criminale dei
gruppi organizzati, ha adottato all’unanimità
la “Dichiarazione di Bangkok” che affronta,
oltre a queste, problematiche quali il traffico di esseri
umani, il riciclaggio di denaro sporco, la corruzione, il
cybercrime, la giustizia riparativa, oltre a indagare sulle
cause profonde del crimine stesso (documento A/CONF.203/L.5).
Nella Dichiarazione, intitolata “Sinergie e Risposte:
Alleanze Strategiche nella Prevenzione del Crimine e nella
Giustizia Penale”, gli Stati Membri si sono detti
pronti a rafforzare, a livello multilaterale, regionale
e bilaterale, la cooperazione internazionale nella lotta
al crimine e al terrorismo, soprattutto nel campo dell'estradizione
e dell’assistenza legale reciproca. Gli Stati si
sono ripromessi anche di impiegare le proprie risorse
nazionali all'interno della cooperazione internazionale,
in particolar modo nelle attività di prevenzione,
investigazione, persecuzione e condanna del crimine organizzato
transnazionale e del terrorismo, nonché dei legami
tra loro esistenti.
Il Congresso ha incoraggiato gli Stati che non lo abbiano
ancora fatto a ratificare e mettere in atto le previsioni
contenute nella Convenzione delle Nazioni Unite contro
il Crimine Organizzato Transnazionale e i suoi tre Protocolli,
e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione.
Ha lanciato inoltre un appello a tutti gli Stati donatori
e istituti finanziari affinché continuino a elargire
contributi volontari per fornire assistenza tecnica ai
Paesi in via di sviluppo e con economie in transizione,
al fine di accrescere la loro capacità nella prevenzione
e nella lotta al crimine, nell'applicazione degli standard
e delle norme delle Nazioni Unite sulla prevenzione del
crimine e sulla giustizia penale, e nel dare attuazione
alle Convenzioni su indicate e a quelle internazionali
di lotta alla droga.
Considerando che una strategia globale ed efficace nella
prevenzione del crimine potrebbe portare ad una sua significativa
riduzione, diminuendo anche il numero delle vittime, la
Dichiarazione di Bangkok ha sottolineato l’urgenza
che tali strategie vadano a incidere sulle cause profonde
e sui fattori di rischio che sono alla base del crimine
e delle sue potenziali vittime.
Allo scopo di predisporre le condizioni favorevoli a sconfiggere
il crimine, gli Stati Membri delle Nazioni Unite si sono
impegnati a rafforzare la cooperazione internazionale
anche nell'ambito dello sviluppo sostenibile, dello sradicamento
della povertà e della disoccupazione.
Il Congresso, constatando che i paesi uscenti da conflitti
costituiscono terreno particolarmente fertile per il proliferare
del crimine organizzato e della corruzione, si è
raccomandato affinché gli Stati Membri, le organizzazioni
locali e le agenzie internazionali, come l'Agenzia delle
Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, in collaborazione
con il Dipartimento delle Operazioni di Peacekeeping,
siano in grado di fornire delle risposte efficaci a tali
problemi, in modo da ristabilire, rafforzare o sostenere
il ruolo della legge e l’apparato giudiziario.
Nella Dichiarazione, si invitano tutti gli Stati che
non lo abbiano ancora fatto ad aderire e dare attuazione
agli strumenti universali di lotta al terrorismo. Nella
stessa si riconoscono inoltre gli sforzi condotti dall’Agenzia
delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, insieme
al Comitato Anti-Terrorismo del Consiglio di Sicurezza,
di assistere gli Stati e di aiutarli affinché diventino
parti nel processo di attuazione di tali strumenti e ottemperino
alle risoluzioni sul terrorismo del Consiglio di Sicurezza.
Ci si auspica infine che si concludano al più presto
le negoziazioni in atto riguardanti una bozza di convenzione
sul terrorismo internazionale nella quale si arrivi ad
una definizione universale di terrorismo, al momento uno
dei problemi chiave da risolvere.
Il Congresso, con riguardo alla corruzione, ha invitato
nella Dichiarazione tutti gli Stati che non lo abbiano
ancora fatto a ratificare la Convenzione delle Nazioni
Unite contro la Corruzione. Per sradicare la corruzione
è necessario, secondo il Congresso, promuovere
una cultura di integrità e di responsabilità
sia all’interno del settore pubblico che privato,
e in particolare bisognerebbe adottare procedure in grado
di facilitare il recupero dei beni, in conformità
con i principi della Convezione stessa.
Il Congresso ha raccomandato inoltre alla Commissione
per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale di
considerare il riesame dell’adeguatezza degli standard
e delle norme relative all’amministrazione penitenziaria
e ai prigionieri. Secondo il Congresso, al fine di promuovere
gli interessi delle vittime e la rieducazione dei condannati,
va riconosciuta l’importanza di dare maggiore sviluppo
alle politiche sulla giustizia riparativa, a partire dalla
ricerca di percorsi alternativi al procedimento giudiziario.
Gli Stati Membri partecipanti al Congresso si sono mostrati
infine particolarmente determinati e attenti al settore
della giustizia minorile, soprattutto a garantire la tutela
giudiziaria ai bambini vittime del crimine e ai minori
in difficoltà con la legge.
