulle Foreste hanno sviluppato questo tempestivo rapporto al fine di far fronte a ciò che il Segretario Generale ha definito come “una delle sfide più importanti che l’umanità abbia mai affrontato”.

Per maggiori informazioni e per scaricare documenti, visita il sito web della Development Policy and Analysis Division.

 

Il World Economic and Social Survey 2009: Promoting Development, Saving the Planet è stato presentato oggi a Ginevra da Richard Kozul-Wright, team leader del Rapporto, e a New York da Rob Vos, Direttore della Divisione del DESA per le Politiche e l’Analisi dello Sviluppo e da Tariq Banuri, Direttore della Divisione per lo Sviluppo Sostenibile/Segretariato CSD.

Jomo K. Sundaram, Assistente del Segretario Generale per lo Sviluppo Economico e Noeleen Heyzer, Segretario Esecutivo della Commissione Economica e Sociale per l’Asia e il Pacifico (ESCAP), hanno presentato il rapporto rispettivamente a Johannesburg e Bangkok. Sono previste ulteriori presentazioni a Pechino, Islamabad, Mosca, Nairobi, Nuova Delhi e Santiago.

Saranno necessari adeguamenti considerevoli e un notevole impegno politico se i Paesi passeranno ad economie a basso apporto di emissioni nei tempi richiesti. Ma la vera sfida sarà assicurare che tutto ciò avvenga in modo equo e senza scostarsi dagli obiettivi di sviluppo.

Questo richiederà un forte ripensamento delle politiche fin d’ora applicate e un significativo aumento delle risorse, finanziarie e tecnologiche, a livello multilaterale.

 

Il Rapporto

 

L’analisi del World Economic and Social Survey 2009 su cambiamenti climatici e sviluppo poggia sulla necessità di tale ripensamento. Le prove scientifiche sono chiare riguardo all’azione dell’uomo come causa dei pericolosi cambiamenti climatici.

C’è una corsa contro il tempo per cercare di mantenere le temperature globali al di sotto dei limiti di sicurezza. I leader mondiali sono d’accordo sul fatto che il pianeta non può più sostenere un aumento superiore ai 2 gradi della temperatura media globale che, secondo il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), si traduce in un taglio delle emissioni globali fra il 50 e l’80 percento entro il 2050.

Questa importante pubblicazione del DESA sostiene che non riuscire a far fronte all’attuale livello di disuguaglianza mondiale entro i prossimi cinquant’anni, mentre il mondo si attiva per risolvere i problemi climatici, sarebbe economicamente, politicamente ed eticamente inaccettabile. Inoltre, afferma che bassi livelli di emissioni e maggiori traguardi di sviluppo sono entrambi desiderabili e necessari.

Il rapporto rileva che soluzioni di mercato, fra cui lo sviluppo di un mercato del carbone, non fornirà ai Paesi in via di sviluppo le risorse richieste per raggiungere i traguardi auspicati. Piuttosto, il rapporto raccomanda una combinazione di investimenti pubblici su larga scala e una più attiva azione politica.

Per rendere tale trasformazione possibile sarà necessario un impegno politico forte e sostenuto da parte dei governi dei Paesi in via di sviluppo e, in misura ancor maggiore, un sostegno multilaterale efficace e consistente in ambito sia finanziario che di trasferimento di tecnologia.

L’onere ricade sulle economie avanzate che hanno le risorse e il compito di assumersi maggiori responsabilità non solo per ridurre le proprie emissioni, ma anche per aiutare le nazioni in via di sviluppo ad intraprendere azioni di riduzione e adattamento in modo proporzionato e con l’urgenza richiesta per proteggere il pianeta.

Il rapporto si rifiuta di utilizzare qualunque tipo di modello politico per raggiungere tali obiettivi, ma piuttosto esamina i singoli fattori chiave al fine di identificare le migliori opzioni disponibili per i Paesi a diverso livello di sviluppo.

In particolare, esso si focalizza sulle potenziali sinergie che si generano attraverso grandi investimenti su efficienza energetica, energie rinnovabili e riduzione della vulnerabilità agli sconvolgimenti climatici.

 
Scarica il Rapporto

 
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