PRIMO DECENNIO INTERNAZIONALE
per l'eliminazione della povertà



LOTTA ALLA POVERTÀ MONDIALE: LA LOTTA SI FÀ PIÙ DURA

L’Asia è colpita duramente da una crisi finanziaria

L’Asia Orientale, dove sono stati fatti, nelle ultime decadi, i più grandi passi in avanti della storia nella lotta contro la povertà, ha subito un durissimo colpo dalle crisi finanziarie del 1997-1998.

Solo nel 1997, secondo il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, c’è stata un’uscita netta di $100 bilioni dall’Asia Orientale.

Nel 1998 il prodotto interno lordo in Indonesia è crollato del 15% e si prevede che il numero di persone che ricadranno in una condizione di povertà — con un reddito inferiore a US$1,25 giornaliero - raddoppierà fino ad arrivare a 56 milioni. La Banca Mondiale prevede che altri 2,3 milioni di persone entreranno a far parte delle schiere degli indigenti in Tailandia, 500.000 in Malesia e 665.000 nelle Filippine.

I livelli di povertà in questi paesi stanno tornando ad essere quelli degli anni novanta, spazzando via gli effetti di 10 anni di crescita.

Un rapporto del marzo 1999 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro attesta che fin dall’inizio della crisi, solo in Asia Orientale sono stati persi oltre 24 milioni di posti di lavoro. I tassi di disoccupazione si sono quasi raddoppiati nelle Filippine, salendo dal 7,4 al 13 % dal 1996 al 1998. In Indonesia, nello stesso periodo, la disoccupazione è aumentata dal 4 al 12 %.

Battuta d’arresto in Africa nella lotta contro la povertà

Quattro Africani su dieci vivono in condizioni di assoluta povertà e tutto lascia pensare che la povertà del continente stia aumentando. Secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, nell’Africa Sub-Sahariana il 51% della popolazione vive al di sotto della linea di povertà, con un reddito di US$34 al mese.

Per dimezzare la povertà in Africa entro il 2015, è necessaria una crescita annuale del 7% del PIL. Il tasso di crescita nel continente Africano, pari al 3,3% nel 1998 — il quarto anno consecutivo di crescita — è stato il più alto tra tutte le regioni del mondo. Ma questa crescita non è stata distribuita uniformemente lungo il continente; i tassi di crescita nell’Africa meridionale, orientale e occidentale nel 1998 hanno subito un declino secondo il Rapporto annuale del 1999 della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa.

America Latina

Le economie e i livelli di vita in America Latina furono fortemente colpiti dalla seconda ondata della crisi finanziaria mondiale.

Secondo la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’America Latina, sono stati fatti progressi incoraggianti, negli anni novanta, nella lotta contro la povertà; dal 1990 al 1997, il numero di famiglie indigenti è calato dal 41% al 36%. Ma il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali afferma che questo trend sarà invertito nel 1999. Nei principali paesi latino-americani, per i quali sono disponibili statistiche recenti, il tasso di disoccupazione è salito ad una media superiore al 10%. A Sao Paulo, in Brasile, e in sette città colombiane, la disoccupazione è aumentata dal quasi 15 % nel 1998 al 20% nel marzo di quest’anno.

Paesi in transizione

Il tracollo finanziario del rublo russo nell’agosto 1998, oltre alla crisi finanziaria mondiale, ha avuto un forte impatto sulle economie dei paesi in transizione.

La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa denuncia una rapida ascesa della disoccupazione nella seconda metà dell’anno. Il tasso medio di disoccupazione è aumentato dall’11,6 al 12,6 % nell’Europa Orientale; dal 5,9 al 7,3 % negli Stati balcanici; e dal 7,7 all’8,5 % negli Stati della Comunità di Stati Independenti (ex Unione Sovietica).

Secondo il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, per la prima volta in questa decade, nel 1998 si è verificata una crescita produttiva nei paesi in transizione, dopo anni di disastrosi ribassi. Purtroppo, il Dipartimento prevede un ritorno ad una crescita negativa nel 1999.

La sfida resta

Secondo il Rapporto sullo Sviluppo Umano, dei circa 4,4 bilioni di persone che vivono nel mondo in via di sviluppo:

  • circa un terzo vive in assoluta povertà, con redditi inferiori a US$1 al giorno;
  • un quinto va a dormire affamato ogni sera;
  • quasi un terzo non ha accesso all’acqua potabile;
  • quasi tre quinti non dispone di misure igieniche basilari;
  • un quinto non ha accesso ai moderni servizi sanitari;
  • un quarto non dispone di un alloggio adeguato;
  • un quinto dei bambini non arriva a frequentare la scuola fino alla 5° elementare.

 

 

Fact Sheet No. 3 — May 1999

Pubblicato dal Dipartimento delle Nazioni Unite per la Pubblica Informazione.

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