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25 Novembre 2009: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Novembre 2009 14:02
ban“Il nostro obiettivo è chiaro: porre fine a questi crimini ingiustificabili – lo stupro come arma di guerra, la violenza domestica, il traffico a scopo di sfruttamento sessuale, i cosiddetti “delitti d’onore” o le mutilazioni genitali femminili. Dobbiamo affrontare le cause di questa violenza eliminando ogni forma di discriminazione e cambiando la forma mentis che la alimenta.”

Segretario Generale Ban Ki-moon
Messaggio in occasione della Giornata Internazionale per l'Eliminazione dela Violenza contro le Donne
25 Novembre 2009




Violenza contro le donne

 

La violenza contro le donne giovani e adulte è una delle violazioni di diritti umani più diffuse. Questa può riguardare l’abuso fisico, sessuale, psicologico ed economico e va oltre i limiti di età, razza, cultura, benessere e posizione geografica. Si verifica a casa, sulla strada, nelle scuole, sul luogo di lavoro, nei campi, nei campi profughi, durante scontri e crisi. Si manifesta in diversi modi, dalle forme più comuni di violenza domestica e sessuale, le convenzioni sociali dannose, l’abuso durante la gravidanza, fino ai cosiddetti delitti d’onore e altri tipi di femminicidio.

Gli strumenti legali nazionali e internazionali hanno sottolineato gli obblighi degli Stati nel prevenire, sradicare e punire la violenza contro le donne giovani e adulte. La Convenzione sull’Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne (CEDAW) richiede che i Paesi parte della Convenzione adottino tutte le misure necessarie per porre fine alla violenza. Tuttavia, la prevalenza della violenza contro le donne giovani e adulte mostra come questa pandemia globale di enormi proporzioni debba ancora essere affrontata con l’impegno politico e le risorse necessarie.

 

In tutto il mondo più di sei donne su dieci hanno subito nel corso della propria vita violenze fisiche e/o sessuali. Uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Salute su 24.000 donne in 10 Paesi ha rilevato che la prevalenza di atti di violenza fisica e/o sessuale causati dal partner variavano dal 15 percento del Giappone urbano al 71 percento nell Etiopia rurale, mentre nella maggior parte delle aree la percentuale oscillava dal 30 al 60 percento.

 

Le conseguenze della violenza contro le donne giovani e adulte sono di vasta portata: danneggia le famiglie e le comunità. Per le donne giovani e adulte di età compresa tra i 16 e i 44 anni, la violenza è la causa principale di morte e disabilità. Nel 1994, uno studio condotto dalla Banca Mondiale su sei fattori di rischio che affrontano le donne giovani e adulte di questa fascia di età, lo stupro e la violenza domestica sono risultate più pericolose del tumore, degli incidenti stradali, della guerra e della malaria. Gli studi hanno rivelato, inoltre, una relazione sempre più stretta tra la violenza contro le donne e l’HIV/AIDS. Un sondaggio condotto su 1.366 donne sudafricane mostrava come le donne che erano state picchiate dai loro partner fossero più esposte del 48 percento al rischio di contrarre l’HIV rispetto a coloro che non avevano subito maltrattamenti.

 

La violenza basata sul genere non solo viola i diritti umani, ma minaccia anche la produtività, riduce il capitale umano e ostacola la crescita economica. Un Rapporto pubblicato nel 2003 dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti stima che i costi della violenza causata dal partner negli Stati Uniti superano i 5.8 miliardi di dollari ogni anno: 4.1 milioni di dollari vengono impiegati per i servizi di assistenza medica e sanitaria mentre la produttività subisce un calo di 1.8 miliaridi di dollari a causa dell’assenteismo.

