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"PARI OPPORTUNITÁ, ACQUA E IGIENE
15 CASI STUDIO SULLE BEST PRACTICES"
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Un manuale del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali dell'ONU presenta 15 casi studio che illustrano le migliori pratiche per l'applicazione di politiche di genere per assicurare alle comunità acqua potabile e misure igieniche sicure e sostenibili. I casi studio sono stati tratti da 14 paesi in Africa, Asia, America Latina e in Medio Oriente. |
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Prefazione
Il "Gender Mainstreaming" è stato definito dalla Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne (FWCW) del 1995 come la strategia chiave per promuovere le pari opportunità e la valorizzazione delle donne. La Piattaforma d'Azione di Beijing, adottata in seguito, ha articolato una strategia che da quel momento, è stata comunemente accettata. Gli Accordi conclusivi dell'ECOSOC del 1997/2 sulle Pari Opportunità hanno ulteriormente enfatizzato come il "gender mainstreaming" costituisca una componente essenziale dei lavori legati a progetti e politiche a livello regionale, nazionale e internazionale.
Dal 1995 il "gender mainstreaming" inteso come strategia è stato attuato in tutti i settori, con diversi gradi di successo. Per sostenere questa strategia sono stati sviluppati svariati strumenti. Restano tuttavia continue sfide da affrontare, legate in particolare al monitoraggio e alla valutazione dell'impatto del "gender mainstreaming" sulle condizioni delle donne e degli uomini. Alcune di queste sfide sono collegate all'assenza di indicatori appropriati e in contesti specifici che possono mettere in rilievo l'impatto degli interventi per promuovere le pari opportunità e la valorizzazione delle donne. Ulteriori sfide includono la mancanza di metodologie che favorirebbero la riproduzione di interventi di successo e accelererebbero quindi il passo del "gender mainstreaming".
Questo manuale rappresenta una serie di 15 casi studio sul "gender mainstreaming" nei settori dell'acqua e delle misure sanitarie. Il suo scopo è di fornire informazioni e prove utili sul funzionamento e sulla messa in atto del "gender mainstreaming" in situazioni diverse. Le best practices qui indicate costituiscono un contributo nel colmare le lacune riguardo le divergenze nell'attuazione di interventi finalizzati alla promozione delle pari opportunità.
Introduzione
(A cura di
Wariara Mbugua,
Ufficio del Consigliere Speciale sulle Tematiche di Genere e l'Avanzamento delle Donne (OSAGI).
I 15 casi studio riportati in questo manuale illustrano le migliori procedure nell'assicurare alle comunità acqua potabile e misure igieniche sicure e sostenibili attraverso il coinvolgimento sia di uomini che di donne in qualità di diretti responsabili. Gli studi analitici sono stati tratti da 14 paesi in Africa, Asia, America Latina e in Medio Oriente. Questi illustrano ciò che accade quando delle comunità vengono coinvolte e si impegnano attivamente nell'indirizzare, da una prospettiva di genere, questioni legate ad acque pulite e alla sanità. Questa prospettiva permette che le questioni d'interesse delle donne, che detengono il fondamentale incarico dell'acqua, non siano solo indirizzate, ma diventino addirittura parte integrante della soluzione.
I casi studio dimostrano che, a livello comunitario, le soluzioni per depurare l'acqua ed i tipici problemi di risanamento costituiscono un contesto specifico. Un contesto che deve essere riferito riguarda i sistemi di discriminazione prevalenti e la relativa divisione sul lavoro, che determinano la responsabilità primaria delle donne nella gestione dell'acqua nell'ambito familiare. I sistemi di discriminazione determinano anche la distribuzione del potere tra uomini e donne. I casi studio illustrano come, attraverso la ricerca di un obiettivo comune e tramite il dialogo, l'innovazione, la partecipazione e la collaborazione, si possano trovare delle risposte che trovino corrispondenza ai diversi interessi di uomini e donne nell'assicurare l'accesso ad acque pulite e a misure sanitarie, e contestualmente abbattono numerose barriere basate sui prevalenti paradigmi sessuali tradizionali. Sono risultati come questi che costituiscono le basi per la realizzazione del Millennium Development Goals.
