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13 Dicembre 2008 - La Convenzione sui Diritti dei Disabili segna “l’alba di una nuova era”, le Nazioni Unite ne chiedono urgentemente la ratifica


La Convenzione sui Diritti dei Disabili  segna “l’alba di una nuova era”,
le Nazioni Unite ne chiedono urgentemente la ratifica

L’adozione di questa Convenzione cade nel giorno di Santa Lucia, celebrata in alcuni paesi come la Santa Patrona sia della cecità che della luce. Facciamo si che questo giorno rappresenti davvero una nuova alba. Facciamo si che inauguri un tempo in cui quanti nel mondo sono disabili diventino cittadini a pieno titolo della società.
Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite

L’Assemblea Generale oggi ha preso una decisione storica adottando la Convenzione sui diritti dei Disabili, il primo trattato sui diritti umani del XXI secolo che rappresenta, come ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, “l’alba di una nuova era” per circa 650 milioni di persone disabili in tutto il mondo.

Annan, insieme al Presidente dell’Assemblea Generale, Sheikha Haya Rashed Al Khalifa, e altri funzionari delle Nazioni Unite e a membri della società civile che hanno premuto per l’adozione del patto, chiede a tutti i 192 Stati Membri di ratificare quanto prima la Convenzione che copre diritti all’istruzione, salute, lavoro e una molteplicità di altre misure di tutela per le persone disabili.

“La data di oggi rappresenta la promessa di un’alba di una nuova era – un’era in cui le persone disabili non dovranno più sopportare pratiche discriminatorie e comportamenti che è stato permesso prevalessero per troppo tempo. Questa Convenzione è un documento significativo e dalle grandi potenzialità”, ha dichiarato il Segretario Generale.

L’Assemblea Generale ha adottato la Convenzione sulla Protezione e la Promozione dei Diritti e della Dignità delle Persone Disabili all’unanimità.

“In soli tre anni, la Convenzione è diventata una decisione storica per più di una ragione: è il primo trattato sui diritti umani ad essere adottato nel XXI secolo, il trattato sui diritti umani ad essere negoziato con maggiore rapidità nella storia del diritto internazionale e il primo ad emergere da una operazione di lobby condotta per lo più attraverso Internet…Chiedo con forza a tutti i Governi di iniziare a ratificare la Convenzione, per poi attuarla, senza indugi.”

Sheikha Haya si è associata a questo appello, aggiungendo che adottando la Convenzione gli Stati Membri hanno mandato un “chiaro messaggio di solidarietà” riaffermando la dignità di tutto il genere umano e riconoscendo che “tutte le società ricevono un beneficio dal rafforzamento di questa importante comunità.”

“Aspetto con ansia la piena attuazione della Convenzione da parte degli Stati Membri, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate. In particolare, mi riferisco alle ONG (organizzazioni non governative) e ai gruppi della società civile la cui energia, partecipazione e volontà di lavorare con spirito di collaborazione hanno grandemente contribuito all’accordo finale.”

L’Alto Commissario per i Diritti Umani Louise Arbour si è unita al coro degli inviti a ratificare la Convenzione, e insieme a tutto il suo ufficio (OHCHR) ha rilevato come questo accordo – composto di 50 articoli – colma uno dei maggiori vuoti nella legislazione sui diritti umani.

Arbour ha inoltre detto: “La Convenzione…rappresenta un evento storico nell’assicurare che le persone disabili possano essere intergrate pienamente nella società e offrire il loro contributo alla comunità al pieno delle potenzialità. Una ratifica in tempi rapidi …colmerebbe il vuoto che ha afflitto le persone disabili.”

La Convenzione prevede che gli Stati che la ratificano debbano emanare leggi e altre misure per migliorare i diritti dei disabili, e anche abolire leggi, tradizioni e pratiche discriminatorie nei confronti dei disabili. L’OHCHR ha dichiarato che la Convenzione sarà aperta per la firma e la ratifica dal 30 Marzo 2007, e entrerà in vigore dopo che sarà stata ratificata da 20 paesi.

Parlando alla conferenza stampa dopo la sessione dell’Assemblea Generale, l’Ambasciatore della Nuova Zelanda, Don MacKay, presidente della commissione che ha condotto le negoziazioni della Convenzione, ha definito l’adozione di oggi come un “evento storico”,  aggiungendo che coloro che sono coinvolti nel processo “posso pensare che siano soddisfatti della Convenzione che abbiamo elaborato. In effetti, è una convenzione di portata straordinaria.”

Anche i rappresentanti dell’International Disability Caucus (IDC) hanno accolto con favore il documento, rimarcandone la natura omnicomprensiva, e allo stesso tempo chiedendo agli Stati di ratificare la convenzione con urgenza e sollevando alcune preoccupazioni.

Pamela Molina Toledo, una dei leader dell’IDC, ha riferito ai giornalisti, parlando in spagnolo usando il linguaggio dei segni: “Celebriamo e accogliamo la Convenzione sui diritti delle persone disabili…che riconosce che la disabilità è una questione riguardante i diritti umani”.

“Questa Convenzione è un esempio di unità e cooperazione…per il bene di tutti,” ha detto Pamela  Molina Toledo chiedendone la rapida ratifica, punto sollevato anche da un altro leader dell’IDC, Tina Minkowitz.

“L’International Disability Caucus chiede urgentemente ai Governi di ratificare ed attuare la Convenzione all’interno delle legislazioni nazionali e delle strutture legali e di cambiarle se necessario” ha detto, sollevando anche una preoccupazione specifica, e cioè il bisogno dei governi di interpretare il linguaggio dei segni e altri metodi alternativi di comunicazione soprattutto nei campi dell’informazione, istruzione e impiego.

Il testo della Convenzione (versione inglese)



 

 

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