 

I Paesi hanno compiuto enormi progressi nell’affrontare la violenza contro le donne giovani e adulte. Secondo uno Studio Approfondito di Tutte le Forme di Violenza cntro le Donne condotto nel 2006 dal Segretario Generale, 89 Paesi possiedono una legislazione sulla violenza domestica e un numero cresciente di Paesi ha istituito dei piani d’azione nazionali. Lo stupro coniugale è un reato perseguibile in 104 Stati e 90 Paesi possiedono delle leggi sulla molestia sessuale. In 102 Paesi non esistono provvedimenti legali specifici contro la violenza domestica e lo stupro coniugale non è un reato perseguibile in almeno 53 nazioni.

 

donne

 

L’UNIFEM svolge un ruolo fondamentale nel sostenere la campagna del Segretario Generale delle Nazioni Unite lanciata nel 2008: UNiTE to End Violence against Women. La campagna richiede a tutti i Paesi di introdurre, entro il 2015, leggi severe, piani d’azione multi settoriali, misure preventive, raccolta di dati e azioni sistematiche per affrontare la questione della violenza sessuale nei conflitti.

 

 

 

donneL’iniziativa Say NO to violence against women mira a promuovere gli obiettivi prefissati dalla campagna UNiTE to End Violence against Women attraverso la mobilitazoine sociale. Il 25 novembre 2009, Say NO ha presetntato al Segretario Generale più di 5 milioni di firme, dimostrando il sostegno pubblico nel rendere la fine delle violenza contro le donne una priorità per i governi di ogni parte del mondo.

 

Questa iniziativa è stata rilanciata come piattaforma di supporto innovativa volta a stimolare e mostrare le azioni intraprese in merito e incentrare l’attenzione sugli sforzi condotti a livello globale. Migliaia di azioni intraprese da organizzazioni e individui che sono state registrate nelle scorse settimane mostrano l’ondata di attività volute in tutto il mondo da persone determinate a porre fine a questa orrenda violazione dei diritti umani.

 

 

In occasione dell’Anniversario di quest’anno il Segretario Generale integrerà alla sua campagna una Network of Men Leaders per esortare gli uomini di tutto il mondo ad impegnarsi nell’eliminare la violenza contro le donne giovani e adulte.

 

La Network è stata lanciata dal Segretario Generale il 24 novembre 2009 durante la cerimonia ufficiale delle Nazioni Unite per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne.

 

La violenza nel mondo

 

donneLa violenza contro le donne giovani e adulte è un problema dalle proporzioni pandemiche. I dati finora disponibili mostrano che il 70 percento delle donne subisce, nel corso della propria vita, violenza fisica o sessuale da uomini che, nella maggior parte dei casi, sono mariti, partner o qualcuno che conoscono. Nelle donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni gli atti di violenza causano più decessi e disabilità del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e della guerra. La violenza contro le donne, la violazione dei diritti umani ad oggi più diffusa, distrugge vite, frattura comunità e rallenta lo sviluppo. Può assumere diverse forme e si verifica in molti ambienti: violenza tra le mura domestiche, abuso sessuale delle ragazze nelle scuole, molestia sessuale sul lavoro, stupro da mariti o estranei, violenza nei campi profughi o come tattica di guerra.

 

Femmicidio – omicidio delle donne perchè sono donne

  • Negli Stati Uniti un terzo delle donne assassinate ogni anno viene ucciso dai propri partner.
  • In Sud Africa, ogni sei ore una donna viene uccisa dal proprio partner.
  • In India, nel 2007 sono state uccise 22 donne per ragioni legate alla dote.
  • In Guatemala, vengono uccise in media due donne al giorno.

Tratta

  • Delle 800.000  persone trafficate ogni anno, l’80 percento sono donne giovani e adulte, di cui la maggioranza (79 percento) trafficate per lo sfruttamento sessuale.

Convenzioni sociali dannose

  • Circa dai 100 ai 140 milioni di donne giovani e adulte nel mondo hanno subito mutilazioni genitali femminili; più di 3 milioni di ragazze ogni anno rischiano di essere sottoposte a questa pratica in Africa.
  • Più di 60 milioni di ragazze nel mondo sono spose bambine (sposate prima di aver compito i 18 anni); la maggior parte di esse si trova in Sud Asia (31.1 milioni) e nell’Africa Subsahariana (14.1 milioni).

