PRIMO DECENNIO INTERNAZIONALE
per l'eliminazione della povertà


FACCE DELLA POVERTÀ

"Ricordate la faccia dell 'uomo più povero e più debole che abbiate mai visto e chiedetevi se cio che state contemplando di attuare avrà& per lui una qualche utilità. Ne guadagnerà qualche cosa? Gli restituirà una qualche forma di controllo sulla sua vita e sul suo destino? In altre parole, condurrà alla f ducia in se stessi i milioni di affamati e quelli che stanno morendo spiritualmente di fame? Ed allora vedrete i vostri dubbi, e voi stessi, dissolversi.
-Mahatma Gandhi




Le facce della povertà sono numerose. Ce n'è una ogni cinque. La maggioranza sono le facce delle donne -quelle donne che "sostengono metà del cielo", secondo l'antico proverbio cinese e senza le quali la vittoria nella lotta contro la povertà non potra essere raggiunta.

Vengono poi le facce dei bambini, dei giovani, dei disabili e degli anziani; degli indigeni, degli emigranti e dei rifugiati - quelli che il "progresso" ha spinto alla periferia. Definite collettivamente svantaggiati, o marginalizzati, queste sono le persone che debbono rappresentare il primo obiettivo di ogni serio sforzo per eliminare l'indigenza dalla faccia della terra.

La povertà si manifesta del resto in molte forme: come una miseria endemica e di massa nei paesi più poveri e meno sviluppati; come sacche di indigenza che rimangono persino in mezzo alle nazioni più ricche; come improvviso impoverimento dovuto a disastri naturali o causati dall'uomo; come necessità temporanea determinata da un'ondata di licenziamenti; o come la sofferenza persistente ed a lungo termine dei marginalizzati che svolgono lavori servili per una paga irrisoria, quando non addirittura per niente. Ma in qualunque modo si manifesti, l'esclusione sociale che accompagna la povertà costituisce al medesimo tempo una violazione della dignità umana ed una minaccia alla vita stessa.


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