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Le Nazioni Unite e la questione della Palestina
Il popolo palestinese CHI SONO? Persone che cercano di ottenere lautodeterminazione nella propria terra natia PALESTINA In questo paese vivono persone che rivendicano il proprio diritto a fare ritorno alle proprie case, dalle quali vennero sradicate. In conseguenza delle guerre del 1948 e del 1967, derivanti dalle opposte rivendicazioni sui territori della Palestina, infatti, il popolo palestinese ha perduto il controllo sul proprio destino, e le vite di queste persone sono state disgregate e turbate. Dal 1993, lanno della Dichiarazione di Principi sullAuto-Governo Temporaneo, meglio conosciuti come gli "Accordi di Oslo", però, una soluzione pacifica del conflitto israeliano-palestinese è diventata finalmente possibile.
QUANTI PALESTINESI CI SONO? Fra i sette e gli otto milioni. Vivono allinterno di zone della Palestina che sono sotto lamministrazione dellAutorità Palestinese. Oppure vengono ospitati nei territori confinanti in qualità di rifugiati. Molti di essi si sono dispersi in lungo e in largo per lintero Medio Oriente, mentre altri ancora si trovano in America Latina, in Europa e negli Stati Uniti. Sono insegnanti, ingegneri, manager, dottori, imprenditori, lavoratori dei servizi. Alcuni hanno ottenuto la cittadinanza dei propri paesi dadozione. Didascalie: Gerico DA DOVE VENGONO? Dalla Palestina. Unantica terra di grandi civilizzazioni e culture. Una terra che è Santa per i Cristiani, gli Ebrei e i Musulmani. Nel 1947, lAssemblea Generale delle Nazioni Unite divise la Palestina. LAssemblea ipotizzava la creazione di Stati Arabi ed Ebraici indipendenti e ladozione di uno speciale regime internazionale per la città di Gerusalemme.
QUANTI SONO E DOVE SI TROVANO? I palestinesi sono 3,6 milioni. Circa metà del popolo palestinese è composto da rifugiati registrati dallAgenzia delle Nazioni Unite per laiuto e il lavoro per i rifugiati palestinesi nel vicino oriente (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East . UNRWA), e vivono nella striscia di Gaza, nella sponda occidentale e nella parte orientale di Gerusalemme, oltre che in Giordania, Siria e Libano. Oltre un milione di persone vive ancora nei campi che erano stati costruiti per loro in quelle aree 50 anni orsono. Didascalie: Un rifugiato palestinese
IL TERRITORIO PALESTINESE OCCUPATO La comunità internazionale, tramite le Nazioni Unite, ha mostrato profonda preoccupazione sia per le condizioni di vita, che per il rispetto dei diritti umani dei palestinesi nel corso delloccupazione, in particolare durante gli anni (1987-1993) della rivolta palestinese. Lintifada veniva da molti vista come un mezzo per attirare lattenzione della comunità internazionale sulla condizione del popolo palestinese e sullurgente necessità di trovare una soluzione alla questione della Palestina. Per molti anni, le Nazioni Unite, mediante i propri differenti organismi, si sono occupate della situazione nei Territori Palestinesi Occupati. In numerose risoluzioni, gli organismi dellONU hanno affrontato questioni quali lapplicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra del 12 Agosto 1949, relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, gli insediamenti israeliani e lo status di Gerusalemme. Didascalie: Riunione del Consiglio di Sicurezza
ASSISTENZA AI RIFUGIATI PALESTINESI Per 50 anni lUNRWA ha lavorato per aiutare le centinaia di migliaia di presone sfollate, sradicate e rese senza casa dal conflitto arabo-israeliano, fornendo loro servizi fondamentali quali cibo, riparo, assistenza sanitaria, istruzione e formazione e sviluppo di comunità. Ma sono anche molte altre le agenzie delle Nazioni Unite che forniscono assistenza ai palestinesi; tra queste ricordiamo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (United Nations Development Programme UNDP), il Fondo delle Nazioni Unite per lInfanzia (UNICEF), lOrganizzazione Mondiale per la Sanità (World Health Organization WHO), lOrganizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization ILO), e lOrganizzazione delle Nazioni Unite per lEducazione, la Scienza e la Cultura (Unired Nations Educational, Scientific and Cultural Organization UNESCO). Didascalie: Distribuzione di razioni alimentari nel campo per i rifugiati palestinesi di Burj el-Shamali nel Libano meridionale Rifugiati palestinesi con le casse di cibo consegnate dallUNICEF nel campo di Anjar, in Libano, nel 1948
ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER LA QUESTIONE DELLA PALESTINA Sin dalla fondazione, le Nazioni Unite sono state coinvolte nella questione della Palestina. Per molti anni la questione venne trattata essenzialmente come un problema di rifugiati. Ma agli inizi degli anni 70, il crescente nazionalismo palestinese ha portato in primo piano gli aspetti politici del problema. Tanto lAssemblea Generale quanto il Consiglio di Sicurezza hanno ripetutamente sollevato la questione. Nelle sue risoluzioni 242 (1967) e 338 (1973), in particolare, il Consiglio di Sicurezza ha esposto i principi che dovrebbero regolare una pace giusta e duratura, e chiesto che venissero convocate delle trattative per raggiungere tale obiettivo. Nel 1974, lOrganizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) veniva riconosciuta dallAssemblea Generale quale rappresentante del popolo palestinese, e le veniva di conseguenza garantito lo status di Osservatore. In qualità di Osservatore, lOLP partecipa a tutti i lavori dellAssemblea e alle conferenze internazionali convocate sotto gli auspici delle Nazioni Unite. In aggiunta, il Consiglio di Sicurezza ha, dal 1976, coerentemente invitato il rappresentante dellOLP a partecipare ai suoi dibattiti sulla situazione in Medio Oriente, sulla questione della Palestina e sui temi ad essa collegati. Nel corso degli anni, lAssemblea Generale ha conferito alla Palestina diritti addizionali e privilegi di partecipazione. Didascalie: Il Segretario Generale Kofi Annan incontra il Dr. M. Nasser Al-Kidwa, Osservatore Permanente della Palestina presso le Nazioni Unite il 4 Agosto 1997.
