ONUITALIA
Home Notizie Ottobre 2010 Rapporto The World’s Women 2010
Rapporto The World’s Women 2010 PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Ottobre 2010 14:59

Le Nazioni Unite pubblicano un complesso di statistiche sulla condizione femminile nel mondo

 

La relazione sottolinea i progressi della condizione femminile nell’ambito dell’istruzione, della sanità e della partecipazione economica, ma anche relativamente al divario tra uomini e donne riguardo alla loro presenza nella vita pubblica.

 

New York, Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali, Divisione Statistica, 20 ottobre 2010 - Le Nazioni Unite oggi hanno presentato il rapporto World's Women 2010: trends and statistics”, una raccolta dei dati più recenti che documentano i progressi della condizione femminile in tutto il mondo in otto aree principali: popolazione e famiglia, sanità, istruzione, lavoro, potere decisionale, violenze contro le donne, ambiente e povertà.

 

Nell'introduzione del rapporto, il Segretario Generale Ban Ki-moon rileva che la qualità della vita per le ragazze è migliorata, con diverse percentuali, in tutto il mondo; in particolare nei settori della scolarizzazione, della salute e della partecipazione economica Ma al tempo stesso, chiarisce che “resta ancora tanto da fare, in particolare per colmare il divario tra uomini e donne nella partecipazione alla vita pubblica e per combattere le molte forme di violenza cui sono sottoposte".

 

"La mia speranza è che questa pubblicazione venga utilizzata per promuovere un ambiente sociale ed economico che assicuri parità di trattamento tra donne e uomini e migliori significativamente la condizione delle donne nel mondo", ha scritto Sha Zukang, Sottosegretario delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali nella prefazione. "Il rapporto dovrebbe anche servire da modello per sviluppare statistiche analoghe per singoli paesi, aree geografiche, regioni e province, favorendo così l’elaborazione di politiche concrete".

 

"Questo rapporto è pubblicato oggi, in occasione della prima Giornata Mondiale della Statistica, per sottolineare come le statistiche ufficiali possano offrire ai responsabili politici dati utili e imparziali. Quindici anni dopo la Conferenza di Pechino sulle donne, queste statistiche continuano ad aiutarli neò loro impegno di affermare l’uguaglianza di genere in tutto il mondo ", ha dichiarato Paul Cheung, Direttore della Divisione Statistica delle Nazioni Unite, che redige questo rapporto ogni cinque anni dal 1991.

 

I risultati del rapporto World's Women 2010 riguardano le seguenti aree:

 

POPOLAZIONE E FAMIGLIA:

Nel mondo ci sono circa 57 milioni di uomini in più rispetto alle donne. Nel 2010, alcune aree registrano un’evidente "carenza" di uomini, mentre altre di donne. In generale, l'Europa è la zona che vanta più donne rispetto agli uomini. Al contrario, in alcuni dei paesi più popolati si osserva una carenza di donne. Ad esempio la Cina presenta un rapporto di 108 uomini su 100 donne, l’India di 107, il Pakistan di 106 e il Bangladesh di 102.

 

Anche se la percentuale di donne di età che va dai 60 anni in su supera il 50% in tutte le aree, in Europa orientale è molto più alta, attestandosi intorno al 63%. Anche in Sud Africa la percentuale è piuttosto alta: intorno al 59%.

 

Mentre la percentuale di ragazze sposate di 15 anni o meno è normalmente abbastanza bassa, in Niger arriva al 20% circa.

 

SALUTE

Le donne sono più esposte degli uomini alle morti dovute a malattie cardiovascolari. A livello globale, queste malattie sono state la principale causa di morte nel 2004, determinando il 32% dei decessi femminili e il 27% di quelli maschili.

 

Nonostante l’aumento della percentuale di donne che hanno ricevuto cure prenatali, l’Africa sub-sahariana da sola ha registrato 270.000 morti di parto nel 2005, ossia la metà del totale delle morti di questo tipo nel mondo.

 

A Panama e in Messico, rispettivamente il 36% e il 34% delle donne sono obese. In Qatar e negli Emirati Arabi Uniti il 45% e il 31%.

 

Nella maggior parte dei paesi, si registra invece poca differenza nella percentuale di ragazze e ragazzi sottopeso, il che ci suggerisce che non c’è differenza a livello nutrizionale tra i due sessi.

 

ISTRUZIONE

A livello globale, la percentuale di bambine iscritte alla scuola elementare è aumentato dal 79 all'86% nel periodo tra il 1999 e il 2007. Ma nell’Africa centrale e occidentale si registrano le percentuali più basse del mondo, con meno del 60% delle ragazze iscritte alla scuola elementare.

