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Eventi e Notizie
Verrà pubblicato ad inizio Luglio il World Economic and Social Survey 2006


Luglio 2006

Il World Economic and Social Survey (WESS) fornisce un'analisi oggettiva sulle questioni urgenti riguardanti lo sviluppo sociale ed economico nel lungo periodo, e affronta l'impatto positivo e negativo delle relative politiche. Le analisi sono supportate da una ricerca analitica e da dati allegati al Rapporto.
Secondo il prossimo World Economic and Social Survey 2006, nel mondo industrializzato il livello di reddito negli ultimi cinquant'anni è cresciuto costantemente mentre così non è stato per molti paesi in via di sviluppo, aumentando in tal modo l'ampio divario già esistente di disuguaglianza nel mondo.
Una così grande divergenza di reddito è in parte spiegata dal numero crescente di crisi nella crescita. I paesi con strutture economiche e istituzioni deboli, con scarse infrastrutture e un livello basso di sviluppo umano hanno una capacità minore di tratte profitto dai mercati globali.

Prefazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite

Il nostro mondo è più ricco che mai rispetto a prima, ma è anche contrassegnato da enormi disuguaglianze, sia tra paesi differenti che all'interno dei paesi stessi. Il reddito annuale medio di chi vive nel paese più ricco del mondo, il Lussemburgo, è più di cento volte maggiore rispetto a quello di un cittadino medio della Sierra Leone, uno dei paesi più poveri del mondo. Tali sostanziali differenze nello standard di vita dovrebbero costituire una grande preoccupazione, perché riflettono gravi disuguaglianze nelle opportunità della vita. Ciò richiede una risposta politica forte sia a livello nazionale sia a livello internazionale, in modo che tutti i paesi possano realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) ed altri obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale.
I trend di disuguaglianza tra i paesi sono mutati. Negli anni Cinquanta e Sessanta, i paesi in via di sviluppo hanno sperimentato tutti una crescita economica forte e continua. Tuttavia dagli anni Ottanta ha avuto inizio un trend che ha portato a un crescente divario, con un gruppo limitato di paesi, la maggior parte dei quali in Asia, che hanno realizzato uno sviluppo economico rapido e hanno ottenuto dei vantaggi dalla maggiore apertura ai mercati globali, mentre gran parte dei restanti paesi in via di sviluppo hanno dovuto far fronte all'instabilità economica e hanno raggiunto scarsi risultati nel conseguimento del benessere. Il processo di globalizzazione non ha ancora sanato il divario di reddito esistente tra i paesi ricchi e quelli poveri. Al contrario, come rilevato nel presente Survey, il modo in cui i mercati mondiali operano è stato un fattore importante che ha contribuito all'aumento della disuguaglianza del reddito a livello globale. I paesi più ricchi, per esempio, tendono ad avere un accesso preferenziale ai mercati di capitali, ad attrarre maggiori investimenti esteri diretti, e ad essere maggiormente resilienti rispetto ai paesi più poveri nel fronteggiare le variazioni del mercato globale delle materie prime.
Non saremo all'altezza dei principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani se non ridurremo la disuguaglianza globale. Tali sforzi possono favorire lo sviluppo e la stabilità, e possono contribuire a prevenire crisi economiche e sociali, e perfino l'instabilità politica. Sollecito gli Stati Membri e la comunità internazionale ad adoperarsi maggiormente e lavorare assieme in modo che persone e Stati abbiano le stesse opportunità di raggiungere a pieno le loro potenzialità.
Raccomando inoltre le analisi e i suggerimenti contenuti in questo Survey a un ampio pubblico di lettori.





 

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ultimo aggiornamento Mercoledi, 18 Marzo 2009
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