IL COMITATO PER LESERCIZIO DEGLI INALIENABILI DIRITTI DEL POPOLO PALESTINESE Nel 1975, lAssemblea Generale ha espresso la sua profonda preoccupazione per il fatto che non venisse individuata una giusta soluzione alla questione della Palestina e deciso di istituire un comitato che avrebbe raccomandato un programma mediante il quale il popolo palestinese avrebbe potuto esercitare i propri diritti. Le raccomandazioni avanzate dal Comitato nel 1976 sul modo in cui il popolo palestinese potesse esercitare il proprio diritto a ritornare nella terra di origine e allautodeterminazione sono stati ripetutamente appoggiate dallAssemblea Generale. Didascalie:
IL PROCESSO DI PACE In seguito al conflitto araboisraeliano del 1973, per tutti gli anni 70 e 80 fino ai 90, vennero compiuti sforzi allinterno di differenti forum così da raggiungere una pace di vasta portata nel Medio Oriente che si basasse sulle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza. Cambiamenti globali quali la fine della guerra fredda e la Guerra del Golfo con le sue conseguenze ebbero effetto sulla situazione del Medio Oriente. Così, il processo di negoziazione fra gli arabi e gli israeliani riprese seriamente nellOttobre 1991, con la convocazione della Conferenza di pace sul Medio Oriente di Madrid, svolta sotto la duplice presidenza di Stati Uniti e Unione Sovietica. Un rappresentante del Segretario Generale delle Nazioni Unite partecipò alla Conferenza in qualità di osservatore. A metà del 1993, tuttavia, apparve chiaro che i colloqui si erano impantanati su una pluralità di questioni politiche e relative alla sicurezza. Parallelamente a questi sforzi diplomatici pubblici, però, in Norvegia venivano svolti dei colloqui segreti fra Israele e lOLP. Questi colloqui vennero portati a conclusione verso la fine dellAgosto 1993, e la notizia di un accordo fra Israele e lOLP scoppiò in un mondo sbigottito e pieno di speranza. Il 10 Settembre 1993, Israele e lOLP si scambiavano lettere di riconoscimento reciproco e, il 13 Settembre, in una cerimonia tenuta presso la casa Bianca a Washington, D.C., alla presenza del Presidente U.S.A. Bill Clinton e del Ministro degli Esteri della Russia Andrei V. Kozyrev, i rappresentanti israeliano e palestinese firmarono la Dichiarazione di Principi Concordati sullAutogoverno Temporaneo. Dopo la firma, il Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin e il Presidente dellOLP Yasser Arafat si strinsero la mano. Lo storico accordo apriva la strada per lautogoverno palestinese nella Striscia di Gaza e nella sponda occidentale. Esso segnava linizio di un processo che doveva condurre alla soluzione negoziata delle questioni relative allo status permanente. Nel corso della sua sessione del 1973, con una risoluzione intitolata "Soluzione pacifica della questione della Palestina", lAssemblea generale esprimeva il proprio sostegno alla Dichiarazione di Principi riaffermando al tempo stesso una serie di principi che avrebbero dovuto condurre a un accordo finale. In aggiunta, lAssemblea riaffermava la durevole responsabilità delle Nazioni Unite per la questione della Palestina fino a quando il problema nono fosse stato risolto in tutti i suoi aspetti. Nel Luglio 1994, Yasser Arafat ritornava in Palestina per istituire lAutorità Palestinese a Gaza e nellarea di Gerico, sulla sponda occidentale del Giordano. Accordi successivi portarono altre aree sotto il controllo dellAutorità Palestinese. Hanno avuto inizio dei colloqui per raggiungere un accordo sullo "status permanente", così da porre fine al conflitto. Allordine del giorno rimangono però delle questioni complicate: il ritiro israeliano dai Territori Palestinesi Occupati, i confini definitivi, i rifugiati, gli insediamenti, lo status di Gerusalemme. Ciononostante, nel Medio Oriente è cominciata una nuova era. Didascalie: Il Presidente dellOLP Yasser Arafat viene accolto al suo ingresso nella Striscia di Gaza il 1° Luglio 1994. Il Segretario Generale Kofi Annan saluta il Presidente Yasser Arafat presso il Quartier Generale delle Nazioni Unite in occasione della cinquantatreesima sessione dellAssemblea Generale, il 28 Settembre 1998. Nazioni Unite
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