Donal McLaughlin, il creatore del simbolo dell’ONU, ha compiuto 101 anni
Agli inizi del 1945 il Segretario di Stato Americano, Edward Stettinius, chiese all’Ufficio dei Servizi Strategici degli Stati Uniti di occuparsi della imminente Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite. Donal McLaughlin, che al tempo era capo e direttore artistico della Divisione Grafica, afferma oggi: “È stata la mia fortuna aver ricevuto l’incarico di ideare una spilla simbolo della conferenza”.
McLaughlin convocò lo staff della Divisione Grafica per risolvere il problema di come inserire, in un cerchio dal diametro di circa tre centimetri, un’immagine e il testo “Conferenza delle Nazioni Unite sull’Organizzazione Internazionale, San Francisco, 1945”. Il produttore aveva accettato di fabbricare le spille a condizione di utilizzare quelle della misura già presente in magazzino.
Durante la riunione furono presentate diverse soluzioni ma la maggior parte di queste presentava alcuni problemi. Ad esempio, una mappa del mondo circondata da una catena poteva essere interpretata in due modi: come un mondo unificato o come un mondo in catene. L’idea migliore emersa da questa riunione era l’immagine della proiezione azimutale equidistante che rappresentava tutte le terre all’interno di un cerchio.
In seguito alla riunione, McLaughlin giunse alla soluzione conclusiva che riusciva a rappresentare “l’immagine del mondo” con un testo facilmente leggibile. Ivan Spear, membro della sezione di design dell’Ufficio dei Servizi Stategici, aggiunse il particolare dei ramoscelli di alloro intrecciati, ispirati al logo dell’azienda Philco. McLaughlin chiese ad un altro designer, Joe Krush, di sostituire le foglie di alloro, che per tradizione rappresentano la vittoria, con dei ramoscelli di ulivo, simbolo di pace.
Per lo sfondo venne creato un particolare tipo di blu fumo che non era presente nelle bandiere degli Stati Membri e che da allora è conosciuto come blu Stettinius. Il disegno finale viene definito come “l’oro brillante delle terre, la corona e il testo fluttuanti in un mare di bianco candido. La spilla, detta anche il bottone, o il badge erano fatti di smalto da gioielleria”.
Una versione ingrandita del disegno fu inviata alla ditta produttrice, Bastion Brothers of Rochester (NY), ma il prodotto finale fu spedito direttamente a San Francisco. A causa dei termini di scadenza, non fu possibile controllare il prodotto finale prima del suo arrivo a San Francisco.
La spilla venne distibuita durante la Conferenza per identificare i partecipanti.
Inoltre, il simbolo fu inserito nello Statuto delle Nazioni Unite.
In seguito alla Conferenza di San Francisco Donal McLaughlin non ebbe più notizie del simbolo da parte delle Nazioni Unite fino al 7 agosto del 1946. Durante una telefonata di Dave Zablodowski, il direttore esecutivo del Dipartimento di Presentazione delle Nazioni Unite, McLaughlin fu informato che “che il simbolo, che era stampato in oro sulla copertina dello Statuto, per essere reso ufficiale, doveva essere approvato dall’Assemblea Generale”.
McLaughlin propose il seguenti suggerimenti riguardo al simbolo:
a) Per ragioni estetiche e politiche ruotare le terre di un quarto verso sinistra.
b) Includere nella mappa Cile, Argentina e Nuova Zelanda.
c) Aggiungere nuovi paralleli per sottolineare il motivo circolare.
McLaughlin afferma che grazie alla rotazione di un quarto verso sinistra “le terre finirono sulla linea internazionale del cambio di data, uno dei primi esempi di azione internazionale spontanea”.
Il disegno rivisitato da Jack Becker fu adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come simbolo ufficiale con la risoluzione 92(I) durante la 50ª sessione plenaria del 7 dicembre 1946.
Dal 26 luglio al 31 agosto la Biblioteca Dag Hammarskjöld delle Nazioni Unite a New York ospiterà una piccola mostra sul simbolo che include una spilla creata nel 1946 con il disegno originale.