| Conferenza Stampa per il Lancio del Rapporto 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio |
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| Lunedì 21 Giugno 2010 15:01 |
Conferenza Stampa a Bruxelles per il lancio del Rapporto 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
Quando? 23 giugno 2010, ore 11:00. Dove? International Press Centre, Club Room, rue de la Loi/Wetstraat, 155, Bruxelles. Cosa? “MDG 2010: Keeping the promise” (Obiettivi di Sviluppo del Millennio 2010: Mantenendo la promessa), rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Chi? - Antonio Vigilante, Direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Bruxelles; - Nicola Harrigton-Buhay, Vice Direttore Politica e Comunicazione del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, Ufficio di Bruxelles. Il rapporto sarà presentato in inglese. Altre lingue disponibili per le interviste: francese, italiano e spagnolo.
Per ulteriori informazioni contattare: Jean-Luc Onckelinx, UNRIC +32 476 215 485; Alexandra Froger, UNRIC, + 32 2 788 84 61
Siete pregati di inviare una email di conferma della vostra partecipazione a:: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Contesto: Il rapporto di quest’anno presenta una valutazione puntuale e critica dei progressi fatti verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ed è pubblicato alcuni mesi prima dell’incontro tra i leader mondiali, previsto a settembre a New York, per rinnovare l’impegno preso dieci anni fa. Molti paesi, inclusi alcuni tra i più poveri, stanno facendo passi avanti, dimostrando che avere fissato obiettivi audaci e collettivi nella battaglia contro la povertà, ha prodotto risultati. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio hanno fatto la differenza per tutti quegli individui che hanno tratto beneficio dalla costituzione di un progetto di responsabilità definito nel tempo e con obiettivi quantitativi. Ma impegni non rispettati, risorse inadeguate, mancanza di responsabilità e dedizione insufficiente allo sviluppo sostenibile hanno creato deficit in molte aree. Alcuni di questi deficit sono stati aggravati da crisi globali quali quella alimentare e quella economico/finanziaria. I dati e le analisi forniscono una prova chiara che gli interventi fissati, sostenuti da fondi adeguati e impegno politico, hanno portato a rapidi progressi in alcune aree. In altre, i gruppo più poveri, quelli che non hanno educazione o vivono in zone ancora più remote, sono stati dimenticati e non sono stati dotati dei mezzi per poter migliorare le proprie condizioni di vita. Tali progressi sono tuttavia discontinui. E senza un forte impulso, molti tra gli obiettivi potrebbero non essere raggiunti in molte regioni. Nuove e vecchie sfide minacciano di rallentare ulteriormente gli sviluppi in alcune aree o perfino annullare i succesi finora raggiunti. La domanda critica oggi riguarda come trasformare il ritmo del cambiamento, rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi dieci anni, in un processo drammaticamente più veloce in un contesto internazionale in evoluzione con nuove e accentuate sfide, come la gestione del cambiamento climatico, affrontare il problema del cibo, le crisi energetiche e finanziarie. La presentazione del rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio avviene dopo la recente adozione del Consiglio UE di un documento sull’incontro del prossimo settembre e alcune settimane dopo che l’Ufficio delle Nazioni Unite di Bruxelles ha presentato il proprio rapporto annuale sulla collaborazione tra Nazioni Unite e Unione Europea, includendo aree che hanno un impatto fondamentale sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
IL RAPPORTO 2010 SUGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO
(Nazioni Unite, New York – 23 giugno) – E’ probabile che i nuovi dati sui tassi di mortalità di madri e bambini incoraggino i leader del G8, che nel loro incontro durante il fine settimana, faranno della salute – tema a lungo considerata un’area trascurata tra gli sforzi per lo sviluppo internazionale - una priorità per il 2010 .
Secondo il Rapporto annuale ONU sui progressi in materia di Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) il numero di decessi tra i bambini di età inferiore ai cinque anni è sceso dai 12,6 milioni del 1990 a circa 8,8 milioni nel 2008, dati che corrispondono ad una diminuzione del tasso di mortalità da 100 morti su 1000, vivi alla nascita, a 72 su 1000 nel 2008 (una diminuzione del 28%). Ma i progressi si situano comunque al di sotto dell’Obiettivo numero 4 degli MDG, che prevede la diminuzione di due terzi del tasso di mortalità infantile tra il 1990 e il 2015: milioni di bambini continuano così a morire ogni anno ad un’età tragicamente giovane.
Molti paesi hanno registrato progressi sulla mortalità materna e gli ultimi dati preliminari indicano che alcuni stati hanno raggiunto sostanziali diminuzioni. Tuttavia, secondo il Rapporto ONU, il tasso di riduzione è ancora lontano da quel 5,5% annuo necessario per raggiungere il traguardo previsto dall’Obiettivo numero 5, cioè ridurre drasticamente il tasso di mortalità materna di tre quarti tra il 1990 e il 2015. Centinaia di migliaia di donne, 99% delle quali in paesi in via di sviluppo, muoiono ogni anno in seguito a gravidanza e parto.
