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Eventi e Notizie
Dietro le sbarre, oltre la giustizia:
una storia non raccontata sui bambini
in conflitto con la legge

Gennaio 2007


Nonostante i tentativi globali miranti a garantire un ambiente protetto per le componenti più giovani della società; un numero allarmante di bambini in molte parti del mondo si trova in stato di detenzione senza motivazioni valide, spesso per fatti che, se commessi da adulti, non sarebbero considerati reati.

LA STORIA

“Nessun bambino dovrebbe essere privato della sua libertà illegalmente o arbitrariamente.”

Così sancisce la Convenzione sui diritti dell’infanzia, uno dei sette trattati base che rappresentano il quadro di riferimento dei diritti umani.
Secondo l’UNICEF, tuttavia, nel mondo un numero allarmante di bambini è privato della propria libertà, detenuto in prigioni senza ragioni sufficientemente valide.

Allo stesso modo, mentre la Convenzione dispone che la detenzione di un bambino dovrebbe essere “soltanto una misura di ultima istanza e di durata minima, molti bambini sono stati prelevati semplicemente perché considerati come un peso o percepiti come una minaccia. Inoltre, la maggior parte di questi bambini non ha avuto un processo, addirittura rimane in stato di detenzione  per mesi e in alcuni casi per anni, spesso senza alcun tipo di assistenza legale.
In alcuni paesi, la gran parte dei bambini che si trovano in conflitto con la legge provengono da comunità svantaggiate e sono trattati come criminali solo perchè essenzialmente cercano di sopravvivere. Spesso, i bambini soffrono di gravi traumi frutto di torture e interrogatori. I bambini vittime di traffico e di sfruttamento sessuale sono spesso doppiamente vittime.

Nonostante l’adozione unanime della Convenzione sui diritti dell’infanzia da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 1989, abbia conferito un maggiore impulso agli sforzi mondiali verso la protezione dei diritti dei bambini e abbia portato sotto i riflettori dei media molti dei temi sottolineati, gli esperti delle Nazioni Unite sottolineano che uno sviluppo problematico che comporta gravi implicazioni sul benessere dei bambini, non sta ricevendo sufficiente attenzione.

Per affrontare tale argomento, l’UNICEF sta lavorando con alcuni paesi al fine di uniformare il sistema giudiziario minorile agli standard internazionali e salvaguardare i diritti dei bambini che entrano in contatto con la legge.

Vedi anche i progetti UNICRI sulla giustizia minorile:

La riforma della giustizia
http://www.onuitalia.it/uni_rigiu.php

La giustizia in Angola
http://www.onuitalia.it/events/locandina_fumetti.pdf

IL CONTESTO

  • Con l’espressione “bambini in conflitto con la legge” si intende ogni minore di anni 18 che entra in contatto con un sistema giudiziario perché sospettato o accusato di aver commesso un reato. Molti bambini che si trovano in conflitto con la legge hanno commesso piccoli reati o di minima gravità come il vagabondaggio, l’assenza ingiustificata da scuola, chiedere l’elemosina o il fare uso di alcool. Alcuni di questi reati sono conosciuti come “status offences” (“reati di status”) e non sono considerati reati se commessi da adulti.
  • Le stime dell’UNICEF indicano che più di un milione di bambini nel mondo vivono attualmente in uno stato di detenzione solo per essere in conflitto con la legge.
  • La maggior parte dei bambini che entrano in contatto con il sistema giuridico penale sono soprattutto privi di una famiglia o di una comunità, e spesso appartengono a minoranze discriminate.
  • Rinchiudere bambini in prigione anziché cercare misure alternative fa sì che questi vengano identificati come delinquenti, privandoli quindi di ogni tipo di opportunità di lavoro e di borse di studio e invece li espone alla vicinanza di coloro hanno commesso reati ben più gravi. Ciò inoltre aumenta la probabilità che tali bambini infrangano nuovamente la legge.
  • Esistono misure alternative alla detenzione? A tale domanda l’UNICEF risponde affermativamente, proponendo una serie di risposte: non imprigionare bambini che cercano soltanto di sopravvivere; tenere lontani dal sistema penale quei bambini che hanno commesso reati minori; usare la detenzione come ultima spiaggia; quando i bambini si trovano in prigione dovrebbero almeno essere tenuti separati dagli adulti; i governi dovrebbero controllare la situazione molto da vicino, registrando almeno i dati esatti dei bambini che si trovano in carcere e da quanto tempo dura la loro detenzione.

SITI WEB UTILI :

United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (UNICRI):
http://www.unicri.it/wwd/justice/angola.php


United Nations Children's Fund (UNICEF):

http://www.unicef.org/protection/index_juveniljustice.html

United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC):
http://www.unodc.org/

United Nations Development Programme (UNDP):
Justice and Governance Programme:
http://www.undp.org/governance/sl-justice.htm

Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR):
http://www.ohchr.org

 

 

 
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ultimo aggiornamento Mercoledi, 18 Marzo 2009
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