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E' stato pubblicato il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2009 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Luglio 2009 09:11

MDGs

Il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio annuncia che i recenti progressi nell’eliminazione della povertà e della fame sono messi in pericolo dalle crisi economica ed alimentare.

 

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite incita i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo ad accrescere gli sforzi e ad ottemperare agli impegni assunti in materia di aiuto.

 

 

Ginevra, 6 luglio – A metà strada dalla scadenza del 2015 per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, i maggiori progressi nella lotta alla povertà e alla fame cominciano a rallentare o persino ad invertire il proprio ritmo a causa delle crisi globali economica ed alimentare, è quanto evidenziato dal Rapporto delle Nazioni Unite.

 

Questa  valutazione, resa pubblica dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon a Ginevra, ha l’intento di avvertire che, malgrado gli innumerevoli successi, i progressi complessivi sono stati troppo lenti perché la maggior parte degli obiettivi siano realizzati entro il 2015.

 

“Non possiamo permettere che un clima economico così sfavorevole ci ostacoli nella realizzazione degli impegni assunti nel 2000”, dice il Segretario Generale nella prefazione al Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. “La comunità Internazionale non può ignorare i poveri e i vulnerabili”. Aggiunge poi: “è il momento di accelerare il progresso verso il raggiungimento dei MDGs. Gli obiettivi sono raggiungibili, persino nei paesi più poveri, con un impegno politico decisivo e fondi adeguati e costanti”.

 


GLOBALMENTE, LA SITUAZIONE E’ ETEROGENEA 

  • I progressi nell’eliminazione della fame registratisi dai primi anni Novanta – quando la percentuale di persone che soffrono la fame è diminuita dal 20 per cento del 1990-1992 al 16 per cento del 2004-2006 –si sono invertiti nel 2008, soprattutto a causa dell’aumento del prezzo del cibo. Una diminuzione nei prezzi dei generi alimentari a livello internazionale nella seconda metà del 2008 non si è tradotta in cibo più accessibile per la maggior parte della popolazione mondiale.
  • Nel periodo tra il 1990 e il 2005, il numero di persone che vive con meno di 1.25 $ al giorno è diminuito da 1.8 miliardi a 1.4 miliardi (prima della crisi economica e dell’aumento dei prezzi del cibo). Ma i maggiori progressi nella lotta contro la povertà estrema è probabile si arrestino, come gli indicatori mostrano, sebbene i dati che rivelano l’incidenza complessiva della recente depressione economica non siano ancora disponibili. Si stima che nel 2009, 55 - 90 milioni  di individui si aggiungeranno al numero di persone che vivono in estrema povertà previsto prima della crisi.
  • Più di un quarto dei bambini nelle regioni in via di sviluppo sono sottopeso per la loro età, e l’esiguo progresso registrato nel campo dell’alimentazione infantile è insufficiente per il  raggiungimento del target del 2015. E’ probabile che il progresso sarà ulteriormente minacciato dall’alto prezzo dei prodotti alimentari e dalla turbolenza economica.
  • Il tasso di disoccupazione globale potrebbe raggiungere dal 6.1 al 7.0 per cento per gli uomini e dal 6.5 al 7.4 per cento per le donne (molte delle quali restano intrappolate in lavori precari- sovente non remunerati), frenando i progressi verso il raggiungimento della parità di genere.

 

Il rapporto indica, inotre, che molti miglioramenti erano dovuti alla caduta dei tassi di povertà nell’Asia dell’Est. Altrove invece i progressi sono stati più lenti. L’Africa sub-sahariana contava nel 2005 100 milioni di persone in estrema povertà in più rispetto al 1990, e il tasso di povertà restava al di sopra del 50 per cento.

 

Il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio informa anche che le difficoltà nel finanziamento dei programmi per il miglioramento della salute materna sono evidenti (Obiettivo 5), trattandosi dell’Obiettivo rispetto al quale sono stati raggiunti i minori progressi. La maggior parte dei Paesi in via di sviluppo ha sperimentato dalla metà degli anni Novanta una considerevole riduzione nel finanziamento – calcolato per donna -  della pianificazione familiare da parte dei donatori, malgrado l’innegabile contributo di tali programmi alla salute materna e infantile.

 

La stessa capacità dei Paesi di finanziare programmi  per lo sviluppo potrebbe essere in pericolo. I redditi da esportazione dei Paesi in via di sviluppo sono diminuiti nel corso dell’ultimo trimestre del 2008, non appena il tracollo finanziario nelle economie ad alto reddito ha iniziato gradualmente a diffondersi . E’ probabile che il debt service ratio (indicatore del servizio del debito) delle esportazioni dei Paesi in via di sviluppo si deteriori ulteriormente, soprattutto per quei Paesi che hanno visto i redditi da esportazione aumentare negli ultimi anni.