Qualche tempo fa, in occasione del lancio di un piano d’azione congiunto tra governi, imprese, fondazioni e società civile, il Segretario Generale Ban Ki-moon ha dichiarato che “per troppo tempo la salute di madri e bambini è stata presa scarsamente in considerazione dagli MDG”, affermando inoltre che donne e bambini “potrebbero essere il motore dello sviluppo”, poiché le donne sono la forza del progresso e i bambini sani sono il punto di partenza per una cittadinanza più forte, educata e maggiormente produttiva.
La salute materna è difficile da misurare, a causa della scarsità e dell’imprecisione dei dati sui fattori che maggiormente causano la mortalità materna. Ma il Rapporto 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite mostra che la distanza tra ambiente rurale e urbano nell’assistenza specializzata al parto è diminuita e un numero maggiore di donne riceve cure specializzate durante la gravidanza.
Obiettivo numero 6 - lotta alle malattie mortali Nel lanciare la sua iniziativa per un piano congiunto, il Segretario Generale Ban Ki-moon ha citato i progressi fatti contro l’HIV/AIDS come esempio di ciò che uno sforzo collettivo può realizzare; i dati riportati nel MDG Report 2010 corroborano questa affermazione.
“La diffusione del virus HIV sembra essersi stabilizzata in gran parte delle regioni e sempre più persone sopravvivono più a lungo”, dichiara il Rapporto, annotando i progressi sull’obiettivo MDG che vuole arrestare la pandemia dell’AIDS e iniziare ad invertire la tendenza. La mortalità dovuta all’AIDS ha toccato un picco di 2,2 milioni di vittime nel 2004. Nel 2008 il numero di morti è sceso a 2 milioni.
Tra i bersagli dell’azione del sesto MDG ci sono malattie mortali come lAIDS, malaria e tubercolosi (TBC). La diffusione della tubercolosi è diminuita nelle regioni in via di sviluppo, da 310 su 1000 persone nel 1990 a 210 su 1000 nel 2008. Tuttavia, contenuto all’interno di un processo di diminuzione generale, c’è un aumento del tasso di diffusione nell’Africa sub-Sahariana, da 300 su 1000 a 490 su 1000, durante lo stesso lasso di tempo. Secondo le Nazioni Unite, il tasso di mortalità della TBC nell’Africa sub-Sahariana era in crescita durante il 2003, ma da quel momento in poi la situazione si è ribaltata e il tasso ha iniziato a diminuire, sebbene non ancora ai livelli degli anni 1990.
Metà della popolazione mondiale è a rischio di contrarre la malaria. Il Rapporto MDG 2010 indica che ci sono stati circa 243 milioni di casi e quasi 863 mila vittime nel 2008. Di queste morti, l’89 % ha avuto luogo in Africa.
Dati più accurati sono disponibili circa il rapido aumento della produzione e uso di zanzariere trattate con insetticida. In tutta l’Africa, la proporzione di bambini di età inferiore ai cinque anni che dormono sotto zanzariere trattate con insetticidi si è moltiplicata tra il 2000 e il 2009 – un fattore che certamente sta contribuendo ai miglioramenti nel tasso di mortalità infantile.
I leader mondiali devono scegliere la strategia fino al 2015 Durante il vertice delle Nazioni Unite il prossimo settembre, i leader mondiali cercheranno un accordo sulla strategia per incrementare gli attuali successi e colmare il divario nel conseguimento di tutti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015, anno stabilito come termine. Al vertice sono attesi più di cento Capi di Stato e di Governo, insieme ai leader del settore privato, delle fondazioni e delle organizzazioni della società civile.
Gli MDG sono stati concordati durante il Vertice del Millennio delle Nazioni Unite del 2000; essi stabiliscono una serie di obiettivi di portata mondiale, da realizzarsi entro il 2015, per la riduzione della povertà estrema e della fame, per il miglioramento della salute e dell’educazione, per dare potere alle donne e per assicurare la sostenibilità ambientale.
Il Rapporto 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, una valutazione annuale dei progressi regionali raggiunti verso la realizzazione degli Obiettivi, evidenzia i dati più esaustivi e aggiornati compilati da oltre 25 agenzie ONU e internazionali. Realizzato dal Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, il rapporto è stato designato dall’Assemblea Generale dell’ONU come contributo ufficiale per il Summit sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. L’insieme completo dei dati utilizzati per preparare il rapporto è disponibile al link http://mdgs.un.org.
Per ulteriori informazioni, materiale giornalistico e lista dei contatti stampa tra le agenzie, fare riferimento alla pagina www.un.org/millenniumgoals. Contatti stampa: Martina Donlon, e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , +1 212-963-6816 Pragati Pascale, e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , +1 212-963-6870 UN Department of Public Information (New York)
Per leggere il rapporto, visita il sito dell'UNRIC: http://www.unric.org/html/MDG_Report_2010_Eng.pdf
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