Il Rapporto 2008 sull’epidemia globale di AIDS pubblicato dal Programma Congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS) è il rapporto più ampio pubblicato fino ad oggi sull’argomento, dato che raccoglie i dati relativi all’HIV provenienti da 147 paesi.
Il Rapporto afferma che un’azione congiunta di governi, società civile e comunità colpite può davvero contribuire a salvare molte vite umane.
In paesi come il Ruanda o lo Zimbabwe, infatti, grazie al cambiamento dei costumi sessuali si è verificata una notevole diminuzione del numero delle infezioni da HIV, mentre in diversi paesi l’uso del preservativo si sta diffondendo nella popolazione giovane con partner multipli. Inoltre si è verificato un aumento dell’età media del primo rapporto sessuale in sette dei paesi più colpiti dall’epidemia, tra cui il Burkina Faso e il Camerun.
Inoltre, la percentuale di assunzione di farmaci antiretrovirali da parte di donne incinte sieropositive per prevenire la trasmissione del virus al bambino è passata dal 14% al 33% nel periodo dal 2005 al 2007, e nello stesso periodo il numero di nuove infezioni tra i bambini è passato da 410.000 a 370.000.
“Il rapporto afferma che sono stati compiuti enormi progressi e che i risultati sono reali”, ha comunicato alla stampa il Direttore Esecutivo dell’UNAIDS Peter Piot durante il lancio del rapporto a New York. “Abbiamo compito maggiori progressi nella lotta contro l’AIDS negli ultimi due anni, che nei precedenti 20 anni”.
Allo stesso tempo ha sottolineato il bisogno di continuare a sostenere i progetti a lungo termine, impegnandosi nella prevenzione e nella cura dell’AIDS.
Il rapporto afferma che, sebbene le nuove infezioni da HIV siano scese da 3 milioni nel 2001 a 2,7 milioni nel 2007, il tasso di contagio è in aumento in diversi paesi come la Cina, l’Indonesia, il Kenya e la Russia.
Le stime affermano che attualmente nel mondo ci sono 33 milioni di sieropositivi, mentre solo lo scorso anno si sono verificati 2 milioni di decessi causati dall’AIDS, che continua a rappresentare la prima causa di morte in Africa.
Per ulteriori informazioni: comunicati stampa dell’UNAIDS – UN news story.
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