Le montagne, alla stessa stregua degli oceani e delle foreste
pluviali, sono essenziali per la vita sulla Terra. Più
di metà dell’umanità, infatti, dipende dalle
catene montuose per ottenere l’acqua necessaria a produrre
il cibo, generare l’elettricità, far funzionare le
industrie e, ancor più importante, a bere.
Le montagne, inoltre, ospitano una biodiversità superiore
a quella di qualsiasi altra parte del nostro pianeta – superiore
persino a quella delle foreste pluviali che si trovano nelle aree
pianeggianti. I paesaggi montani ospitano gran parte del patrimonio
biologico che rimane sul pianeta, comprese numerose specie di
piante e animali che non si trovano in nessuna altra parte, come
pure le varietà originali di numerose delle nostre coltivazioni
più importanti.
Ciononostante gli ecosistemi montani sono estremamente fragili.
Ogni giorno, infatti, il cambiamento climatico, l’inquinamento,
l’industria mineraria e il taglio e il trasporto degli alberi
condotti intensivamente, unitamente a delle pratiche agricole
errate, impongono un prezzo pesante.
Le sfide che sono di fronte alle catene montuose del pianeta e
alle comunità montane sono altrettanto grandi delle montagne
stesse. La strada più promettente consiste nello scomporre
tali sfide in parti più piccole e in tematiche più
contenute, e per quanto riguarda ciascuno di noi nel contribuire
con ciò che abbiamo e con quello che facciamo meglio.
In occasione del vertice del Millennio nel settembre 2000, i leader
mondiali hanno riaffermato il proprio impegno per lavorare in
favore di un mondo nel quale la priorità più elevata
venga attribuita al favorire lo sviluppo e ad eliminare la povertà.
Gli otto “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” (Millennium
Development Goals) si riferiscono proprio al tipo di lavoro che
voi state svolgendo questa settimana, in particolare agli obiettivi
di garantire la sostenibilità ambientale e di sviluppare
una partnership globale per lo sviluppo.