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PRIMO DECENNIO INTERNAZIONALE LA GEOGRAFIA DELLA POVERTÀ"La povertà non rimane più, da tempo, all'interno dei confini nazionali. Al contrario, si è globalizzata. Viaggia attraverso i confini, senza bisogno di passaporto, sotto forma di droga, malattie, inquinamento, emigrazione, terrorismo ed instabilità politica." - Rapporto sullo Sviluppo Umano 1994 ![]()
Su scala mondiale, la povertà costituisce un problema prettamente rurale. Le nazioni povere sono nazioni la cui economia è un'economia essenzialmente agricola. Ed i poveri sono prevalentemente persone che vivono dei frutti della terra. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), ha evidenziato come, nelle nazioni più povere, oltre il 75% della popolazione viva nelle aree rurali, e come, di conseguenza, queste persone debbano fare affidamento sull'agricoltura per avere lavoro e reddito. Oltre a ciò, l'agricoltura pesa per circa il 40% sul Prodotto Nazionale Lordo (PNL) di queste nazioni e per più del 50% sul totale delle loro esportazioni. I poveri delle aree rurali: Quasi un miliardo dei poveri di tutto il mondo vive nelle zone rurali, e tale numero cresce costantemente e con regolarità, specialmente dopo i regressi che si sono verificati nel corso del cosiddetto "decennio perduto", gli anni '80. Attualmente, queste persone costituiscono pressappoco un quinto dell'intera popolazione mondiale.
- Nel 1988, è stato stimato che la percentuale di quanti, fra la popolazione rurale, viveva al di sotto della soglia di povertà era del 61% nell'America Latina e nei Caraibi; del 60% nell'Africa sub-Sahariana; del 31% in Asia e del 26% nel Nord Africa e nel Levante;
- Si è verificata una rapida crescita nell'incidenza delle famiglie rurali aventi una donna come capofamiglia, queste famiglie raggiungono attualmente il numero di 75 milioni. Oggi la maggioranza di coloro i quali vivono al di sotto della soglia di povertà nelle aree rurali è rappresentata dalle donne; a partire dal 1975, il loro numero è cresciuto del 50%, contro un aumento del 30% fra gli uomini;
- Anche quello dell'insicurezza alimentare, paradossalmente, è un problema tipicamente rurale. Degli 800 milioni di persone che in tutto il mondo soffrono di malnutrizione cronica, la stragrande maggioranza vive, infatti, nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo;
- Con popolazioni sempre più numerose, le proprietà terriere in molte regioni dei paesi in via di sviluppo stanno diventando sempre più piccole e frammentate; la completa, o quasi completa mancanza di beni immobili nelle aree rurali è in aumento, e nell'Asia Meridionale affligge almeno il 40% delle famiglie.
Sopravvivenza al di sopra della conservazione: La lotta per sopravvivere sovente insidia le vitali risorse naturali fondamento della popolazione rurale. Per esempio, soltanto durante gli ultimi trent'anni:
- La deforestazione delle foreste tropicali e dei terreni boscosi si è verificata ad un tasso di 11 milioni di ettari all'anno, a causa dei disperati tentativi fatti dai poveri per aumentare l'estensione delle aree coltivabili od ottenere legna da ardere;
- Se l'attuale perdita di 27 milioni di ettari all'anno (pari a 66.7 milioni di acri) continuerà, il mondo rischia di assistere alla progressiva desertificazione di tutte le terre coltivabili in meno di 200 anni.
Il benessere non raggiunge gli strati più poveri: Nel 1992, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) ha sviluppato quattro importanti indicatori -sicurezza alimentare, povertà integrale, bisogni fondamentali e benessere relativo- per quantificare la posizione relativa di ciascuna delle 113 nazioni prese in esame. Secondo le medie, le popolazioni rurali peggio classificate erano quelle del Bhutan, del Burkina Faso, della Somalia, della Mauritania e del Sudan, mentre le cinque migliori popolazioni rurali erano quelle di Cipro, di Malta, della Repubblica Coreana, di Barbados e di Mauritius.
Nonostante i progressi registrati come risultato di 40 anni di sforzi per lo sviluppo, le sofferenze rimangono, dal momento che ogni giorno mezzo miliardo di persone non ha di che mangiare a sufficienza e che, attualmente, 15 o 20 milioni tra essi muore ogni anno per inedia o a causa di malattie che vengono aggravate dalla malnutrizione.
Attirata dalla speranza di cibo, lavoro, servizi ed altre opportunità, una fetta sempre crescente della popolazione mondiale gravita intorno a paesi e città. Ne consegue che la povertà rurale alimenta la povertà urbana. E la gran parte di questi emigranti è costituita da uomini che, partendo, lasciano dietro di sé le proprie donne a badare alla terra ed alla famiglia.
LA GEOGRAFIA DELLA POVERTÀ
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