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UNICRI: un nuovo progetto contro la contraffazione

Torino 13 gennaio 2007

L’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), grazie al contributo della Fondazione CRT, ha avviato un progetto di ricerca sulla contraffazione. Il progetto, che consentirà la realizzazione di una ricerca finalizzata a un intervento operativo, mira a individuare le dimensioni del fenomeno e degli aspetti ad esso correlati. In particolare vengono prese in esame le conseguenze economiche e sociali  della contraffazione, e il crescente coinvolgimento della criminalità organizzata.

La contraffazione di particolari tipologie di prodotti quali farmaci, giocattoli, cibi, bevande, ricambi per automobili ed aerei, rappresenta sempre piu’ una minaccia per la salute e l’incolumità dei consumatori.
        
Si stima che il totale dei prodotti contraffatti copra una percentuale tra il 5%  e il  7% del mercato mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) quasi il 10% delle medicine prodotte a livello mondiale sarebbero contraffatte. Quest’ultimo dato varia considerevolmente: infatti nei paesi sviluppati l’incidenza delle medicine contraffatte sul mercato farmaceutico nazionale si aggira intorno all’1%; nei paesi in via di sviluppo tale percentuale raggiunge punte del 30-40%.

Dal 1998 al 2001 nell’Unione Europea i sequestri di merce contraffatta hanno registrato un aumento del 900% e sono raddoppiati nel 2002.

L’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (OECD) ha stimato che nel 2005 il valore del commercio mondiale di prodotti contraffatti e pirata (quali cd, dvd etc.) era pari a 200 miliardi di dollari. L’OECD ha inoltre precisato che tale dato si riferisce esclusivamente agli scambi internazionali e non include i falsi prodotti e consumati sul mercato interno e i prodotti distribuiti su internet. Se fossero ricompresi anche questi beni la stima subirebbe un incremento di diverse centinaia di miliardi di dollari.

Uno studio realizzato nel 2000 dal Centro per la Ricerca sull’Economia e il Commercio - Centre for Economic and Business Research – stima i mancati introiti fiscali casusati dalla contraffazione in: 7.581 milioni di euro nel settore nell’abbigliamento e delle calzature, 3.017 milioni di euro nel settore della profumeria e cosmesi, 3.731 milioni di euro nel settore dei giocattoli e dell’abbigliamento sportivo e 1.554 milioni di euro nel settore farmaceutico.

L’alta redditività di tale attività illecita combinata al basso rischio di incorrere in un procedimento penale o in pesanti condanne - soprattutto considerando i maggiori rischi connessi ad altri reati - rendono il settore della contraffazione di particolare interesse per le organizzazioni criminali. La scarsa conoscenza delle modalità e della dimensione del coinvolgimento del crimine organizzato, nella gestione della produzione e distribuzione di beni contraffatti, svolge inoltre un ruolo chiave nell’agevolare la commissione di questo reato.

La ricerca dell’UNICRI, i cui risultati saranno presentati entro breve, fornirà una valutazione della situazione nazionale e internazionale del fenomeno, con particolare riguardo al coinvolgimento della criminalità organizzata.
L’indagine che l’Istituto sta conducendo prende principalmente in esame le tipologie di beni contraffatti che rappresentano una minaccia per la sicurezza e la salute dei consumatori. Sono inoltre approfondite le cause alla base di tale reato e le sue conseguenze economiche e sociali. Vengono così presentate le statistiche relative al fenomeno in diverse aree del mondo; la struttura della catena di distribuzione illecita, i legami con la criminalità oragnizzata, le migliori prassi di contrasto e alcuni case studies.

Nel contesto del progetto l’UNICRI ha avviato una stretta collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia, la Direzione Investigativa Antimafia, l’Agenzia delle Dogane ed Europol.

L’Incaricata d’Affari dell’UNICRI, Doris Buddenberg, ha sottolineato che “La  necessità di valutare la dimensione del fenomeno della contraffazione rappresenta il primo passo per contrastarlo. Partendo da questa ricerca, che è orientata a un livello operativo, potremo così pianificare e realizzare interventi concreti per combattere la contraffazione. Fondamentale sarà inoltre il coinvolgimento delle  istituzioni e organizzazioni che svolgono un ruolo di primo piano nella lotta a questo reato”.





 

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