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La violenza del crimine e il traffico di droga pongono serie minacce allo sviluppo in America Centrale,
mette in guardia l’UNODC


Un nuovo rapporto indica che la regione necessita di un forte supporto internazionale per contrastare il crimine e la povertà

Washington, 23 maggio 2007 (UNODC) – La violenza del crimine, in gran parte legato alla droga, affligge l’America Centrale e rappresenta un serio ostacolo al suo sviluppo economico, asserisce un rapporto presentato oggi dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC).

“In questo rapporto i segnali di allarme sono evidenti: la criminalità legata alle armi da fuoco, la violenza delle gang, i sequestri, la proliferazione di compagnie private per la sicurezza”, spiega il  Direttore Esecutivo dell’UNODC Antonio Maria Costa. “Questi non sono problemi intrinseci alla regione. Sono problemi che possono essere superati”.

Il rapporto Crimine e Sviluppo in America Centrale: stretta tra due fuochi sottolinea la necessità di un maggiore sostegno internazionale alla regione, se si vuole che gli sforzi per lo sviluppo abbiano un impatto nel lungo periodo. Nessun problema incide sulla stabilità e lo sviluppo dell’America Centrale più del crimine. I numerosi punti deboli della regione creano condizioni favorevoli per il crimine, che a sua volta impedisce la crescita e ostacola lo sviluppo sociale.

I Paesi del Centro America sono diversi, ma hanno una cosa in comune – sono tutti afflitti in qualche misura dalla droga, dal crimine e dal sottosviluppo.

Molti Paesi della regione sono vulnerabili a causa di fattori socio-economici dovuti alla disuguaglianza dei redditi, all’urbanizzazione, alla povertà di massa, all’alta percentuale di giovani, al facile e ampio accesso alle armi da fuoco e ad un ambiente post-conflict ancora non stabile.

Questi Paesi sono anche a rischio a causa della loro posizione geografica, trovandosi tra il maggiore paese fornitore di cocaina del mondo- la Colombia- e i maggiori consumatori di cocaina – gli Stati Uniti.

Questo studio sull’America Centrale fa seguito a un rapporto presentato all’inizio di questo mese dall’UNODC e dalla Banca Mondiale su crimine e violenza nei Carabi, il quale giunge a  conclusioni simili: gli alti tassi di criminalità e violenza nei Caraibi stanno indebolendo la crescita e impedendo lo sviluppo sociale.

In America Centrale le rotte del traffico hanno aperto la strada alla distruzione. Circa l’88% della cocaina destinata agli Stati Uniti transita per il “corridoio” costituito da Centro America / Messico. Il Sud America produce annualmente circa 900 tonnellate di cocaina- per un valore di circa 60 miliardi di dollari americani nel 2003 - e i massicci profitti che ne derivano impediscono la crescita delle economie legittime in alcune nazioni di transito.

Crimine e corruzione dilagano, mentre lo sviluppo tarda. “Dove regnano il crimine e la corruzione e il profitto proveniente dalla droga corrompe l’economia, lo Stato non ha più il monopolio dell’uso della forza e i cittadini non hanno più fiducia nei propri leader e nelle istituzioni pubbliche. Il risultato è che il contratto sociale viene fatto a brandelli e la popolazione si fa giustizia da sola”, dice il Direttore Costa.

Gli alti indici di criminalità distruggono l’economia. Uno studio condotto nel El Salvador stima intorno all’11,5% del PIL il costo totale a livello nazionale derivante dalla violenza. Il turismo, fonte principale di entrate per diversi paesi della regione è particolarmente vulnerabile.

Il crimine è fortemente legato ad alcune debolezze sociali ed economiche, tutte presenti nel Centro America. I suoi paesi sono considerati i più iniqui del mondo in termini di disuguaglianza di reddito.
Diverse nazioni mostrano tassi di iscrizione alle scuole secondarie inferiori al 50% e la gran parte della popolazione di giovani disoccupati rischia di diventare un pool di potenziali criminali.  

Le Gang non sono il problema principale

L’America Centrale è piena di armi da fuoco, eredità conseguente a decenni di conflitti sanguinosi. La regione riporta tra i più alti tassi di omicidi registrati nel mondo. Pur essendo la violenza delle gang uno dei problemi principali in paesi quali El Salvador, Guatemala e Honduras, tuttavia guardando al problema della criminalità nel suo complesso le gang hanno una responsabilità molto minore rispetto a quanto si pensa generalmente.

“Pesanti giri di vite nei confronti delle gang da soli non risolveranno i problemi di natura più profonda. Al contrario potrebbero esacerbarli. La cultura delle gang è il sintomo di un più profondo malessere sociale che non può essere risolto mettendo dietro le sbarre tutti i bambini di strada. Il futuro del Centro America sta nel vedere la gioventù come un bene piuttosto che come una debolezza” dice il Direttore Costa.

Per invertire le tendenze riportate nel rapporto, il Direttore esecutivo dell’UNODC afferma che è tempo di costruire un programma di azione per ridurre l’impatto delle droghe e della criminalità sullo sviluppo in Centro America. “Invito tutti gli Stati della regione, insieme a coloro a cui  interessi la sua stabilità e prosperità, di mettersi d’accordo su un quadro strategico e operativo in grado di rompere i legami tra droga, criminalità e sottosviluppo in questa regione”.

“Molti dei problemi della regione possono essere risolti solo dall’esterno, in particolare riducendo la domanda e l’offerta di droghe. Altri invece richiedono una forte leadership politica interna. La cooperazione è vitale. I problemi sono troppo grandi, troppo intrecciati e troppo pericolosi per essere lasciati solo agli Stati”.
I paesi poveri hanno sistemi di giustizia penale dotati di scarsi mezzi - paesi come Honduras, Guatemala e Nicaragua hanno uno scarso rapporto forze dell’ordine/cittadini e di conseguenza un basso tasso di condanne. Ciò significa che l’effetto deterrente della legge è minimo. Per rompere questo circolo vizioso i paesi necessitano di sviluppo, giustizia, good governance e sicurezza”, dice il Direttore Costa.

“Come priorità gli Stati dovrebbero rinforzare i propri sistemi di giustizia per sradicare la corruzione e ristabilire la fiducia della gente nello stato di diritto. Ciò creerebbe un ambiente fertile per la crescita economica e attrarrebbe gli investimenti esteri, promuovendo in tal modo lo sviluppo”.

Il crimine alimenta il sottosviluppo allontanando il business, erodendo il capitale umano e minando la democrazia. Anni di crimine dilagante hanno privato il Centro America degli investimenti privati.

I progetti di sviluppo nella regione dovrebbero sempre includere anche una componente di prevenzione del crimine, dice il rapporto. La riforma della giustizia penale e la salvaguardia della comunità democratica sono essenziali.

L’assistenza tecnica internazionale può essere d’aiuto. È essenziale affrontare il problema alle radici attraverso lo sviluppo socio-economico di lungo periodo e lo stato di diritto, piuttosto che affrontare solo i sintomi attraverso un rafforzamento della legge nel breve periodo.

“Abbiamo una responsabilità condivisa e un interesse comune nell’aiutare i paesi del Centro America ad opporsi alle pressioni esterne e a rafforzare la propria resistenza interna contro gli effetti dannosi delle droghe e della criminalità. Liberiamo il potenziale di questa regione”, afferma Costa.

Leggi qui il Rapporto (.pdf)

Per maggiori informazioni contattare:

Richard Murphy
UNODC Spokesman
T21 + 43 1 26060 5761 Cellulare + 43 699 1459 5761
Richard.murphy@unodc.org       



 

 

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