PRIMO DECENNIO INTERNAZIONALE
per l'eliminazione della povertà


LA GEOGRAFIA DELLA POVERTÀ


L'Urbanizzazione della Povertà

Sebbene circa un milione dei poveri di tutto il mondo viva attualmente nelle aree rurali, questa situazione sta cambiando rapidamente. Negli ultimi 40 anni, la popolazione urbana delle nazioni industrializzate è raddoppiata, mentre nei paesi in via di sviluppo essa si è addirittura quintuplicata.

Ma non stiamo assistendo soltanto ad una progressiva urbanizzazione mondiale, c'è anche una urbanizzazione della povertà. Secondo il Segretariato delle Nazioni Unite, la popolazione urbana, che nel 1950 rappresentava meno del 30% dell'umanita, è progresivamente cresciuta sino a costituire circa il 45% nel 1995. Per l'anno 2005, un essere umano ogni due vivrà in una città od in una cittadina.

Circa 300 milioni di persone tra quelle che vivono nelle città dei paesi in via di sviluppo versano in condizioni di povertà, senza redditi sufficienti nemmeno a soddisfare le più elementari necessità nutrizionali ed abitative. Ma la rapida crescita della popolazione nelle aree urbane sta causando delle considerevoli tensioni, non solamente sulle infrastrutture urbane e sull'edilizia, ma anche per quanto riguarda l'ambiente urbano.

Nel 1990, almeno 600 milioni di persone nelle aree urbane dei paesi in via di sviluppo vivevano in condizioni di salute precarie ed in circostanze tali da metterne a repentaglio la vita. In alcune città, oltre metà della popolazione vive nei bassifondi ed in insediamenti abusivi. La maggior parte delle persone che vivono in situazioni simili deve anche affrontare un altro problema: uno stato di perenne disoccupazione e sottoccupazione. La gran parte delle città e delle cittadine non è in grado di stare al passo con la crescita della popolazione urbana e non è in grado di offrire un sufficiente numero di opportunità di lavoro od abitazioni adeguate.

Come conseguenza, una larga parte dei 700 milioni di persone che si sono aggiunte alla popolazione urbana dei paesi in via di sviluppo nel corso di questo decennio, potrebbe ritrovarsi disoccupata o con un reddito estremamente basso.

"L'intensità e la rapidità con la quale le popolazioni sono andate concentrandosi nelle aree urbane, aumenta il sentimento di incertezza circa la vitalità dei modelli di consumo e sviluppo del nostro tempo", ha affermato il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Le città soffrono: Le tentacolari città del mondo -un tempo simboli di progresso, prosperità e speranza- stanno sempre più spesso tramutandosi in città della disperazione per una parte sempre più grande dell'umanità, secondo il Centro delle nazioni Unite per gli Insediamenti Umani (UNCHS), che ha patrocinato Habitat II -"il Summit delle città"- nel Giugno 1996 ad Istanbul.

"Città e cittadine -le fonti dell'attività economica, dell'innovazione, della libertà e della cultura- soffrono al giomo d'oggi di problemi di sovraffollamento, di servizi pubblici inadeguati, come pure di scarsa sicurezza". Mentre alcune città stanno diventando non solo più popolose, ma con un'età media dei suoi abitanti più bassa, in altre va riducendosi il numero degli abitanti, mentre la loro età media cresce.

Gli effetti di tale situazione vengono drammatizzati nella quantità e dai volti dei senza tetto urbani, ormai marcatamente in aumento persino nelle società industrializzate: per esempio, secondo il New York Times, oltre il 20% della popolazione nella più grande area metropolitana di New York vive al di sotto della soglia di povertà. Inoltre, secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano 1994, uno studio commissionato annualmente dall'UNDP, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, "negli ultimi cinque anni pressappoco 250 mila newyorchesi - più del 3% della popolazione cittadina ed oltre l'8% dei suoi bambini di colore - ha trovato riparo in rifugi di fortuna".

Anche in Europa, peraltro, le città stanno sempre più di frequente diventando le "case" dei senzatetto. A Londra sono stati registrati circa 400 mila senzatetto, mentre del mezzo milione di senza casa francesi, circa 10 mila si trovano a Parigi.

La situazione, poi, è persino peggiore nelle città dei paesi in via di sviluppo, dove più del 60% della popolazione vive in insediamenti abusivi oppure nei bassifondi. Come afferma il Rapporto, "a Calcutta, Dhaka e città del Messico, oltre il 25% della popolazione costituisce quella che viene a volte chiamata una popolazione fluttuante".

Dal momento che l'incidenza della povertà sul totale della popolazione sta crescendo in tutto il mondo, il Segretariato di Habitat II ha dovuto ammettere che l'obiettivo di assicurare a tutti un'abitazione adeguata entro la fine del millennio, secondo quanto affermato nel 1988 nella Strategia Globale per l'Alloggio nell'anno 2000, non verrà raggiunto.


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