Torino, 29 maggio 2006
UNICRI. Oggi si celebra la giornata mondiale degli operatori per il mantenimento della pace delle Nazioni Unite. Nelle zone di post-conflitto la comunità internazionale, attraverso le missioni di mantenimento della pace, promuove, fra l’altro, lo stato di diritto e garantisce la sicurezza necessaria per la ricostruzione. Ma le stesse zone nelle quali l’ONU opera per sostenere i processi di ricostruzione sono spesso privilegiate dai gruppi della criminalità organizzata che gestiscono il traffico di persone e il personale ben pagato che affluisce nei paesi devastati dalla guerra è anche il target dei trafficanti di esseri umani e, a sua volta, può venir implicato in tale fenomeno.
Le operazioni di mantenimento della pace sono state indebolite dal fenomeno dell’abuso e sfruttamento sessuale, spesso connesso al traffico di esseri umani e che ha visto coinvolto il personale impegnato in azioni umanitarie, compromettendo così il rapporto di scambio e fiducia con la popolazione locale.
Nel 2004 sono state raccolte 121 denunce di abuso e sfruttamento sessuale nelle zone di peace-keeping e nel 2005 sono state licenziate o rimpatriate 98 persone. Le Nazioni Unite hanno adottatato una politica di tolleranza zero che prevede molteplici misure di contrasto e prevenzione del fenomeno.
Le Nazioni Unite hanno intrapreso molteplici azioni per prevenire e punire i colpevoli di questo odioso fenomeno dei quali sono vittime popolazioni rese vulnerabili dalle conseguenze delle guerre.
Proprio in questi giorni l’UNICRI - Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia - sta completando corsi di formazione per personale proveniente da 17 paesi europei che partecipa o parteciperà a missioni di peacekeeping.
I corsi si propongono di rafforzare il contrasto al traffico di persone nelle zone di post-conflitto, in particolare nell’area balcanica, attraverso un percorso di formazione sulle tecniche investigative, sull’assistenza alle vittime, e azioni di sensibilizzazione sul fenomeno.
Nel 2004 l’UNICRI, grazie al finanziamento della Commissione Europea, ha sviluppato un manuale per la formazione del personale di peacekeeping che si propone di rafforzare il contrasto alla criminalità che gestisce il traffico di persone. I corsi, che si tengono a Torino tra maggio e giugno, proseguono l’azione in questa direzione. Tra il personale formato dall’UNICRI, rappresentanti dell’UNMIK (la missione di pace in Kossovo), della Polizia europea in Bosnia e dell’OSCE.
“La formazione del personale che partecipa o parteciperà alle missioni di peacekeeping è un’importante chiave per intervenire sul traffico e abuso di persone per scopi sessuali nelle zone di ricostruzione.” Afferma Gioacchino Polimeni, Direttore dell’UNICRI. “Garantire integrità e preparazione del personale, e far in modo che le vittime siano assistite e non temano più di denunciare illeciti che costituiscono seri ostacoli e distorsioni delle azioni umanitarie, è di fondamentale importanza” conclude Polimeni.
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