Violenza sessuale contro donne giovani e adulte

  • Circa 150 milioni di ragazze di età inferiore ai 18 anni hanno subito forme di violenza sessuale nel solo 2002.
  • Una donna su quattro ha subito violenza fisica e/o sessuale durante la gravidanza, facendo aumentare la probabilità di aborti spontanei, nascita di feto morto e aborti. Più del 53 percento delle donne che hanno subito abusi fisici dai loro partner sono state colpite all’addome.
  • A San Paolo, Brasile, viene molestata una donna ogni 15 secondi.
  • In Ecuador, il 37 percento delle adolescenti violentate nelle scuole hanno subito violenza sessuale dai propri insegnanti.

Lo stupro come un modo di fare guerra

 

  • Circa dalle 250.000 alle 500.000 di donne giovani e adulte sono state stuprate durante il genocidio in Rwanda del 1994.
  • Nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, sono stati documentati dal 1996 almeno 200.000 casi di violenza sessuale, di cui la maggior parte perpetrati a donne giovani e adulte, malgrado le cifre attuali siano molto più alte.

Il costo della violenza contro le donne

  • La violenza domestica, da sola, costa circa 1.16 mliardi di dollari in Canada e 5.8 miliardi di dollari negli Stati Uniti. In Australia, la violenza contro donne e bambini costa circa 11.38 miliardi di dollari l’anno.

Molestia sessuale

  • Tra il 40 e il 50 percento delle donne che vivono nei Paesi dell’Unione Europea hanno subito proposte sessuali non gradite, contatti fisici ed altre forme di molestia sessuale sul proprio luogo di lavoro.
  • Negli Stati Uniti l’83 percento delle ragazze di età compresa tra i 12 e i 16 anni ha subito forme di violenza sessuale nelle scuole pubbliche.



Come nasce la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne: le sorelle Mirabal

 

 

sorelle

 

Quarantacinque anni fa Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dal dittatore Trujillo (1930-1961), furono fermate da agenti segreti del servizio militare, mentre si recavano a fare visita ai loro mariti in prigione, assieme alla sorella Patria.

Dopo avere subito numerose torture furono chiuse nell’abitacolo della macchina nella quale viaggiavano e spinte in un precipizio, al fine di simulare una morte accidentale. Oggi sono il simbolo internazionale della battaglia contro la violenza alle donne.

 

L’Onu ha reso indelebile il loro ricordo nel 1998, proclamando il 25 novembre, anniversario della loro morte, la giornata internazionale contro la violenza alle donne.

La bellezza e la vivacità delle quattro sorelle Mirabal, soprannominate ‘las mariposas’, le farfalle, sono ancora oggi ricordate in tutta l'America Latina e nel mondo.

Nate in una famiglia benestante e colta, le quattro ragazze rimasero sempre legate da un affetto complesso e profondo, nonostante le notevoli diversità di carattere: la ribelle Minerva sceglie giovanissima di essere avvocato degli oppressi; Patria, la devota, arriva alla guerriglia per le vie imperscrutabili della fede religiosa; Maria Teresa, frivola e romantica s’impegna nella causa per amore.

 

Belgica Adele Mirabal, più conosciuta come Dedé, è l’unica sorella sopravvissuta ed ha recentemente aiutato Julia Alvarez nella stesura di “Il tempo delle farfalle” in cui si racconta la storia delle Mirabal, soprannominate “les mariposas” (le farfalle appunto) per bellezza e vivacità, testimonianza di una vicenda di importante valore storico e politico.

(tratto dal Comunicato stampa, Empoli, 24 ottobre 2005 in occasione della presentazione de “Il tempo delle farfalle” al Liceo ‘Virgilio’).

 
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