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Eventi e Notizie
La Tregua Olimpica Torino 2006
One World. International Cooperation Cities
  



Gli ideali Olimpici sono gli stessi delle Nazioni Unite: tolleranza, uguaglianza, fair play e, soprattutto, la pace.
Kofi Annan, Secretario Generale delle Nazioni Unite


Dal 23 al 25 settembre la città di Torino ha promosso, in occasione della XX edizione dei Giochi Olimpici Invernali, l'iniziativa "One World: International Cooperation cities" con l'obiettivo di sostenere e promuovere la Tregua Olimpica.

Il concetto di Tregua Olimpica o "Ekecheiria" nasce nella Grecia del IX secolo a.C. per garantire, durante le Olimpiadi, agli atleti e ai cittadini delle poleis la possibilità di viaggiare incolumi per assistere o prendere parte ai Giochi.

Con lo stesso spirito, la città di Torino ha cercato di saldare gli ideali Olimpici ai valori della pace, del dialogo e del rispetto reciproco e creare un'opportunità per la risoluzione pacifica dei conflitti.

Durante questi giorni, Torino ha offerto ai sindaci provenienti da tutto il mondo uno spazio di confronto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio promossi dalle Nazioni Unite per la riduzione della povertà, il sostegno all'infanzia e l'ambiente sostenibile. Ci sono state testimonianze importanti, come quelle dei sindaci di Hiroshima e di Sarajevo, di Staffan De Mistura (Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell'ONU in Iraq) e Andrea Riccardi (Comunità di Sant'Egidio).

Per suggellare l'impegno e il contributo che le Città, tramite la cooperazione decentrata, possono dare ai Paesi in Via di Sviluppo, i sindaci italiani ed europei, insieme a quelli provenienti dalle città dell'Africa e del Sud America, hanno sottoscritto a Torino, come impegno per la pace, l'appello alla Tregua Olimpica.
Nella stessa occasione, sono stati siglati tre accordi di cooperazione (con Haifa in Israele, Kragujevac in Serbia Montenegro e Breza in Bosnia Erzegovina), un protocollo di partenariato progettuale tra la Città e il CIF OIL. E ancora un protocollo d’intesa con l'Università di Quetzaltenango (Guatemala), un protocollo di collaborazione tecnico finanziaria con Praia (Capoverde) e l’A.N.C.I., e una dichiarazione di intenti per rafforzare il programma “Cento Città per Cento progetti per il Brasile”.

Per una settimana infine Piazza Castello è stata la splendida cornice di feste e incontri tra tutte le realtà torinesi impegnate nella cooperazione internazionale. Ha ospitato suoni e immagini di culture provenienti da città lontane, ma amiche, come quelle di Brasile, Guatemala, Balcani, Medio Oriente e Africa.
Torino ha reso le Città, da sempre patrimonio dell'umanità e custodi della storia dei popoli, protagoniste del processo di pace tra le nazioni: "Unire le città per unire le Nazioni" diceva Giorgio La Pira.

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ultimo aggiornamento Mercoledi, 18 Marzo 2009
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