Nella Dichiarazione vengono affrontati anche problemi
quali il furto, il traffico di proprietà intellettuali
e il traffico illecito di specie di fauna e flora selvaggia
protette. Si rileva inoltre un preoccupante aumento dei
casi di sequestro e traffico di persone, crimini spesso
commessi con lo scopo di finanziare organizzazioni criminali
e attività terroristiche. Oltre alle misure di
contrasto, non bisogna dimenticare, secondo la Dichiarazione,
di fornire assistenza e protezione adeguata alle vittime
di tali fattispecie criminose e ai loro familiari. Allo
stesso modo si rileva un crescente interesse da parte
delle organizzazioni criminali nei confronti di delitti
quali l'asportazione e il traffico illecito di organi.
Con riguardo al cybercrime, al riciclaggio di denaro
sporco, al traffico in proprietà intellettuali,
all’estradizione, all’assistenza legale reciproca,
alla confisca dei ricavati dell’attività
criminosa, e al recupero e restituzione dei proventi illeciti,
la Dichiarazione ha riaffermato l’importanza fondamentale
di implementare gli strumenti esistenti e di sviluppare
maggiormente le misure a livello nazionale e la cooperazione
internazionale.
In materia di crimine informatico, il Congresso ha invitato
la Commissione per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia
Penale ad accrescere la propria attività nel settore,
anche nel tentativo di aumentare la cooperazione internazionale
nella lotta alla contraffazione di documenti e di identità
e per porre un freno al terrorismo e al crimine organizzato.
All'interno della Dichiarazione gli Stati Membri hanno
ribadito l'importanza di incrementare le risorse legali
e finanziarie da destinare al supporto dei testimoni e
delle vittime del terrorismo e del crimine.
Da incoraggiare inoltre l'adozione di tutte quelle misure
atte a rafforzare il ruolo dei singoli e dei gruppi non
appartenenti al settore pubblico, come ad esempio le organizzazioni
non governative, affinché diano il loro contributo
nel prevenire e combattere crimine e terrorismo.
Da parte sua il Congresso ha assicurato il sostegno e
l’impegno continuo delle Nazioni Unite e del suo
Programma per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia
Penale, ed in particolare della Commissione per la Prevenzione
del Crimine e la Giustizia Penale, dell’Agenzia
delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, dell’Istituto
di Ricerca delle Nazioni Unite sulla Criminalità
e la Giustizia e degli Istituti coinvolti nel Programma.
Nella parte finale, il Congresso ha espresso la sua profonda
gratitudine al popolo e al Governo della Tailandia per
l’ospitalità calorosa e generosa riservata
ai suoi partecipanti e per gli ineccepibili servizi offerti
per l'occasione.
Highlights del Congresso
L’XI Congresso sulla Prevenzione del Crimine e
la Giustizia Penale, svoltosi dal 18 al 25 aprile sul
tema “Sinergie e risposte: alleanze strategiche
nella prevenzione del crimine e nella giustizia penale”,
ha affrontato le seguenti tematiche: misure efficaci di
contrasto al crimine organizzato transnazionale; la cooperazione
internazionale contro il terrorismo e i suoi legami con
altre fattispecie criminose; la corruzione; i crimini
economici e finanziari; le strategie di lavoro messe a
punto in cinquanta anni di attività nella prevenzione
del crimine e nella giustizia penale.
Sia all’interno dell’Assemblea plenaria che
nelle singole Commissioni è stato sottolineato
fortemente il bisogno di cooperazione a livello internazionale
per poter contrastare il terrorismo e le nuove forme assunte
dal crimine transnazionale (“Cooperazione, cooperazione,
cooperazione”, ha affermato un delegato). E ancora
è stato posto l’accento sulla necessità
di dare attuazione alle Convenzioni esistenti e agli altri
strumenti internazionali di prevenzione e di lotta al
crimine e al terrorismo (“Attuazione, attuazione,
attuazione ”, ha aggiunto un altro delegato). In
questo contesto, particolarmente sottolineata è
stata l’esigenza di garantire assistenza tecnica
ai paesi che hanno bisogno di essere sostenuti nel dare
attuazione alle predette convenzioni.
I partecipanti al Congresso sono stati 2.370, fra cui
molti ministri della giustizia e alte cariche dello Stato,
così come rappresentanti di 167 organizzazioni
non governative e 1.135 osservatori esperti.
Il Congresso ha previsto inoltre la partecipazione di
organizzazioni intergovernative, non governative e di
singoli esperti a sei seminari sulle seguenti tematiche:
- Accrescere la cooperazione nell'applicazione della legge internazionale, a partire dalle misure di estradizione.
- Migliorare la riforma della giustizia penale, compresa la giustizia riparativa.
- Strategie e best practices nella prevenzione del crimine, con una particolare attenzione ai crimini nelle città e ai giovani a rischio.
- Misure di lotta al terrorismo.
- Strumenti di contrasto dei crimini economici, tra cui il riciclaggio di denaro sporco.
- Strumenti di lotta al crimine informatico.
Al momento della firma del Trattato del Congresso, sedici
importanti azioni in tal senso sono state intraprese
dagli Stati presenti. Lo Zambia ad esempio ha consegnato
quattro atti ufficiali, diventando il quarantesimo Stato
firmatario del terzo Protocollo della Convenzione delle
Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Transnazionale,
cioè del Protocollo contro la Fabbricazione illecita
e il Traffico di armi da fuoco, di loro parti, componenti
e munizioni. Lo stesso potrebbe ora entrare in vigore
allo scadere dei novanta giorni dalla data del deposito
degli atti di ratifica.