La Strategia si basa su un più ampio concetto di sicurezza. Definisce quattro pilastri d’azione: affrontare i fattori che concorrono al terrorismo; prevenire e combattere il terrorismo; sviluppare le capacità degli Stati; e assicurare il rispetto dei diritti umani e del principio di legalità come fondamento per la lotta al terrorismo. La Strategia evidenzia la natura multidimensionale della minaccia e la necessità di un’ampia collaborazione come risposta.
Abbiamo imparato molto nel corso degli ultimi due anni nel portare avanti la Strategia. Sappiamo di dover essere più innovativi nello sviluppare strumenti per affrontare la sfida. Abbiamo bisogno di calibrare il mix di risposte a livello sociale, politico, economico, legale e in alcuni casi militare. La comunità internazionale deve intraprendere tutti questi sforzi in maniera integrata.
Abbiamo inoltre bisogno di usare al meglio le forze collettive e guardare ai benefici relativi che tutti i soggetti interessati possono portare al tavolo. Per esempio, diverse parti del sistema delle Nazioni Unite sono versati nel facilitare lo sviluppo nelle capacità degli Stati. Allo stesso tempo, le organizzazioni regionali e sub-regionali possono fornire conoscenza locale, relazioni consolidate e influenza sul campo.
La lotta al terrorismo non deve essere affrontata solo dagli Stati, anche la società civile può aiutare a costruire una cultura dell’anti-terrorismo attraverso il lavoro con le comunità e l’impegno a delegittimare l’uso della violenza nel conseguimento di obiettivi politici. Il settore privato è anch’esso un attore chiave, ad esempio, nell’area della bio-sicurezza dove l’industria e le organizzazioni professionali possono dare un valido aiuto nel proporre norme e standard.
Le istituzioni accademiche dal canto loro ci possono aiutare a comprendere meglio il terrorismo.
Nel riflettere su queste tematiche nel corso dell’incontro, spero poniate la vostra attenzione sulla gente. Come ha detto Ingrid Betancourt nel corso del simposio sulle vittime del terrorismo che ha avuto luogo qui al Palazzo di Vetro dell’ONU lo scorso anno “Quando parliamo delle vittime del terrorismo parliamo di sofferenza umana. Non si tratta di statistiche. Non siamo numeri, siamo gente che soffre”.
Facciamo in modo di essere guidati dalla propensione a cambiare. Ciò che abbiamo appreso dal nostro lavoro nella lotta al terrorismo è che dobbiamo coinvolgere nuovi partner ed essere innovativi nel modo di affrontare i problemi. Dobbiamo applicare questa visione alle istituzioni e alle politiche che stiamo sviluppando per promuovere la Security Governace su altri fronti.
Vi ringrazio ancora per il vostro impegno in questa importante agenda di ampia portata.
Vogliate accettare i miei migliori auguri per un proficuo dibattito.
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