Durante la 58^ sessione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il periodo 2005-2015 il Decennio Internazionale per l'Azione "Water for Life"(Acqua per la Vita), a cominciare dalla Giornata Mondiale dell'Acqua del 22 Marzo 2005. È stata adottata la risoluzione 47/127, la quale dichiara inter alia che "gli obiettivi della Decade dovrebbero stabilire una maggiore concentrazione a tutti i livelli sui problemi legati all'acqua, all'attuazione di programmi e di progetti legati all'acqua, e contemporaneamente cercare di assicurare la partecipazione ed il coinvolgimento delle donne negli sforzi verso lo sviluppo legato all'acqua, favorire la cooperazione a tutti i livelli, per raggiungere gli obiettivi legati all'acqua e concordati a livello internazionale."
Lo scopo della Decade è quindi di accelerare la realizzazione del Millennium Development Goals, ed in particolare il settimo obiettivo che mira a "garantire la sostenibilità ambientale", ed il decimo che vorrebbe "ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di popolazione senza un accesso sostenibile all'acqua potabile e a misure sanitarie basilari".
Il primo obiettivo è stato di accrescere l'attuale conoscenza dell'importanza di applicare una prospettiva di pari opportunitá per disegnare un intervento di sviluppo sostenibile. Questi casi studio mostrano come una prospettiva di pari opportunitá porti profitti maggiori di quanto ci si aspettasse. Infatti, l'intera comunità raccoglie spesso dividendi significativi. I benefici sono accumulati sia da uomini che da donne e ciò potrebbe servire ad incoraggiare un cambiamento nelle relazioni di potere tra uomini e donne, per cui gli uomini, cominciano a riconoscere il valore e accettare il bisogno di cambiamenti dei ruoli femminili, anche nelle comunità più tradizionali. Questo viene particolarmente avvalorato riguardo alle donne che assumono ruoli di comando all'interno della comunità.
Un secondo obiettivo del progetto è stato utilizzare una metodologia propria dei casi studio al fine di documentare le migliori procedure riguardo al "gender mainstreaming" in diverse circostanze. Per far ciò l'OSAGI ha sviluppato una nuova metodologia. Ció comporta critiche a pre-esistenti metodologie e l'estrazione di elementi, specifici a ciascuna metodologia, ritenuti i più validi. Ne conseguono una serie di approcci che un ricercatore potrebbe utilizzare a seconda dell'argomento del proprio caso studio. I casi studio hanno pertanto dimostrato le differenti scelte metodologiche. Un manuale sulle metodologie verrà prodotto separatamente in modo da offrire beneficio ad altri ricercatori.
Il terzo ed ultimo obiettivo è stato di creare un nuovo pool di giovani ricercatori, uomini e donne, per questioni legate alle pari opportunitá e alla valorizzazione delle donne. Nel Novembre 2004, Ufficio del Consigliere Speciale sulle Tematiche di Genere e l'Avanzamento delle Donne e il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali (OSAGI/DESA) ha invitato 15 giovani professionisti a partecipare ad un progetto di ricerca sul "gender mainstreaming" nel settore dell'acqua e delle misure sanitarie. I partecipanti provenivano da 14 differenti paesi da diverse regioni del mondo, con "backgrounds" culturali e preparazioni diverse (universitari, attivisti di comunità, giornalisti ed impiegati statali). I criteri di selezione includevano l'aver avuto ruoli di leadership nei loro rispettivi settori o comunità, ed esperienza nel settore dell'acqua, della sanità o delle pari opportunitá. L'idea era di far convergere insieme questi giovani professionisti, non necessariamente legati a movimenti globali, con lo scopo di metterli in relazione con le maggiori iniziative di sviluppo come il Millennium Development Goals e, in quell'ambito, incoraggiare lo sviluppo di nuove reti e collegamenti d'esperti di pari opportunitá, acqua e misure sanitarie. Attrezzati con una valida metodologia per documentare le best practices, i ricercatori hanno dato voce a questi casi studio.
www.un.org/womenwatch/osagi/pdf/
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