| Apertura del primo corso in Italia sui beni confiscati Siglato un accordo tra le Nazioni Unite (UNICRI) e l’Università di Palermo |
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| Venerdì 15 Ottobre 2010 11:31 |
UNICRI, 15 ottobre 2010. È stato inaugurato oggi presso l’Università di Palermo il primo corso di alta specializzazione sulla gestione dei beni confiscati. Il corso, organizzato dal Dipartimento DEMS dell’Università di Palermo, è sviluppato in collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia, l’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e l’UNICRI, Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia.
Durante la cerimonia di apertura, l’UNICRI ha firmato un accordo con l’Università di Palermo che crea le basi di una collaborazione di lungo termine tra le organizzazioni. L’accordo prevede la creazione di una sinergia per l’attuazione e la gestione del corso, lo sviluppo di ulteriori attività di formazione rivolte al personale giudiziario europeo e internazionale, e la messa a punto di progetti di cooperazione tecnica e di ricerca.
Durante la cerimonia il Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, ha ricevuto una targa di solidarietà come riconoscimento per il lavoro svolto come magistrato e per il suo coraggioso impegno nel contrasto alle mafie. Giuseppe Pignatone è stato recentemente vittima di gravi intimidazioni. All’evento hanno altresì partecipato il Rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla; il Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso; il Direttore dell’Agenzia Italiana dei Beni Confiscati, Mario Morcone; il Direttore del Master, Salvatore Costantino; il Direttore del Dipartimento Dems, Giovanni Fiandaca, l’Incaricato d’Affari dell’UNICRI, Kristiina Kangaspunta; il Procuratore di Palermo, Francesco Messineo, i magistrati Croce, Lari, Scarpinato; il Prefetto e il Questore.
Secondo la rappresentante dell’UNICRI, Kristiina Kangaspunta, “Questo accordo getta le basi per un significativo scambio di esperienze a livello nazionale e internazionale. La collaborazione tra l’UNICRI e le istituzioni coinvolte consentirà inoltre lo sviluppo di nuove importanti iniziative per ampliare le possibilità di utilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata: un passo fondamentale nella lotta alle mafie. Se da una parte la confisca dei beni priva i criminali dei loro proventi illeciti, una giusta destinazione degli stessi più consentire di risarcire le comunità locali che maggiormente hanno subito le conseguenze delle azioni criminali. Creare professionalità nella gestione di tali risorse è di fondamentale importanza.”
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