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Conferenze Internazionali

XI Congresso delle Nazioni Unite sul crimine
DICHIARAZIONE DI BANGKOK CHE INVITA AD AGIRE CONTRO IL TERRORISMO E IL CRIMINE ORGANIZZATO

Tra gli argomenti affrontati anche il Traffico di Esseri Umani, il Riciclaggio di denaro sporco, la Corruzione, il Crimine cibernetico e la Giustizia Riparativa
Bangkok, Thailandia
18-25 Aprile 2005


L’XI Congresso delle Nazioni Unite sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale, allarmato per l'espansione e le ramificazioni del crimine organizzato transnazionale, i suoi legami col terrorismo, e il crescente livello di sofisticazione e specializzazione dell'agire
criminale dei gruppi organizzati, ha adottato all’unanimità la “Dichiarazione di Bangkok” che affronta, oltre a queste, problematiche quali il traffico di esseri umani, il riciclaggio di denaro sporco, la corruzione, il cybercrime, la giustizia riparativa, oltre a indagare sulle cause profonde del crimine stesso (documento A/CONF.203/L.5).

Nella Dichiarazione, intitolata “Sinergie e Risposte: Alleanze Strategiche nella Prevenzione del Crimine e nella Giustizia Penale”, gli Stati Membri si sono detti pronti a rafforzare, a livello multilaterale, regionale e bilaterale, la cooperazione internazionale nella lotta al crimine e al terrorismo, soprattutto nel campo dell'estradizione e dell’assistenza legale reciproca. Gli Stati si sono ripromessi anche di impiegare le proprie risorse nazionali all'interno della cooperazione internazionale, in particolar modo nelle attività di prevenzione, investigazione, persecuzione e condanna del crimine organizzato transnazionale e del terrorismo, nonché dei legami tra loro esistenti.

Il Congresso ha incoraggiato gli Stati che non lo abbiano ancora fatto a ratificare e mettere in atto le previsioni contenute nella Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Transnazionale e i suoi tre Protocolli, e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione. Ha lanciato inoltre un appello a tutti gli Stati donatori e istituti finanziari affinché continuino a elargire contributi volontari per fornire assistenza tecnica ai Paesi in via di sviluppo e con economie in transizione, al fine di accrescere la loro capacità nella prevenzione e nella lotta al crimine, nell'applicazione degli standard e delle norme delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e sulla giustizia penale, e nel dare attuazione alle Convenzioni su indicate e a quelle internazionali di lotta alla droga.

Considerando che una strategia globale ed efficace nella prevenzione del crimine potrebbe portare ad una sua significativa riduzione, diminuendo anche il numero delle vittime, la Dichiarazione di Bangkok ha sottolineato l’urgenza che tali strategie vadano a incidere sulle cause profonde e sui fattori di rischio che sono alla base del crimine e delle sue potenziali vittime.
Allo scopo di predisporre le condizioni favorevoli a sconfiggere il crimine, gli Stati Membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a rafforzare la cooperazione internazionale anche nell'ambito dello sviluppo sostenibile, dello sradicamento della povertà e della disoccupazione.

Il Congresso, constatando che i paesi uscenti da conflitti costituiscono terreno particolarmente fertile per il proliferare del crimine organizzato e della corruzione, si è raccomandato affinché gli Stati Membri, le organizzazioni locali e le agenzie internazionali, come l'Agenzia delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, in collaborazione con il Dipartimento delle Operazioni di Peacekeeping, siano in grado di fornire delle risposte efficaci a tali problemi, in modo da ristabilire, rafforzare o sostenere il ruolo della legge e l’apparato giudiziario.

Nella Dichiarazione, si invitano tutti gli Stati che non lo abbiano ancora fatto ad aderire e dare attuazione agli strumenti universali di lotta al terrorismo. Nella stessa si riconoscono inoltre gli sforzi condotti dall’Agenzia delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, insieme al Comitato Anti-Terrorismo del Consiglio di Sicurezza, di assistere gli Stati e di aiutarli affinché diventino parti nel processo di attuazione di tali strumenti e ottemperino alle risoluzioni sul terrorismo del Consiglio di Sicurezza. Ci si auspica infine che si concludano al più presto le negoziazioni in atto riguardanti una bozza di convenzione sul terrorismo internazionale nella quale si arrivi ad una definizione universale di terrorismo, al momento uno dei problemi chiave da risolvere.

Il Congresso, con riguardo alla corruzione, ha invitato nella Dichiarazione tutti gli Stati che non lo abbiano ancora fatto a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione. Per sradicare la corruzione è necessario, secondo il Congresso, promuovere una cultura di integrità e di responsabilità sia all’interno del settore pubblico che privato, e in particolare bisognerebbe adottare procedure in grado di facilitare il recupero dei beni, in conformità con i principi della Convezione stessa.

Il Congresso ha raccomandato inoltre alla Commissione per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale di considerare il riesame dell’adeguatezza degli standard e delle norme relative all’amministrazione penitenziaria e ai prigionieri. Secondo il Congresso, al fine di promuovere gli interessi delle vittime e la rieducazione dei condannati, va riconosciuta l’importanza di dare maggiore sviluppo alle politiche sulla giustizia riparativa, a partire dalla ricerca di percorsi alternativi al procedimento giudiziario. Gli Stati Membri partecipanti al Congresso si sono mostrati infine particolarmente determinati e attenti al settore della giustizia minorile, soprattutto a garantire la tutela giudiziaria ai bambini vittime del crimine e ai minori in difficoltà con la legge.

