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Rapporto UNEP sull’ambiente e i conflitti armati PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 14:39
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“Protecting the environment during armed conflict: an inventory and analysis of international law” è un nuovo Rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) pubblicato in concomitanza con la Giornata Internazionale per la Prevenzione dello Sfuttamento dell’Ambiente che si celebra il 6 novembre di ogni anno.


Questo Rapporto descrive e analizza le leggi internazionali che proteggono l’ambiente durante i conflitti armati. Con l’obiettivo di identificare le attuali mancanze e debolezze di questo sistema, gli autori esaminano i provvedimenti rilevanti adottati da quattro organismi di diritto internazionale: il diritto internazionale umanitario (IHL), il diritto penale internazionale (ICL), il diritto ambientale internazionale (IEL) e il diritto internazionale dei diritti umani (HRL). Il Rapporto termina con dodici raccomandazioni concrete su come rafforzare e attuare questo quadro legale.

 

Malgrado la protezione fornita da molti strumenti legali, l’ambiente continua ad essere la vittima silenziosa dei conflitti armati in tutto il mondo. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha condotto, a partire dal 1999, più di venti valutazioni post-conflitto utilizzando strumenti scientifici all’avanguardia per determinare l’impatto ambientale provocato dalla guerra. Dal Kosovo all’Afghanistan, dal Sudan fino alla Striscia di Gaza, l’UNEP ha rilevato che i conflitti armati causano gravi danni all’ambiente e alle comunità che dipendono dalle risorse natuarali. I danni ambientali, sia diretti che indiretti, insieme al crollo delle istituzioni, provocano rischi ambientali che minacciano la salute, i mezzi di sussistenza e la sicurezza delle persone e, infine, danneggiano il processo di ricostruzione della pace post-conflitto.

 

I risultati di queste valutazioni mostrano, inoltre, che lo sfruttamento e il commercio illegale delle risorse naturali alimenta i conflitti armati, soprattutto in quei Paesi dove il sistema legislativo e le istituzioni sono deboli o inesistenti. Poichè la ricostruzione della pace riguarda spesso l’allocazione, l’accesso e la proprietà di risorse, è fondamentale rafforzarne la protezione durante i conflitti armati. Non ci può essere una pace duratura se le risorse naturali che assicurano i mezzi di sussistenza vengono danneggiate, degradate e distrutte. L’attuale quadro legale internazionale contiene molti provvedimenti che proteggono, sia direttamente che indirettamente, l’ambiente e amministrano l’uso delle risorse naturali durante i conflitti armati. Eppure, questi provvedimenti non sempre sono stati applicati o messi in pratica in modo efficace. Laddove la comunità internazionale ha cercato di responsabilizzare gli Stati e gli individui sui danni ambientali causati durante i conflitti armati, i risultati sono stati deludenti, con una sola eccezione: l’Iraq fu ritenuto responsabile dei danni causati durante la Guerra del Golfo 1990-1991.

 

Leggi il Rapporto.

 

 
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