 

Durante il Summit del G8 a Greneagles e il Summit mondiale dell’Assemblea Generale che si è tenuto più tardi in quello stesso anno, i donatori si sono impegnati ad accrescere  il loro aiuto. La maggior parte di questi impegni rimane valida, ma dato che l’economia mondiale si è contratta nel 2009, come anticipato, l’intero ammontare di tali impegni, espressi come percentuale del reddito nazionale, potrebbe diminuire . Per molti Paesi sviluppati, un livello di aiuto più basso costituirebbe non soltanto un freno al progresso, ma potrebbe anche compromettere i risultati già ottenuti, è quanto rileva il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

 

 

I MAGGIORI SUCCESSI SONO STATI REGISTRATI PRIMA DELLA CRISI ECONOMICA

 

Il rapporto enumera  i notevoli progressi compiuti da molti Paesi e regioni prima che il paesaggio economico cambiasse radicalmente nel 2008: 

  • Nel mondo in via di sviluppo il tasso di scolarizzazione primaria ha raggiunto l’88 per cento nel 2007, contro l’83 per cento nel 2000. Nell’Africa Sub-Sahariana e nell’Asia del Sud è cresciuto di 15 e 11 punti percentuali, rispettivamente dal 2000 al 2007.
  • La mortalità dei bambini con età al di sotto dei 5 anni è diminuita costantemente in tutto il mondo – da 12.6 milioni nel 1990 a circa 9 milioni nel 2007, malgrado la crescita della popolazione. Sebbene il tasso di mortalità infantile rimanga il più alto nell’Africa sub Sahariana, si sono registrati considerevoli miglioramenti in settori chiave, inclusa la distribuzione di zanzariere trattate con insetticida per ridurre l’incidenza della malaria- maggiore causa di mortalità per i bambini. Grazie alle vaccinazioni di “second chance” sono stati compiuti progressi sensazionali anche nella lotta contro il morbillo.
  • A livello mondiale, il numero di nuovi casi affetti da HIV ha raggiunto i suoi valori massimi nel 1996 ed è diminuito a 2.7 milioni nel 2007. Il numero stimato di decessi per AIDS ha toccato i suoi valori massimi nel 2005,  2.2 milioni, e si è ridotto a 2 milioni nel 2007, in parte a causa del miglior accesso ai trattamenti antiretrovirali nei Paesi più poveri. Il numero di persone che vive con l’HIV nel mondo – stimato a 33 milioni nel 2007 – continua a crescere, soprattutto grazie al fatto che le persone affette dall’HIV oggi sopravvivono più a lungo.

  

LE SFIDE

 

Il Rapporto invita i governi e gli stakeholders (persone coinvolte) ad accrescere gli sforzi volti alla creazione di posti di lavoro dignitosi per tutti, inclusi donne e giovani. Il documento evidenzia come le opportunità di lavoro per le donne nell’Asia del Sud, nell’Africa del Nord e in Asia occidentale rimangano estremamente scarse.

 

Il target (meta) dell’eliminazione delle disuguaglianze di genere nell’insegnamento  primario e secondario entro il 2005 non è stato raggiunto. Il rapporto esorta i governi ad intensificare gli sforzi volti alla scolarizzazione di tutti i bambini, in particolare quelli che vivono in comunità rurali, ed eliminare le disuguaglianze nel campo dell’educazione, fondate sul genere e sulla appartenenza etnica.

 

Secondo il rapporto maggiori politiche dovranno essere indirizzate alla riduzione della mortalità materna, soprattutto nell’Africa Sub-Sahariana e nell’Asia del Sud. E’ necessaria una rapida accelerazione nei progressi al fine di fornire migliori servizi igienici – toilettes o latrine- a 1. 4 miliardi di persone che ancora non ne dispongono, altrimenti il target non sarà raggiunto entro il 2015. I miglioramenti apportati agli Slum riescono con difficoltà ad andare al passo con la rapida crescita delle città dei Paesi in via di sviluppo.

 

Il Sottosegretario Generale degli Affari Economici e Sociali, Sha Zukang ha descritto il Rapporto come la valutazione globale sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio più completa che sia mai stata fatta. È basata, ha detto, su un insieme di dati raccolti da più di 20 organizzazioni appartenenti e non al sistema delle Nazioni Unite, inclusa la Banca Mondiale e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE).



Leggi il testo integrale del Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2009


 
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