Nella Dichiarazione vengono affrontati anche problemi quali il furto, il traffico di proprietà intellettuali e il traffico illecito di specie di fauna e flora selvaggia protette. Si rileva inoltre un preoccupante aumento dei casi di sequestro e traffico di persone, crimini spesso commessi con lo scopo di finanziare organizzazioni criminali e attività terroristiche. Oltre alle misure di contrasto, non bisogna dimenticare, secondo la Dichiarazione, di fornire assistenza e protezione adeguata alle vittime di tali fattispecie criminose e ai loro familiari. Allo stesso modo si rileva un crescente interesse da parte delle organizzazioni criminali nei confronti di delitti quali l'asportazione e il traffico illecito di organi.

Con riguardo al cybercrime, al riciclaggio di denaro sporco, al traffico in proprietà intellettuali, all’estradizione, all’assistenza legale reciproca, alla confisca dei ricavati dell’attività criminosa, e al recupero e restituzione dei proventi illeciti, la Dichiarazione ha riaffermato l’importanza fondamentale di implementare gli strumenti esistenti e di sviluppare maggiormente le misure a livello nazionale e la cooperazione internazionale.

In materia di crimine informatico, il Congresso ha invitato la Commissione per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale ad accrescere la propria attività nel settore, anche nel tentativo di aumentare la cooperazione internazionale nella lotta alla contraffazione di documenti e di identità e per porre un freno al terrorismo e al crimine organizzato.

All'interno della Dichiarazione gli Stati Membri hanno ribadito l'importanza di incrementare le risorse legali e finanziarie da destinare al supporto dei testimoni e delle vittime del terrorismo e del crimine.
Da incoraggiare inoltre l'adozione di tutte quelle misure atte a rafforzare il ruolo dei singoli e dei gruppi non appartenenti al settore pubblico, come ad esempio le organizzazioni non governative, affinché diano il loro contributo nel prevenire e combattere crimine e terrorismo.
Da parte sua il Congresso ha assicurato il sostegno e l’impegno continuo delle Nazioni Unite e del suo Programma per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale, ed in particolare della Commissione per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale, dell’Agenzia delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, dell’Istituto di Ricerca delle Nazioni Unite sulla Criminalità e la Giustizia e degli Istituti coinvolti nel Programma.
Nella parte finale, il Congresso ha espresso la sua profonda gratitudine al popolo e al Governo della Tailandia per l’ospitalità calorosa e generosa riservata ai suoi partecipanti e per gli ineccepibili servizi offerti per l'occasione.

Highlights del Congresso

L’XI Congresso sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale, svoltosi dal 18 al 25 aprile sul tema “Sinergie e risposte: alleanze strategiche nella prevenzione del crimine e nella giustizia penale”, ha affrontato le seguenti tematiche: misure efficaci di contrasto al crimine organizzato transnazionale; la cooperazione internazionale contro il terrorismo e i suoi legami con altre fattispecie criminose; la corruzione; i crimini economici e finanziari; le strategie di lavoro messe a punto in cinquanta anni di attività nella prevenzione del crimine e nella giustizia penale.

Sia all’interno dell’Assemblea plenaria che nelle singole Commissioni è stato sottolineato fortemente il bisogno di cooperazione a livello internazionale per poter contrastare il terrorismo e le nuove forme assunte dal crimine transnazionale (“Cooperazione, cooperazione, cooperazione”, ha affermato un delegato). E ancora è stato posto l’accento sulla necessità di dare attuazione alle Convenzioni esistenti e agli altri strumenti internazionali di prevenzione e di lotta al crimine e al terrorismo (“Attuazione, attuazione, attuazione ”, ha aggiunto un altro delegato). In questo contesto, particolarmente sottolineata è stata l’esigenza di garantire assistenza tecnica ai paesi che hanno bisogno di essere sostenuti nel dare attuazione alle predette convenzioni.

I partecipanti al Congresso sono stati 2.370, fra cui molti ministri della giustizia e alte cariche dello Stato, così come rappresentanti di 167 organizzazioni non governative e 1.135 osservatori esperti.

Il Congresso ha previsto inoltre la partecipazione di organizzazioni intergovernative, non governative e di singoli esperti a sei seminari sulle seguenti tematiche:

  • Accrescere la cooperazione nell'applicazione della legge internazionale, a partire dalle misure di estradizione.
  • Migliorare la riforma della giustizia penale, compresa la giustizia riparativa.
  • Strategie e best practices nella prevenzione del crimine, con una particolare attenzione ai crimini nelle città e ai giovani a rischio.
  • Misure di lotta al terrorismo.
  • Strumenti di contrasto dei crimini economici, tra cui il riciclaggio di denaro sporco.
  • Strumenti di lotta al crimine informatico.

Al momento della firma del Trattato del Congresso, sedici importanti azioni in tal senso sono state intraprese dagli Stati presenti. Lo Zambia ad esempio ha consegnato quattro atti ufficiali, diventando il quarantesimo Stato firmatario del terzo Protocollo della Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Transnazionale, cioè del Protocollo contro la Fabbricazione illecita e il Traffico di armi da fuoco, di loro parti, componenti e munizioni. Lo stesso potrebbe ora entrare in vigore allo scadere dei novanta giorni dalla data del deposito degli atti di ratifica.

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ultimo aggiornamento Mercoledi, 18 Marzo 2009
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