 

A cavallo del nuovo millennio, si stimava che 105 milioni di ragazze e ragazzi in età scolare in tutto il mondo non frequentassero la scuola. Questa cifra era scesa a circa 72 milioni nel 2007, con un calo del 31%. Le bambine rappresentavano il 54% dei minori in età scolare non iscritti a scuola, una percentuale inferiore al 58% del 1999. Il tasso di ragazze escluse dall’istruzione era il più alto negli Stati Arabi, attestandosi al 61%.

 

Per quanto riguarda l’acceso all'istruzione siperiore, il primato degli uomini registra un’inversione di tendenza a livello mondiale e l'equilibrio si è spostato a favore delle donne, ad eccezione dell'Africa sub-sahariana e dell’Asia meridionale e occidentale.

 

Il divario tra uomo e donna nel campo delle tecnologie è ancora molto diffuso. In generale, si afferma in modo più netto tra i paesi meno sviluppati con bassa presenza di Internet, ma si manifesta anche in molti paesi sviluppati.

 

LAVORO
Oggi le donne di età compresa tra 25 e 54 anni, nella maggior parte delle aree del mondo, vantano una percentuale di partecipazione alla forza lavoro superiore rispetto a quella del 1990.

 

Gli stipendi percepiti dalle donne si aggirano tra il 70 e il 90% di quelli dei maschi che ricoprono lo stesso ruolo.

 

O lavori cosiddetti “vulnerabili”, in quanto non vengono riconosciuti, come ad esempio i lavori in proprio o di collaborazione all’interno della famiglia, sono preponderanti in Africa e Asia, specialmente tra le donne. Queste lavoratrici risentono della precarietà del lavoro e della carenza di reti di protezione.


Ancora oggi le donne raramente ricoprono posizioni di un certo rango, potere e autorità e vengono impiegate in occupazioni tradizionalmente maschili, come quelle dei “colletti bianchi”.


La maternità continua a rappresentare una fonte di discriminazione sul lavoro. Nonostante le leggi in materia, molte donne incinte ancora oggi perdono il lavoro e le cause contro licenziamenti intimati durante la gravidanza sono frequenti nei tribunali.

POTERE E CAPACITà DECISIONALE
Le posizioni di Capo di Stato o di Governo rimangono un obiettivo irraggiungibile per le donne. Nel 2009 entrambe queste cariche sono state ricoperte da solo 14 donne nel mondo.


Solo in 23 paesi le donne rappresentano una percentuale significativa - oltre il 30%–nel proprio parlamento nazionale.


Delle 500 maggiori società al mondo, solo 13 hanno avuto un amministratore delegato di sesso femminile nel 2009.

VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Le donne sono soggette a diverse forme di violenza: fisica, sessuale, psicologica ed economica – sia all’interno che al di fuori delle loro case.


La percentuale di donne che hanno subito violenza fisica almeno una volta nel corso della propria vita varia da un minimo del 12% fino ad oltre il 59%, a seconda della zona in cui vivono.


Le mutilazioni genitali femminili registrano un lieve declino in Africa.

AMBIENTE
Le donne nelle zone rurali del’Africa sub-sahariana sono generalmente incaricate della raccolta dell’acqua. Un viaggio andata e ritorno dalla sorgente d’acqua dura in media un’ora e 22 minuti nelle aree rurali della Somalia e un’ora e 11 minuti in quelle della Mauritania.


La maggioranza delle famiglie nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale e sud-orientale bruciano combustibili solidi per  cucinare all’aperto o usando fornelli tradizionali senza cappa o camini, incidendo in maniera eccessiva sulla salute delle donne.

POVERTà
Le famiglie composte da madri sole con figli piccoli hanno più probabilità di essere povere di quelle composte da padri single con figli piccoli.


Le leggi attualmente in vigore in Africa e in circa la metà dei paesi dell’Asia limitano l’accesso delle donne alla terra e ad altri tipi di proprietà.

 

Elementi di disparità nei confronti delle donne riguardo ai diritti di eredità si sono registrati in 45 sui 48 stati africani e in 25 sui 42 paesi asiatici presi in esame.

 

Per leggere il rapporto, clicca qui

 

 
Leggi le altre notizie Onuitalia.it
- Collegati al nostro archivio diviso per mesi
- Collegati all'elenco completo di tutte le notizie del 2010
- Utilizza il motore di ricerca interno che trovi in altro a destra
Copyright © 2012 Onuitalia.it. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.