MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE
PER L’ELIMINAZIONE DELLA POVERTA’
17 ottobre 2001


(UN/DPI Photo #187738C)

Kofi Annan avverte che milioni di persone in più saranno soggette alla povertà, a causa degli effetti economici a seguito degli eventi dell’ 11 settembre. Egli richiede un rinnovato impegno per il miglioramento delle condizioni dei diseredati, come sancito nella Dichiarazione del Millennio.

Poco più di un anno fa, gli Stati Membri delle Nazioni Unite si riunirono a New York, in occasione del Vertice del Millennio, per definire l’agenda del ventunesimo secolo, cioè un piano volto a raggiungere la libertà dalla paura, la libertà dal bisogno, la preservazione delle risorse del nostro pianeta e la riforma delle Nazioni Unite. Essi si impegnarono a liberare i propri popoli da "le abiette e disumane condizioni di estrema povertà, a cui sono attualmente soggetti oltre un miliardo di persone" e si imposero "di dimezzare, entro il 2015, la percentuale della popolazione mondiale il cui reddito è inferiore a un dollaro al giorno".

Poco più di un mese fa, i tragici eventi che sconvolsero l’umanità ci indussero a comprendere la necessità per la comunità internazionale di lavorare insieme, ancor più strettamente, allo scopo di far fronte alle complesse sfide del nostro tempo. Da allora, la nostra missione volta a combattere la povertà, migliorare le condizioni di vita degli essere umani ovunque e ridurre la loro vulnerabilità, è divenuta più importante ed urgente che mai. L’impatto della strage dell’11 settembre minaccia di riverberarsi sul mondo intero in modalità tali da rendere più vulnerabili alla povertà tanti altri milioni di esseri umani, rispetto a prima.

Oggi, oltre 1,2 miliardo di persone vive in estrema povertà. Come conseguenza degli attacchi dell’11 settembre, si prevede un significativo rallentamento dell’economia mondiale, rischiando di dipanare i progressi raggiunti così difficilmente nell’ambito dello sviluppo. La Banca Mondiale stima che, come risultato, 15 milioni di persone in più potrebbero trovarsi, l’anno prossimo, in condizioni di miseria. Gli effetti della caduta dei prezzi dei beni primari, la tensione politica, l’abbassamento dei prezzi del petrolio, la diminuzione degli investimenti, il calo degli introiti provenienti dal settore turistico, l’ascesa dei costi del commercio e i movimenti dei rifugiati incideranno sui meno abbienti.

Risulta evidente che sforzi addizionali saranno fondamentali se vogliamo raggiungere gli obiettivi preposti dalla Dichiarazione del Millennio. I Paesi devono avviare strategie più efficaci di riduzione della povertà, incentrate sugli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio, con il sostegno della stessa comunità internazionale. La crescita deve essere incoraggiata ed i suoi benefici devono essere distribuiti più equamente. I Governi devono assicurarsi che le spese per l’istruzione e la salute giungano ai ceti più deboli. Deve essere anche migliorato l’accesso alla microfinanza. Le strategie di sviluppo devono focalizzarsi sulle aree rurali, in cui dimorano tre quarti dei poveri del mondo.

I partner della comunità internazionale devono agevolare un ambiente propizio allo sviluppo. Dobbiamo noi stessi garantire l’avvio, il prossimo mese, di nuovi negoziati in materia di commercio internazionale, incentrati sullo sviluppo. I flussi ufficiali di capitale devono incrementarsi, per compensare i più modesti flussi privati. Altresì, é necessaria una riduzione più significativa, più veloce e più incisiva del debito estero. Pertanto dobbiamo mobilitare la volontà politica necessaria per rendere la Conferenza Internazionale sul Finanziamento e lo Sviluppo del prossimo anno un vero successo.

Decidiamo in questa Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà, di focalizzare la nostra attenzione sugli obiettivi che i Capi di Stato e di Governo del mondo si sono prefissati per il nuovo millennio. I Governi lavorarono insieme per offrirci la Dichiarazione del Millennio e quindi devono lavorare insieme per il bene dei più vulnerabili su questa terra, ossia per tradurre ciò in realtà.